Opeth: Live report della data di Milano

Per festeggiare l’uscita del recentissimo “In Cauda Venenum”, gli svedesi Opeth tornano nel nostro Paese per un’imperdibile data all’insegna del progressive rock. La location scelta è l’Alcatraz di Milano e, precisi come degli orologi svizzeri, aprono il concerto i The Vintage Caravan. Lo stile della band islandese è in linea con la serata: progressive rock con elementi tratti dal rock classico degli anni ’60 e ‘70 con un pizzico di modernità psichedelica. Ne sono un esempio le canzoni tratte dall’ultimo album “Gateways” che la band esegue dal vivo: “Reflections”, “Set Your Sights” e “On The Run”. Nonostante le reminiscenze di band come Led Zeppelin, Deep Purple e Jimi Hendrix spicca la personalità e l’esplosività del trio, che sa come intrattenere e far divertire il pubblico durante tutto il corso dell’esibizione. Dopo circa 45 minuti intensi di revival musicale, cedono il posto agli headliner tanto attesi della serata.

La svolta intrapresa verso un sound più vicino al rock ha fatto tanto chiacchierare i fan degli Opeth, i quali sono totalmente a loro agio nelle vesti di una band che non sembra essere neanche più la stessa. Quello del 9 novembre non è un semplice concerto, bensì un’esperienza più complessa vissuta attraverso le immagini e la musica. La band è quasi sempre immersa nel buio e nel fumo, mentre sullo sfondo si susseguono video e grafiche che tanto somigliano a quelle proposte dai Tool nel loro ultimo tour.

Trattandosi del tour promozionale, il concerto non può che cominciare con la prima traccia dell’album, “Livet’s Trädgård / Garden Of Earthly Delights“. Gli Opeth, però, decidono di eseguire la versione svedese di “In Cauda Venenum”, che mantiene la ritmica e i contenuti di quella inglese, sebbene differisca nelle parole dei testi. Dopo aver suonato “Svekets Prins / Dignity“, ai più nostalgici dei tempi passati gli Opeth regalano una bellissima “The Leper Affinity“. Uno dei miei brani preferiti tratti dall’ultimo album in studio è senza dubbio “Hjärtat Vet Vad Handen Gör / Heart In Hand“, che dal vivo è ancora più apprezzabile. Durante le prime canzoni sembrava che Mikael Åkerfeldt non fosse in vena di parlare, ma dopo aver ringraziato più volte il pubblico si è ritagliato vari momenti di siparietti comici e di interazione con i fan nel corso dell’intera serata. Ripartono poi con “Reverie/Harlequin Forest“, un ulteriore tuffo nel passato che viene accompagnato da un video suggestivo, con immagini di una foresta, proiettato sullo sfondo che aumenta l’atmosfera del momento. Inizia poi una sezione più intimistica e “strana”, come la definisce Mikael stesso, che secondo le sue parole i fan possono “amare oppure odiare”. Sto parlando di “Nepenthe”, “Moon Above, Sun Below” e la struggente ballad “Hope Leaves” che si conclude con un lungo assolo di Fredrik. In ogni caso, si tratta di una piccola parentesi dedicata al progressive rock italiano di cui Mikael si dichiara fan sfegatato. “The Lotus Eater” e “Allting Tar Slut/ All Things Will Pass” ci conducono verso l’encore della serata. Dopo un finto saluto gli Opeth tornano sul palco per eseguire “Sorceress” che, se ad alcuni aveva fatto storcere il naso, dal vivo si rivela una traccia molto più interessante e coinvolgente. E, per annunciare l’ultimo brano, Mikael stesso afferma “l’abbiamo già suonata un milione di volte, perché non suonarla un milione e uno di volte?”. Così gli Opeth decidono congedarsi e di concludere questo viaggio musicale con “Deliverance”, a coronamento di una serata speciale ed emozionante.

Anche dal vivo gli Opeth hanno cercato di bilanciare l’aspetto death metal con quello progressive rock, sebbene siano più propensi verso il secondo genere. Nonostante qualche timore iniziale, nel complesso l’intera serata si rivela all’altezza delle aspettative e la band si conferma una delle più importanti nel panorama progressive metal. Mikael si destreggia facilmente sia nel growl più potente che nelle parti in clean e l’intera band conferma nuovamente le sue capacità tecniche e compositive. Non vediamo l’ora di rivederli in Italia per un’altra imperdibile serata!

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