Neon: Live Report della data di Milano

Una volta tanto, contrariamente alla mia consolidata abitudine, arrivo al Tunnel di Milano sotto una pioggia scrosciante ed in netto anticipo rispetto all’orario di apertura, complici delle ambigue comunicazioni di orari reperite in rete. Poco male, quantomeno riesco a parcheggiare praticamente accanto al locale, popolato solo dagli addetti ai lavori. L’opening act del terzo anno consecutivo delle serate Rebel Motel non potrebbe avere un avvio più maestoso, perchè i Neon non dimostrano assolutamente il loro trentennale di carriera e sono in forma smagliante, fisicamente ed artisticamente parlando, hanno un nuovo album in cantiere e per questo live propongono una scaletta già testata con successo durante il WGT 2010 a Lipsia (c’ero anche lì, con i Neon ho sviluppato un rapporto di simbiosi, li seguo e li fotografo ogni qualvolta posso). Tutti i pezzi vengono proposti con nuovi arrangiamenti, meno cadenzati rispetto alle versioni da studio, ma dalla ritmica completamente rivista e dall’alto tasso di coinvolgimento. E’ praticamente impossibile restare fermi ad ascoltarli (e dopo ogni concerto pago con bel po’ di afonia, personalmente). L’unica differenza rispetto alla scaletta di Lipsia, peraltro identica, è l’esecuzione di “Information Of Death” leggermente ridotta, per il resto i Neon che abbiamo imparato ad apprezzare ed adorare sono lì e gratificano il pubblico con pezzi come "Last Chance", "Isolation", "My Blues Is You", "Sacrifice", la già citata "Information Of Death" ed i classici "Running" e "Dark Age". La base di partenza è il loro album più noto in assoluto, "Rituals", ma le versioni riarrangiate calzano benissimo ad una serata live che coinvolge un Tunnel strapieno, dal primo all’ultimo minuto di un’ora e mezza indimenticabile. Aspetto il nuovo album con ansia e trepidazione, cercando di ridurre l’attesa con quanti più live possibile. Voci di backstage dicono che il kilt esibito da Nando durante la serata abbia destato più di uno sguardo incuriosito negli autogrill da Firenze a Milano, anche se ho avuto modo di notare che sostituisce molto bene gli asciugamani durante il live…

Copyright immagini RITUAL ART 2010

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Lantlos – Recensione: .Neon

I Lantlos sono il progetto personale del polistrumentista tedesco Herbst, coadiuvato alla voce da Neige (Alcest, Peste Noire, Amesoeurs), pilastro del black metal d’avanguardia francese. E questa release si sposa alle intenzioni di ricerca del suo autore, che coniuga con disinvoltura e ottimo gusto melodico un black metal rarefatto vicino alla lezione nordeuropea e un atmosferico post-rock che ricorda gli ultimi lavori degli Anathema. Nell’anno 2010 anche una formula simile inizia in alcuni casi a mostrare dei cedimenti, per fortuna i Lantlos non cercano di essere originali a tutti i costi ma prediligono delle costruzioni melodiche snelle, cariche di fascino e introspezione.

L’opener “Minusmensch” si fa apprezzare da subito grazie ai suadenti inserti jazzati, una trovata che non contrasta con il corpus black delle canzoni, che spesso vivono delle inaspettate, quanto letali esplosioni di rabbia. Infatti nella successiva “These Nights Were Ours”, la matrice estrema prende il sopravvento, mostrandosi severa, essenziale e ruvida, ma non per questo priva di un certo respiro melodico, grazie a Neige che a volte ricorre (convincendo) alla voce pulita e alle parti di chitarra acustica. “.Neon” non soffre di particolari cedimenti e l’ascolto prosegue attraverso queste note imprevedibili ma sottostanti al denominatore comune della malinconia, tanto negli eclettici ritrovati shoegaze di “Pulse/Surreal”, quanto nell’arrendevole dolore di “Coma”. Muscolare ma introspettivo, “.Neon” soddisferà gli estimatori del panorama avantgarde-metal.

Voto recensore
7
Etichetta: Prophecy / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist: 01. Minusmensch
02.These Nights Were Ours
03.Pulse / Surreal
04.Neige De Mars
05.Coma
06.Neon
Sito Web: http://www.myspace.com/lantlos

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