Opeth: Live Report della data di Zingonia (BG)

Avete presente quando i King Crimson giravano con due formazioni parallele e le alternavano? La stessa cosa stanno facendo i Porcupine Tree, solo che una delle due si fa chiamare Opeth!

E’ veramente incredibile l’influenza che l’incontro con Steven Wilson ha avuto sugli svedesi. Decisamente folgorati sulla via di Damasco, tanto da affrontare un intero tour dedicato al solo supporto di ‘Damnation’, e quindi concentrato esclusivamente sulle sonorità rock-psichedeliche prevalentemente acustiche lì esplorate. L’idea ha certamente del coraggioso, e non ha avuto una accoglienza particolarmente entusiastica da parte dei fans storici. L’atmosfera di questa data invece è molto calda: il pubblico italiano mostra di gradire parecchio la svolta acustica, e primi a stupirsi sembrano essere gli stessi Opeth, probabilmente scottati da accoglienze molto più fredde in altre date. Dopo che nei primi due brani i ritornelli sono stati cantati da tutti in coro a squarciagola, un Mikael Akerfeldt tra lo stupefatto e il commosso, ma anche visibilmente soddisatto, ha cominciato a ringraziare in continuazione, e verso la fine a incitare tutti al coro da stadio.

La prova dei cinque è stata inappuntabile: eccellente tecnica unita a ottimo feeling e grande intesa col pubblico danno vita a un concerto coinvolgente, ipnotico; l’atmosfera è sognante, solo a tratti rinvigorita da accelerazioni, sempre comunque molto misurate. Nessuna traccia di death metal: la scaletta prevede la proposizione per intero di ‘Damnation’, seguita da alcuni classici del gruppo (‘Face Of Melinda’, ‘Harvest’…) riarrangiati in maniera omogenea a tutto il resto, oltre alla cover di ‘Soldier Of Fortune’ dei Deep Purple.

Gli Opeth hanno dimostrato di credere molto in questa loro seconda pelle (anche se hanno annunciato dal palco che il prossimo album sarà molto estremo), e si sono immedesimati fino in fondo nel loro ruolo: certo che in questo modo perdono l’unicità che ha caratterizzato il loro suono classico, quell’equilibrio tra death e aperture melodiche che li ha fatti apprezzare da tutti gli amanti del genere. Sul fronte del rock psichedelico molto è già stato detto, e i nostri pagano pesante tributo ai numi tutelari del genere, dai Pink Floyd in poi, ma dimostrano anche un notevole eclettismo, oltre alla capacità di essere in grado di fare tutto quello che vogliono con la musica, e di farlo ai massimi livelli.

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