Progressive Nation 2009: Live Report della data di Conegliano (TV)

A marzo il Priest Feast, ad ottobre un ottimo PROGRESSIVE NATION. Festival italiani a parte, i festival itineranti promossi da band di spicco stanno prendendo sempre più piede e le quattro date di DREAM THEATER con OPETH, BIGELF ed UNEXPECTED ne sono un ulteriore esempio. Dopo i fortunati concerti di Milano, Roma e Bologna siamo giunti all’ultimo show in terra italica in quel di Conegliano, provincia di Treviso. Arrivo purtroppo allo Zoppas Arena quando stanno già salendo sul palco i BIGELF e mi perdo rovinosamente gli UNEXPECTED.

La band mi è nuova, letto molto ma sentito poco e la sorpresa nel sentire suonare questi 4 pazzi hippies è grande. La performance della band si snoda attraverso brani molto lunghi, a cavallo tra psichedelia, ’70s hard rock e sferzatone stoner. Ma il tutto resta sempre molto old style, dalla strumentazione, ai suoni, fino ovviamente al look esageratamente vintage dei 4 BIGELF. Il loro show scorre alla grande, ricevendo grandi consensi dal pubblico, per il momento non numerosissimo. Superlativo Damon Fox, voce,tastiere ed effetti, che insieme alla statuetta del maestro Hoda (si si quello lì!) si destreggia tra mille effetti ed un range vocale notevole. Ottima prova.

Gli OPETH ormai sono diventati a tutti gli effetti una prog band, in parte estrema, ma di sicuro lontana dai fasti death della prima parte di carriera. Esempio lampante è l’apertura del loro show, affidata alla placidissima “Windowpane” tratta dal white album “Damnation”. Lo show procede con la più potente “The Lotus Eater” dall’ultimo Watershed da cui viene estratta anche la conclusiva “Hex Omega”. Seguono “The Leper Affinity”, “Reverie/Harlequin Forest” e la superba “Deliverance” dedicata niente meno che a….Eros Ramazzotti! Come già sapete, il mastermind Michael Akefeldt non si lascia scappare la possibilità di intrattenere con le sue solite battutine acide con quell’ironia che cozza paurosamente con la cattiveria di certi brani, ma che lo rende sicuramente un personaggio unico. La band suona ben compatta ma i tempi di Martin Lopez alla batteria e Peter Lindgren alla seconda chitarra erano un’altra cosa, soprattutto dal vivo. Per fortuna che il grande Per Wiberg alle tastiere come al solito da prova di una grandezza da molti sottovalutata. Un ora di show, pubblico soddisfatto e ci si vede alla prossima con gli Opeth.

Cambio palco più lento quello per i DREAM THEATER. La band attacca con la recente “A Night to Remember”, niente più che una buona opener, segue a ruota la ben più interessante “Prophets of War” con keyboard solo di Ruddess sul finale, ottimo sotto il profilo tecnico ma discutibile considerando che siamo solo al secondo pezzo. Scende la lacrima con “Sacrificed Sons”, pezzo dedicato all’11 settembre, ed arriva subito la riflessiva “Wither”, pezzo altamente commerciale ma forse il migliore di “Black Clouds and Silver Linings”. Finalmente arriviamo a qualcosa di più gustoso con il trittico “The Dance of Eternity”, “Solitary Shell” e “Take The Time” che….chiude il concerto!!!!! Dopo soli 7 pezzi la band chiude il suo set, ovviamente tornando per un bis, “The Count of Tuscany”, pezzo ad alto tasso di noia che non rende minimamente giustizia ad una band come i Dream Theater. Un ora e mezza di concerto è veramente poco, per quanto la band abbia suonato al top come al solito (peccato per i suoni non sempre ottimi, anzi). LaBrie non è stato sul palco per più di venti minuti complessivi, il resto della band fa il suo lavoro egregiamente, ma c’è quel senso di incompiuto che da due-tre anni a questa parte aleggia dopo ogni set di Portnoy e soci, considerando anche il fatto che ci eravamo abituati ai mastodontici show da 3 ore. Il pacchetto comprendente le altre band supplisce questa carenza, ma non del tutto e la voglia di ascoltare ancora i 5 di New York resta palpabile anche tra il pubblico.

Con l’amaro in bocca (e il sottoscritto con le balle un po’ girate) ce ne andiamo dallo Zoppas Arena, con la sensazione di aver passato una bella serata ma che avrebbe potuto offrire molto di più. Per la cronaca i vincitori della serata sono stati i BIGELF, senza alcun dubbio, la cosa fa riflettere.

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