Overkill + Crowbar: Live report della data di Pinarella di Cervia

Una serata in bilico tra sludge e thrash da vivere con il piede sull’acceleratore quella che ha riunito all’interno del Rock Planet di Pinarella di Cervia i paladini dell’east coast – thrash Overkill ed i maestri dello sludge Crowbar. Uno show potente, intenso, senza cali di tensione che ha ammaliato il pubblico presente.

“Aperitivo in salsa thrash” con gli australiani Desecrator che convincono i fan presenti con bordate thrash dannatamente old-school. Una manciata di canzoni, per quanto semplici e prevedibili, convincenti in sede live. Positivo il leader Riley Strong che, forte della sua capigliatura debitrice di Devin Townsend, arringa la folla macinando un riff dopo l’altro. Bene l’apertura con “Fred, Fed, Then Dead”, che scalda la platea a dovere prima della potente “1800 Volts”. Un concerto senza troppi fronzoli, chiuso da “Destroying God’s Work” mixata – a sorpresa – con il classicone dei Diamond Head “Am I Evil”. Non un gruppo fondamentale, ma sicuramente una cricca di “adoratori” del verbo metallico nato nella Bay Area.

Rapido cambio di palco per l’arrivo dei Crowbar, che portano con le loro canzoni l’atmosfera del sud degli States. Un sound paludoso, potente e “molesto” molto apprezzato da tutto il Rock Planet trasformato per l’occasione in una piccola New Orleans. Sugli scudi il leader del quartetto Kirk Windstein, autentico profeta dello sludge e maestro del riff debitore dei Black Sabbath. Partenza a razzo con “All I Had (I Gave)”, seguita a ruota da “High Rate Extinction”. Molto bene “Plasmic And Pure” estratta dalla loro ultima fatica “The Serpent Only Lies”, perfetta per essere riproposta dal vivo. Chiusura obbligatoria con l’anthem “Like Broken Glass”, che entusiasma un pubblico rapido dalla prestazione dei nostri. Per quasi un’ora sembrava di essere in Louisiana.

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Introdotti da un’intro “sparata” a livelli altissimi, dalle luci verdi (colore trademark dei nostri) e dall’urlo della folla ecco salire sul palco gli Overkill. La truppa di Bobby Blitz e D.D. Verni non ha bisogno di presentazioni, non c’è bisogno di raccontare il thrash metal dei nostri, c’è solo da godere di una prestazione maiuscola aperta a tutta forza da “Armorist”. Neanche un secondo di pausa ed ecco partire “Rotten To The Core”, urlata da un Ellsworth spiritato e da un pubblico sempre più rapito. Ed è proprio il cantante degli Overkill il vero protagonista della scena: dinamico, vitale, praticamente un trentenne con 20 anni di esperienza in più. “Hello From The Gutter” e “In Union We Stand” sono state con molta probabilità le meglio riuscite del concerto della band  originaria del New Jersey. Molto positiva la nuovissima e scintillante “Our Finest Our”, primo singolo dell’imminente “Grinding Wheel”. Chiusura OBBLIGATORIA (il maiuscolo è d’obbligo) con “Fuck You”, urlata da tutto il Rock Planet e dall’”italiano” Ellsworth che ha sperimentato a pieni polmoni la traduzione del testo.

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Un concerto intenso e davvero riuscito, con la mia piccola delusione di non aver potuto sentire niente da “Necroshine”. Un difetto minimo vista la mole di canzone che i nostri hanno nel repertorio. Gli anni passano per tutti, è evidente, ma per gli Overkill questi anni sono stati gentili e sono “invecchiati” molto molto bene. Lunga vita.

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NB: le foto fanno riferimento allo show del giorno precedente al Circolo Colony di Brescia

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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