Nightwish + Temperance: Live Report della data di Mantova

Terzo e ultimo giro di giostra in Italia per i Nightwish con il tour di Endless Form Most Beautiful”. Dopo il concerto dello scorso novembre a Bologna e il successo della data romana in compagnia di Epica e Apocalyptica, i finlandesi ritornano nel bel Paese per uno show al Palabam di Mantova.

In un palazzetto ancora in fase di riempimento, gli italiani Temperance danno il via ad una performance che riesce man mano a catturare il pubblico. Con due album alle spalle e il terzo, “The Earth Embraces Us All”, in uscita il 16 settembre, la band scorre piacevolmente su brani come “Be Myself And I”, “Mr White” e l’amaranthina “Save Me”. Il metal sinfonico con sprazzi di elettronica è guidato da una performance trascinante della vocalist Chiara con il suo headbanging “di fuoco” e l’ottima intesa tra i restanti componenti della band, che non si sono risparmiati nel coinvolgere il pubblico. Ovviamente c’è spazio per il nuovo singolo “Revolution”, di cui vedremo a breve il video. Unico appunto più estetico che tecnico: la mancanza di un tastierista crea visivamente degli spazi morti, seppur molto brevi, in cui la band dovrebbe valorizzare meglio l’interazione, in modo da non far scemare l’atmosfera creata nel corso dello show.

In un Palabam pieno ma non gremito fanno il loro ingresso i Nightwish, massimi esponenti del metal sinfonico da oramai più di tre lustri. “Endless Form Most Beautiful“  è scenograficamente il loro tour più ambizioso, nel quale la band cerca di dare vita graficamente ad ogni brano. Si prende quindi il via con la doppietta “Shudder Before The Beautiful” e “Yours Is An Empty Hope”. L’imponente Floor Jansen, osannata a più riprese fin dal suo ingresso nel gruppo, ha una tale naturalezza nell’esecuzione dei classici “Bless The Child”, “Nemo” e “Sleeping Sun” che pare fare parte della band fin dagli esordi. L’ingresso  di Troy Donockley dona un valore aggiunto al percorso più folk che la band porta avanti con “My Walden” e il singolo “Elan”, e si diverte soprattutto con il chitarrista Emppu per tutta la durata dello show.

Per i fan di vecchia data i Nightwish ripescano dal loro periodo power metal l’apprezzatissima “Stargazers”, in cui assoli e virtuosismi  tornano a farla da padrone. In questo concerto la parte vocale di Marco Hietala viene lasciata in secondo piano per la scelta di non inserire brani come “Planet Hell”, “Bye Bye Beautiful”, “The Islander” o “Wish I Had An Angel”.  Questa scelta è data dal fatto che sono ben tre le lunghe suite che la band ci propone: l’oscura “Poet And The Pendulum”, l’indimenticata “Ghost Love Score”, che in questo tour è stato il pezzo da novanta nelle performance di Floor, e la conclusiva “The Greatest Show On Earth”.

Proprio “The Greatest Show On Earth” merita un discorso a sé, ed è proprio in questo brano  che la volontà di Tuomas prende vita nel voler dare il compito ai Nightwish di raccontare con musica, immagini e parole. Ed è nella sua proposta dal vivo, rispetto che su album, che il potenziale viene espresso al meglio. Lo studio della parte visuale segue sincronicamente l’incedere del brano nel tema dell’evoluzione portando l’uomo, e il pubblico della band, al manifesto conclusivo We Where Here”.

A volte malvisti in egual misura di quanto vengono apprezzati, bisogna dar atto ai Nightwish di aver saputo creare, e soprattutto saper portare avanti, quella che è una delle produzioni più grandi nell’heavy metal degli ultimi anni. Lo show di Mantova ne è stata la prova, ora non ci resta che aspettare la fine della lunga attesa annunciata dalla band finlandese.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

Roberto Banfi

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Punk n roller con ispirazioni gotiche e tracce persistenti di untrue heavy metal, tra Billy Holiday e gli Einsturzende Neubauten sono incappato casualmente negli Iron Maiden. Sogno una collaborazione tra Varg Vikernes e Paolo Brosio. Citazione preferita: ""Il mio dio è più forte"" (Conan il barbaro).

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