Nightwish: Live Report della data di Milano

In una serata all’insegna del “tutto esaurito” due dei più brillanti gruppi provenienti dalla nuova frontiera della scena metal scandinava, la Finlandia, approdano a Milano! Di fronte a schiere di giovani fan i Sonata Arctica aprono le danze un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia prospettata e ci intrattengono con un concerto di circa 50 minuti che inizia sparando proprio le prime due track del nuovo CD ‘Reckoning Night’, ossia ‘Misplaced’ e ‘Blinded No More’. Il primo brano, potentissimo, si riversa sugli astanti sospinto dal regale intro del tastierista Henrik Klingenberg ed esplode in tutto il suo fragore. La canzone successiva, più cadenzata ma decisamente anche più coinvolgente, non manca di esaltare tutti. Indubbiamente il nuovo album del gruppo è stata accolto con grande successo in Italia poiché le tre canzoni scelte per l’esibizione hanno fatto registrare una gran risposta emozionale (all’appello manca ‘Don’t Say A Word’, che verrà suonata in conclusione).

Chiaramente il resto del concerto è basato proprio sui classici dei nostri, che hanno segnato la rapida ascesa di un gruppo fin troppo incanalato in un discorso musicale erroneamente definito da alcuni.. “morto”. Questa serata dimostra esattamente il contrario. Vengono quindi presentate song come la toccante ‘Replica’ e la vivace ‘My Land’ (dall’album ‘Ecliptica’), oppure la veloce e potentissima ‘The Cage’, la discreta ‘Victoria’s Secret’ e la coinvolgente e drammatica ‘Broken’ (tutte tratte da ‘Winterheart’s Guild). Nel complesso i Sonata Arctica hanno dimostrato grandi doti esecutive (il chitarrista Jani Liimatainen ha infatti eseguito ottimi assoli e la linea ritmica ha saputo svolgere il proprio compito nel migliore dei modi)… peccato solo per i suoni, pessimi, che hanno castrato in parte lo show… praticamente la batteria sovrastava un po’ tutto, il basso era inesistente e la chitarra si ascoltava bene soltanto a tratti. Inoltre il singer Toni Kako non era esattamente in uno dei suoi giorni migliori e non ha sfoderato gli acuti a cui ci ha abituato nei suoi dischi in studio. Nel complesso, comunque, il live è stato divertente e ben vissuto, sia da parte del gruppo che dagli spettatori.

Il concerto dei Nightwish fa registrare invece la durata di un’ora e mezza di ottimo livello scenografico ed esecutivo. Un plauso soprattutto ai giochi di luce fantasiosi che sapevano sapientemente porre la singer Tarja al centro dell’attenzione; inoltre, a sorpresa, nel bel mezzo di un brano, dalla postazione del mixer e dal palco sono state riversate in tutto la spazio antistante ondate di coriandoloni colorati. Insomma… i Nightwish hanno voluto “colorare” il più possibile quest’evento che neanche loro si aspettavano sarebbe riuscito così bene!

Anche gli headliner decidono di aprire le danze con due brani del loro nuovo CD, in questo caso il fortunatissimo ‘Once’, ossia ‘l’opener ‘Dark Chest Of Wonders’ e ‘Planet Hell’, in cui Tarja è supportata alla voce dal potente e cavernoso bassista Marco Hietala,che sembra essere il vero frontman della situazione, intrattenendo a piè sospinto le migliaia di fan presenti. Anche nel caso dei Nightwish la canzoni del nuovo album vengono accolte in modo favoloso e dimostrano quale grande successo abbiano raggiunto i nostri nei cuori dei fan italiani. Il concerto a questo punto ovviamente comincia a dipanarsi fra brani del recente passato e veri e propri classici. Si passa quindi da ‘The Phantom Of The Opera’ (che, tratto dal più recente ‘Century CHild’, viene eseguito magistralmente e manifesta nell’esecuzione live connotazioni orchestrali/sinfoniche di grande impatto) a ‘Ever Dream’ (sempre da ‘Century Child’) e ‘Sleeping Sun’.

A questo punto Tarja deve cambiarsi d’abito (la singer si cambierà tre volte nel corso dello spettacolo, presentando prima due completi discutibili in cui sembrava una manager d’azienda e infine un bel vestito lungo… tutti gli abiti avevano come colori dominanti il rosso e il nero…) e Marco prende la parola per annunciare una cover dei Megadeth, ‘Shymphony Of Destruction’, che canterà. In questo divertente siparietto che vede tutti i fan della band finlandese scandire un po’sorpresi e un po’ divertiti le ritmiche rocciose del brano, Tarja si prepara a iniziare la seconda parte dello spettacolo che presenta come piatto fortissimo due classici, eseguiti in successione, come ‘The Kinslayer’ e ‘Wishmaster’ (tratte dal suddetto CD ‘Wishmaster’), che colpiscono a fondo e rendono speciale questo evento. L’approccio lirico di Tarja e gli arrangiamenti potenti e sontuosi di queste canzoni regalano emozioni uniche che quasi estraniano per pochi minuti tutti gli astanti dal luogo in cui stavano ascoltando la band…

Si continua tramite estratti da ‘Wishmaster’ con la gradevole ‘Dead Boy’s Poem’ per poi tornare ai tempi più recenti grazie alla superba ‘Slaying The Dreamer’. Siamo nel frattempo giunti nella parte finale dello spettacolo e Tarja, cambiatasi nuovamente d’abito, canta il singolo di ‘Once’, ossia ‘Nemo’. Il live si conclude con un altro estratto dell’ultimo album, ossia ‘Wish I Had An Angel’, che introdotto dalle note ritmiche quasi dance, viene accolto da una valanga di ovazioni. Il bassista Marco, vero “matador” del palco, riesce ancora a salutare ed offrire una bottiglia di vodka…

Il concerto dei Nightwish ha sorpreso tutti ed è stato caratterizzato anche da una forte componente emozionale che ha unito per un’ora e mezza spettatori di diversissima estrazione. Nel complesso si è trattato di un’ottima serata per la musica dal vivo, sempre più in crisi di presenze.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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