No Mercy Festival: Live Report

Sbarca nella Capitale la spedizione No Mercy e ad accoglierla, all’Alpheus di Roma, un buon numero di persone che, nel prosieguo della serata, diventa un insieme di tutto rispetto.Aprono i Wykked Witch, buon act dalla Florida, capitanato da una cantante che non riesce però a dare una prova confortante delle proprie capacità nel breve tempo a disposizione. Di ben altro livello l’esibizione dei Cataract che ottiene un ottimo responso da parte del pubblico (“When we were up to play, the crowd response nearly blew us off the stage! The people proved to be some of the craziest on tour, motivating us to give our best and rock the disco stage as hard as possible!”, si legge sul loro sito) grazie alla loro carica esplosiva ed alla miscela di thrash e hardcore old school che dispensano a piene mani. I pezzi arrivano principalmente dall’ultimo fortunato album e mantengono un’intensità notevole anche in sede live; assolutamente promossi.

Dopo la buona esibizione del precedente act, tocca ad un’altra band della Florida, ben più famosa però. I Dying Fetus arrivano e spazzano via tutto: riff su riff, ad intricazione crescente, drumming esasperato e vocals al vetriolo. Anche qui ci si appoggia sui brani dell’ultimo ‘Destroy The Opposition’, con telluriche versioni di ‘Epidemic Of Hate’ e ‘Pissing In The Mainstream’, ma è tutto il concerto, che si apre e chiude in poco più di mezz’ora, a rappresentare un vero e proprio pugno sui denti. Unica, poco rilevante, pecca la qualità del suono della batteria, con il rullante a volumi variabili che, forse, avrebbe dato meno problemi se triggerato.

E dalla Florida si passa alla Germania con i Disbelief, di sicuro la formazione più originale della serata: attivi da svariati anni e passati di recente sotto la scuderia della Nuclear Blast, i cinque propongono uno stile che riassume e filtra le influenze più disparate, facendo convivere death e nu metal,Neurosis,Katatonia e altre sfaccettature, mantenendo inoltre una notevolissima personalità. La sfortunatissima esibizione del No Mercy 2001 di Milano viene fatta dimenticare in pochi secondi: la reazione del pubblico, considerando la non grande fama dei cinque da queste parti, è più che buona e la band percepisce il tutto, regalando un’ottima prestazione che pesca in particolare dagli ultimi due album, ‘Spreading The Rage’ e ’66Sick’, ma non mancano ottimi episodi del passato, come la stupenda ‘Misery’, tratta da ‘Worst Enemy’. Un’ottima occasione per conoscere una band davvero di qualità e ingiustamente sottovalutata: la vera grande "rivelazione" della serata.

La defezione dei Dark Funeral porta sul palco quelli che a fine serata verranno eletti moralmente i veri headliner della serata: stiamo parlando dei Nile che, pur se in una formazione rimaneggiata in toto nella sezione ritmica, dispensa un ottimo spettacolo. Si apre con ‘The Blessed Dead’ e da lì è un susseguirsi di nuovo e vecchio materiale alternato alla perfezione, dove l’unica pecca è da riscontrarsi in suoni forse non troppo all’altezza,anche se forse resta l’impressione che i pezzi di ‘In Their Darkened Shrines’ non rendano dal vivo quanto su disco. La band approffità poi per presentare tre estratti dall’imminente album ‘Annihilation Of The Wicked’, che confermano in ogni caso, nonostante le diverse avversità, l’ottimo stato di salute dei Nile e lasciano ben sperare: la chiusura è affidata alla devastante ‘Black Seeds Of Vengeance’, che chiude un spettacolo di indubbio valore. Parlavamo di headliner morali: sì, perchè la prestazione dei Six Feet Under, headliner di fatto della serata, risulta tutt’altro che convincente, incentrandosi poi su una setlist dalla durata davvero ridotta (poco più di 40 minuti…) Lo stesso Barnes pare tutt’altro che in serata e giù di voce, esibendosi poi in svariati scream davvero fastidiosi, e mancando di per sè anche la materia sonora (la band musicalmente non ha mai prodotto grandi risultati…) il risultato finale ne risente in tutto e per tutto.

Da lodare invece l’organizzazione che ha spostato per una volta la manifestazione nella Capitale, a cui il pubblico del Sud ha risposto in maniera più che soddisfacente: ci auguriamo che questo graditissimo esperimento venga ripetuto anche in futuro.

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