Music Italy Show: report della fiera

Nonostante la storia recente un po’ travagliata, quest’anno ci sono riusciti, e il Music Italy Show, fiera della musica e di tutti i suoi annessi e connessi, è tornata a far parlare di sé negli spazi, all’aperto e al chiuso, della Fiera di Bologna. Pur occupando uno spazio più contenuto rispetto all’ultima edizione (quella del 2010), sono tante le situazioni interessanti; in primo luogo gli spazi per gli espositori, dove si accostano fisarmoniche e chitarre elettriche, hammond e strumenti a fiato, console da dj e pianoforti a coda, per finire allo stand del Mondo dell’ukulele, accessori di ogni tipo con disposizioni accattivanti. Si guarda e si tocca, si sperimenta, si prova, si assiste alle dimostrazioni pratiche sull’uso di un effetto o di uno strumento, ottenendo un rumore di fondo cacofonico ma gradevole, e le occasioni per ascoltare musica dal vivo sono davvero moltissime.

Oltre ai piccoli palchi che ogni espositore ha a sua disposizione, ci sono tre grandi palchi esterni con esibizioni non stop che cominciano la mattina con gli studenti delle scuole e terminano al calare della sera (e del sole). Manca quindi un evento in grande stile, come era stato nel 2010 per il grande concerto di Piazza Maggiore, ma la concentrazione di tanti eventi più piccoli dà comunque l’impressione di una grande attenzione per il maggior numero possibile di generi musicali. L’hard rock e l’heavy metal di casa nostra sono rappresentati in particolare dagli Arthemis, dai bolognesi Simple Lies e dai Danger Zone; tutti e tre i gruppi si sono esibiti nella giornata di venerdì dando prova, nella mezz’ora a loro disposizione, della consueta classe e professionalità che contraddistingue tutte e tre le band, nonostante storie e generi suonati abbastanza diversi tra loro.

Non c’è però solo la musica suonata e ascoltata; il Music Italy Show comprende anche una serie di incontri, workshop e conferenze su tantissimi aspetti legati alla musica, da come migliorare la propria pennata alternata all’insegnamento della musica nelle scuole, per arrivare a tutto ciò che riguarda gli aspetti legali e deontologici di chi vuole intraprendere la professione del musicista. Nel grande auditorium che accoglie i visitatori, infine, si svolgono una serie di incontri con personaggi di carattere più pubblico e che hanno come protagonisti, spesso e volentieri, grandi nomi del panorama musicale provenienti dalla stessa Bologna. Si possono quindi ascoltare Red Ronnie che spara a zero sui talent show (paragonati a una mantide religiosa, che fa l’amore con l’artista e poi l’anno successivo lo deve mangiare) e sul fatto che la politica ha gettato “catrame bollente” (testuali parole) sulla cultura, un’intervista/dibattito con un curioso accostamento sul rapporto fra musica e sport, interviste a musicisti famosi condotte da altri musicisti famosi e così via. Ottima la scelta di riprodurre, come cornice dell’auditorium, una serie di immagini dei più importanti concerti svoltisi a Bologna negli ultimi 50 anni; come dire che Bologna non è solo una città ospitante, ma una realtà attiva che si compenetra in quella della fiera. Auspichiamo una nuova edizione ancora più fastosa, ancora più Paese dei Balocchi e con sempre maggiori possibilità di ascoltare musica suonata dal vivo.

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