Placebo: Live Report della data di Casalecchio Di Reno (BO)

L’unica data italiana del “Loud Like Love” tour dei Placebo ha toccato il bel paese all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno in provincia di Bologna portando con se freddo e pioggia che non sono bastati comunque a scalfire la tempra dei numerosi fan accorsi fin dalle prime ore della mattina e che si sono riversati davanti i cancelli del palazzetto per assicurarsi un meritato posto sulla transenna.

Ad accompagnare la band di Brian Molko in questo tour troviamo la formazione inglese dei Toy, un gruppo fortemente in ascesa in madre patria e che sta riscuotendo anche ampi consensi un po’ ovunque tra gli addetti ai lavori, grazie alla loro proposta alquanto personale e di buona fattura. Fautori di una miscela che vede nella psichedelia dei seventies, soprattutto per la dilatazione e l’ossessività dei suoni e accelerazioni post-punk di alto livello il suo punto di forza, la band capitanata dal bravo Tom Dougall riesce a scaldare a dovere i presenti e non è cosa di poco conto.

Ma l’attesa ormai divenuta palpabile è rivolta verso gli headliner che irrompono sul palco con una potente “B3” seguita da un altro colpo da novanta quale “For What It’s Worth”. Si nota subito che il gruppo è in perfetta sintonia e non sbaglia un colpo, come una perfetta e oliata macchina da guerra non lasciano scampo e ci conducono in un viaggio nel tempo fatto di successi come “Twenty Years” e “Every You Every Me”, ma danno anche ampio spazio al nuovo lavoro in studio proponendo “Too Many Friends”, il primo singolo estratto da “Loud Like Love”, la serrata e incalzante “Rob The Bank” e la stupenda “Purify” che ricorda i primi lavori in studio della band. A seguire troviamo “Space Monkey”, pezzo tratto da “Meds”, una vera sorpresa dato che il brano in questione non era presente in scaletta da un bel po’ di tempo. La successiva e stupenda “Blind” riesce sempre ad emozionare e non è da meno neanche la nuova “Exit Wounds”, sicuramente uno dei migliori brani composti dalla formazione capitanata da Brian Molko. Il micidiale trittico “Song To Say Goodbye”, “Special K” e “The Bitter End” ci conduce verso la parte finale del concerto, lasciandoci letteralmente senza fiato. Dopo una brevissima pausa il gruppo rientra per la storica e molto amata “Teenage Angst” seguita da “Running Up The Hill”, la cover del famosissimo pezzo di Kate Bush, ormai diventato parte integrante di ogni set dei Placebo che si rispetti, mentre “Post Blue” e “Infra-Red” hanno il compito di concludere uno spettacolo preciso, serrato, senza fronzoli, ma allo stesso tempo emozionante, inebriante che lascia tutti soddisfatti e desiderosi di rivedere il gruppo dal vivo il prima possibile. Probabilmente bisognerà aspettare fino al 2014 perché ciò accada, ma con esibizioni di questo livello l’attesa sarà di sicuro ben ripagata.

 

 

 

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