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Novembre: Live Report e foto della data di Bologna

Torna dopo spasmodica attesa la compagine guidata da Carmelo Orlando: i Novembre, freschi del loro nuovo magico CD “Ursa” sbarcano all’Alchemica di Bologna dove all’apertura delle porte si può contare già un nutrito pubblico che aspetta l’evento.

L’apertura è affidata ai liguri Plateau Sigma, forti del recente “Rituals” e del loro doom/funeral che comprende nella proposta pezzi lunghi (alcune atmosfere sono mutuate da sonorità dark), vari e due voci (il mega-growl è pazzesco) che riescono in questo caso a completarsi ed arricchire un suono già ricco di sfumature e variazioni: una buona prova, indicazione che probabilmente questa band è da tenere fortemente d’occhio per le potenzialità e potrà arrivare molto lontano, grazie a pezzi come “Palladion” e “The Bridge And The Abyss“.

Rapido cambio di palco e gli In Tormentata Quiete sono pronti per incendiare il locale: parliamo di un gruppo storico, che con il suo mix di black, doom, teatralità ed eclettismo riesce a mietere consensi fra estimatori di vari generi come ideale crocevia di sperimentazione. Giocano in casa, questa sera, ma qualche problema tecnico (comunque risolto in maniera brillante dall’entourage) e suoni non perfettamente calibrati a livello di voci, soprattutto, non riescono a far apprezzare totalmente la prova: il suono già di per sè “difficile”, la presenza di tre voci molto diverse e la trama musicale che sta sotto meriterebbero una dimensione più consona, di estrazione teatrale. Applausi e incoraggiamenti per il gruppo, comunque, da parte del pubblico che conosce i testi e partecipa attivamente.

Setlist:

Blu – L’alchimia – La Carezza Del Giallo – R136A1 – La Visione Del Nero – Del Mare Alla Luna

Ma è giunto il grande momento: dopo anni si riesce a vedere dal vivo nuovamente quella splendida creatura che risponde al nome di Novembre. L’ultimo “URSA” (riferimento all’opera di George Orwell “La Fattoria Degli Animali”) è stato accolto in maniera molto positiva un po’ ovunque e l’attesa per il concerto di stasera è grandissima, fra fan che indossano t-shirt dei passati tour e che attendono di rivederli come chi aspetta di affrontare l’esperienza live del gruppo per la prima volta.

“Australis”, dal già citato ultimo album, è la prima perla che il gruppo regala ai presenti, con un Carmelo Orlando che si dedica tout court alla voce, mentre in passato suonava anche la sei corde: la formazione presente vede la presenza di Massimiliano Pagliuso alla chitarra, Giuseppe Ferilli alla seconda chitarra, Fabio Fraschini al basso e Carlo Ferilli alla batteria, in grado di ammaliare e rendere al meglio brani come “Triesteitaliana” e “Nostalgiaplatz”, nonostante il breve rodaggio al quale la band si è sottoposta. Il pubblico risponde con calore sia ai pezzi del nuovo album, ovviamente privilegiato in sede live con ben quattro estratti, sia alle tracce storiche della band, che vanno a pescare lungo la discografia , chiudendo con due bis come “Child Of The Twilight” e “The Dream Of The Old Boats” che lasciano elettrizzati tutti i presenti.

Un ritorno graditissimo per un gruppo di qualità superiore, in grado di ammaliare come pochi e di riuscire ad essere sempre presente nei cuori dei fan a distanza di anni: qualche piccola correzione per quanto riguarda la nuova formazione dal punto di vista dello spettacolo dal vivo e saranno ancora meglio di prima. Bentornati.

Setlist:

Australis – Anaemia – Triesteitaliana – Umana – Aquamarine/Come/Everasia – Annoluce – Pceans Of Afternoons – Nostalgiaplatz – Sirens In Filth – Child Of The Twilight – The Dream Of The Old Boats

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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