Overkill: Live Report della data di Milano

Serata all’insegna dell’ Amarcord per gli accorsi al Transilvania Live di Milano: ad aprire sono gli Evolution, band tedesca dedita ad un thrash metal fin troppo debitore dei Metallica periodo “Black Album”. La loro prestazione si rivela solo leggero sottofondo al lento affluire del pubblico che, nella misera parte dei soliti agguerriti delle prime file, segue per lo più distratto, aspettando ben altro. Nella speranza di riscuotere qualche applauso in più la conclusione viene affidata ad una abbozzata cover di ‘Sad But True’, che viene però stroncata dai tecnici del suono per rispettare i tempi delle esibizioni. Così dopo nemmeno due minuti con l’impianto semi funzionante i tedeschi se ne vanno mestamente, lasciando la scena ai Seven Witches. Premettendo che sul palco non se la cavano male, risultando onesti musicisti, nell’ora scarsa a disposizione Jack Frost e compagni riescono ad annoiare a ripetizione, causa monotonia e piattezza delle canzoni che nel loro voler esser omaggio agli anni ’80 piegano verso soluzioni scontate e lontane dai classici del genere.

Puntuali come orologi svizzeri fanno il loro ingresso gli Overkill. Questo è il tour di promozione a ‘Killbox 13′, nuova release passata un po’ inosservata in quanto lontana dai fasti di un tempo. E infatti la scaletta pescherà principalmente dal vecchio repertorio della band. La prima cosa che stupisce è vedere solo quattro elementi sul palco: si verrà a sapere che il chitarrista Derek Tailer non è presente in seguito a problemi personali e, causa defezione dell’ultimo minuto, non è stato scelto nessun session man come sostituto. L’assenza di una chitarra si rivela pesante, facendo perdere ai pezzi una buona parte dell’impatto che caratterizza i brani degli Overkill; inoltre, i volumi dei vari strumenti non sono regolati perfettamente, adombrando un po’ la chitarra e la voce. Tuttavia Blitz e soci si dimostrano in forma, dando prova di professionalità ed esperienza, riuscendo a scaldare la folla più volte, grazie proprio ai consueti cavalli di battaglia dei loro migliori lavori in studio. Il feeling con il pubblico sembra esser ben saldo nelle mani di Ellsworth e il concerto procede spedito senza cali di tensione. ‘In Union We Stand’, E.Vil N.Ever D.Ies’ e ‘Battle’ si fanno sentire e rievocano un passato qualitativo ormai lontano, facendo passare inosservati i pochissimi brani delle uscite più recenti. A conclusione dello show l’ottimo trittico ‘Coma’, ‘Elimination’ e ‘Fuck You’ (con l’aggiunta di un accenno di ‘War Pigs’) rende tutti soddisfatti e consci che se la resa live del gruppo è ottima anche senza una chitarra, chissà cosa sono ancora in grado di fare con la formazione completa.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login