Paganfest 2009: Live Report della data di Milano

Il Paganfest 2009 verrà ricordato sicuramente come uno dei festival più sfortunati della storia metal. Infatti una serie di guai dovuti al fato (in un caso) e alla poca attenzione (in un altro caso) hanno minato non poco la riuscita dell’evento.

La prima vera e più consistente devastazione che ha colpito la serata aspettata da tutti i fan del viking metal in Italia è stata la decurtazione incredibile del set previsto; praticamente dai sei gruppi previsti se ne sono esibiti soltanto tre.

Infatti il motore del tour bus di Unleashed, Die Apokalyptischen Reiter e Swashbuckle ha preso fuoco, rovinando in tal modo la data italiana del Paganfest; le band ovviamente non hanno avuto la possibilità di raggiungere Milano.

In secondo luogo il concerto degli Alestorm è stato sospeso, esattamente dopo due canzoni, in quanto le transenne di fronte al palco stavano cedendo e non erano in grado di sostenere la “carica” del pubblico. Il risultato è stata una lunghissima pausa che ha ovviamente mortificato lo show degli scozzesi e ridotto ulteriormente le già dimezzate potenzialità del festival.

Il concerto vero e proprio inizia comunque alle 19,00 grazie ai canadesi Ex Deo, trascinati dal frontman Maurizio Iacono; la band è praticamente un progetto alternativo dei brutal death Kataklysm, visto che la line-up è in gran parte condivisa. Al contrario il genere musicale è decisamente differente; mentre i Kataklysm si dedicato ad un intricato e violentissimo brutal death gli Ex Deo sono coinvolti in un epic death legato al concept lirico trattato, ossia la storia romana.

La manciata di brani eseguiti sono tratti dal finora unico album uscito, ossia ‘Romulus’ e ascoltati dal vivo questi pezzi sembrano un po’ ricordare una versione death di gruppi come i nostrani epic metaller Holy Martyr.

Dopo una breve pausa seguita alla prima performance è la volta degli scozzesi Alestorm salire sul palco dei Magazzini Generali. Sembrava questa, nella disgrazia, l’ottima occasione di poter gustare di uno show più lungo del previsto per la epic band piratesca dei nostri, ma purtroppo, come detto, la pausa forzata di diversi minuti sopravvenuta dopo appena due song, mentre il gruppo era riuscito a scaldare i presenti, ha in parte tagliato le gambe al concerto.

In realtà i nostri hanno incassato quest’ulteriore incidente e sono ripartiti alla grande snocciolando un discreto numero di song tratte dai loro due album. Ha fatto la parte del leone l’ultimo CD ‘Black Sails At Midnight’, da cui gli Alestorm hanno eseguito, fra le altre, la cadenzata, epica e convincente ‘To The End Of Our Day’, seguita dalla zompettante ”Keelhauled’, dall’inno ‘Pirate Song’ e dalla conclusiva scoppiettante ‘Wolfs OF The See’, che molti fra il pubblico hanno dimostrato di conoscere ed apprezzare.

Altrettanto successo se non di più ha accolto l’esecuzione dei classici del primo CD, fra tutti l’immancabile ‘Captain Morgan’s Revenge’, un inno di epic power che sicuramente non sparirà mai dalla set list del gruppo.

Anche in quest’occasione gli Alestorm (che già avevano suonato a Milano nel Paganfest targato 2008) hanno dimostrato di vivere benissimo l’atmosfera live, con il frontman e tastierista Christopher Bowes impegnato non solo in molti brevi assoli, ma anche nel saltare senza pausa da una parte del palco. Insieme a lui non si sono fatti negare il bassista Gareth Murdock e il chitarrista Dani Evans, che ha pure ingaggiato una piccola sfida di gestacci con il citato singer, mentre i due snocciolavano un paio di assoli incrociati.

Il sound non è stato male e nel complesso il set degli Alestorm ha divertito e convinto.

Lo stesso può dirsi… ed anche di più per i finlandesi Korpiklaani.

Il loro sound unisce il power al folk finlandese ed alla humppa, la danza tradizionale finnica; di conseguenza, nonostante in studio i loro album siano decisamente convincenti, dal vivo la musica dei Korpiklaani diventa una vera eruzione di energia e di divertimento, se ben supportata da un audio adatto.

In questa serata sembra che i suoni accompagnino bene il sestetto impegnato sul palco e sin dalle prima battute dell’opener ‘Vodka’ (che poi è anche il brano d’apertura del nuovo album ‘Karkelo’) sembra che tutto giri a meraviglia.

Il set list è lungo e scorre passando da brani di puro impatto folk-metal a ballate che fanno muovere (per quanto possibile visto la calca) e saltellare i presenti al ritmo della humppa finlandese.

Perfettamente a loro agio sul palco sono tutti i musicisti ma si sottolinea come la presenza del compassato violinista Jaakko Lemmetty sia fondamentale in quanto il suo strumento diventa davvero una seconda chitarra e detta le variazioni melodiche dei pezzi.

Assolutamente ispirato come sempre è il singer e chitarrista Jonne Jarvela, che sfoggia una folta chioma bionda da rasta e sul palco si muove con goffa semplicità, come se si trovasse a casa sua.

Il sound dei nostri colpisce diretto come fuso allo stomaco e complice della riuscita del concerto è senz’altro la linea ritmica formata dal compassato batterista Matti Joahnsson e dai toni imposti dal basso di Jarkko Aaltonen, che, privo di calzari e dall’aspetto di un nano della Terra di Mezzo, si aggira sul palco sorridendo e sottolineando con efficacia i cambi di ritmo dei brani. In una lunga setlist non mancano classici estratti dalla lunga discografia dei Korpiklaani, come ‘Tulli Kokko’ o ‘Let’s Drink’ che accompagnano alla conclusione una divertente serata (per quanto penalizzata dagli eventi).

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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