Placebo: Live Report della data di Casalecchio Di Reno (BO)

A distanza di pochi mesi dalle trionfali esibizioni estive che li ha visti protagonisti sui palcoscenici italiani, i Placebo sono ritornati per altre due esibizioni indoor per continuare la promozione del loro recente lavoro "Battle For The Sun". La prima tappa è al Future Show Station di Bologna e purtroppo scopro che per questo evento è stato soppresso il servizio navette dalla stazione perchè non ritenuto necessario (???). Dopo aver risolto questo inconveniente, raggiungo il luogo del concerto in tempo per vedere il gruppo di supporto, gli americani Silversun Pickups. Purtroppo ormai è una spiacevole tradizione che i Placebo siano accompagnati da gruppi dal discutibile valore artistico, salvo rare eccezioni, ad esempio nel tour di "Black Market Music" erano supportati dai fenomenali Sneaker Pimps, quindi non mi stupisco particolarmente della pochezza del gruppo di stasera. La band originaria di Los Angeles cerca di scimmiottare i primi Smashing Pumpkins mescolandoli con le loro influenze shoegaze classiche. Il risultato purtroppo non convince affatto e i brani non solo tendono ad assomigliarsi tra loro, facendoli risultare ripetitivi, ma anche le dilatazioni chitarristiche senza fine fanno aumentare il senso di noia imperante. Dopo un veloce cambio palco è la volta dei Placebo, un telone bianco nasconde i musicisti e viene proiettato un enorme sole rosso a richiamare la copertina dell’album, poi una volta caduto il telo, lo show inizia subito alla grande con "For What It’s Worth" e "Ashtray Heart" primi singoli tratti dal recente lavoro. Si nota subito che l’acustica è molto buona e grazie ai quattro maxi schermi posizionati sia sul palco che a lato si ha una ottima visuale in tutto il palazzetto. La band è in forma e a proprio agio e alterna pezzi storici come "Every You, Every Me" con altri più recenti come "Battle For The Sun" e "Breathe Underwater". Brian (Molko, frontman del gruppo) racconta di essere molto legato a Bologna in quanto i suoi nonni abitavano proprio da quelle parti e quindi per lui è sempre un piacere suonare in questa città. Dopo una "Special Needs" da pelle d’oca è la volta di un intermezzo acustico con Stefan (bassista del gruppo) al piano per una versione struggente di "Because I Want You" e di "Twenty Years", pezzo molto amato dalle nostre parti. A seguire "Julien", brano nuovo e mai proposto fino adesso in Italia, che è la vera sorpresa della serata e viene accolto trionfalmente dai presenti. Si continua a ballare e cantare con il più recente singolo "The Never-Ending Why" fino ad arrivare alla bellissima "Song To Say Goodbye". Il concerto si sta velocemente avvicinando alla fine e Brian chiede l’aiuto del pubblico per aiutarlo a cantare il coretto di "Special K". "The Bitter End" riaccende le energie di tutti i presenti, fino ad arrivare all’ultimo bis con "Infra-Red" e l’elettronica "Taste In Men", a mio avviso uno dei brani migliori scritti dal gruppo. In tutto i brani eseguiti sono stati ventidue e le quasi due ore di spettacolo sono volate senza rendersene conto. Fa piacere vedere che dopo tanti anni di carriera e di enormi successi la band abbia ancora questo entusiasmo sul palco e riesca sempre a rendere al meglio show dopo show senza cali di tono.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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