Placebo: Live Report della data di Milano

La seconda data italiana del tour dei Placebo ha fatto tappa al Palasharp di Milano in una giornata a dir poco piovosa, ma questo non ha fatto certo scoraggiare gli afecionados che dalle prime ore del mattino hanno preso posto fuori dai cancelli. Arrivo poco prima dell’inizio del gruppo di supporto, i Silversun Pickups e vedo che il palazzetto è ancora semi vuoto, sarà mica che il pubblico si è documentato sulla scarsità del gruppo in questione e ha deciso di arrivare dopo? La band risulta più precisa e compatta rispetto alla esibizione della sera prima e anche i suoni sono più nitidi e cristallini. Questo comunque non può cambiare il parere generale sulla loro proposta che risulta sempre tediosa e ripetitiva. Il cantante poi cerca di ricalcare in modo palese i movimenti sincopati di un certo Kurt Cobain, risultando a dir poco ridicolo, mentre dall’altro canto un plauso va sicuramente al batterista Christopher Guanlao che è molto energico e ci mette anima e corpo nella sua performance. Alle 21:10 si abbassano le luci ed è la volta dei Placebo che iniziano il loro set con il tormentone "For What It’s Worth", primo singolo estratto dal nuovo album. Si nota immediatamente che la band è in formissima, molto più precisa e affiatata della sera precedente e anche Brian (voce) è diverso, più propenso a dialogare con il pubblico e a stabile un contatto diretto con i fan creando un’alchimia e un legame con i presenti a dir poco spettacolare. Il pubblico è visibilmente coinvolto e per tutto il concerto inciterà la band, cantando le canzoni e ripagando il gruppo con il calore che si merita. La scaletta è praticamente la stessa della data bolognese, ma l’intensità che si sprigiona sia dal palco che dal pubblico la supera di gran lunga. Il concerto scorre veloce con i loro maggiori hit alternati ai pezzi del nuovo lavoro "Battle For The Sun", anche se molto spazio viene anche riservato al lavoro precedente "Meds" da cui vengono estratti la titletrack, "Infra-Red" (nell’encore), "Follow The Cops Back Home" (pezzo carino, ma sostituibile con altre perle tratte da "Without You I’m Nothing" da cui tra l’altro verrà estratta solo la splendida "Every You Every Me"), "Song To Say Goodbye", "Blind" e "Because I Want You" in versione acustica, dove Brian invita tutti i presenti ad unirsi alla Placebo lounge, cantando come Ramazzotti e Zucchero. Il pubblico non gradisce questi accostamenti con i cantanti italiani e inizia a fischiare rumorosamente, tanto che il caro Brian rettifica la frase, incitando i presenti a cantare come Cicciolina o meglio come se stessi. Brian ricorda anche che proprio in questo palazzetto i Placebo debuttarono nel 1996 come gruppo spalla di un certo David, ovviamente si riferisce a Bowie e ribadisce di essere molto contento che stavolta siano lui e la sua band ad esibirsi su questo stesso palco. "The Never-Ending Why", il nuovo singolo uscito di recente è veramente azzeccato come brano da proporre dal vivo e di sicuro sarà una presenza costante anche per i live futuri. "Taste In Men" chiude in bellezza un altro concerto memorabile del gruppo che ogni volta è capace di reinventarsi e riconfermare quanto di buono già visto in precedenza. .

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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