Motorhead: Live Report della data di Venezia

Dopo la tragica conclusione della serata precedente dedicata all’AOR, che doveva avere come protagonisti Gotthard, Dare, Bruno Rock, Midnite Sun, ecc. è che invece è stata annullata per motivi alquanto seri sembrava impossibile o molto difficile che l’organizzazione di questo neo festival riuscisse a tirare le fila della situazione e presentare i monilitici inglesi ed il loro rock’n’roll violentissimo.

Invece, grazie al cielo, la data con i Motorhead viene confermata (anche se con diversi problemi dovuti alla salute del vecchio leone Lemmy) per il 15 di agosto.

Sin dalle 19,00 è percepibile come nell’area concerti del Venice Rock festival questo show sia particolamente sentito e l’afflusso dei fan provenienti da ogni parte d’Italia conferma il buon livello d’interesse di cui gode attualmente il gruppo albionico, forte di un nuovo album, ‘Inferno’, di gran qualità.

Verso le 21,00 salgono sul palco i Punkreas, formazione italiana di punk che riceve immediatamente una ridda di insulti ed oggetti volanti dai presenti di fronte allo stage.

Di certo nulla può giustificare gli atti assurdi compiuti dagli spettatori, che come al solito hanno dato il peggio (solo le frange più beote) di sé ma è possibile anche aggiungere che la scelta di porre i Punkreas d’apertura per i Motorhead è stata quantomeno balzana e foriera di disastri ampiamente prevedibili.

In ogni caso i punkettoni non accolgono in modo tragico la situazione, e urlando che quello per loro era un suicidio continuano a inanellare tutti i pezzi pù violenti della loro carriera.

Concluso il set disastrato dei Punkreas (che probabilmente avranno anche imparato qualche insulto di nuovo conio) l’attesa per gli headliner si fa stressante, anche perché i Motorhead tardano tantissimo l’uscita sul palco.

Qundo ormai la security comincia a prepararsi al peggio il buon Mikky Dee rende posto dietro i suo drum kit e il trio “frullatutto” del metal inizia a suonare la celeberrima ‘Dr. Rock’, dando il via alle danze.

Lemmy, nonostante i recenti problemi di salute esprime una vitalità notevole e canta con il suo stile inconfondibilmente roco ed energico mentre assesta plettrate sul suo basso distorto e sovrastante.

Phil, invece, il mitico chitarrista dell’ultima era del band, si presenta sul palco con una sorpresa…. per i primi tre pezzi infatti il guiter hero indossa un mantello ed una maschera di tipica tradizione veneziana, tributando in questo modo il proprio rispetto ed affetto per la città “più bella del mondo”, che si staglia proprio di fianco al luogo in cui è situato il Venice Rock Festival.

Il concerto continua con ‘Stay Clean’, ‘Shoot You In the Back’ e ‘Love Me like A Reptile’ in una marasma violento che aggredisce il pubblico e provoca un’agitazione “eccessiva” fra le fila della security, che decisamente esagera nelle reazioni al body-surfing…

La carica dei fan della band non si accenna a placarsi e anche Lemmy deve intervenire per chiedere ai suoi ascoltatori di non premere contro le transenne, che oscillano in modo assai rischioso.

Per i Motorhead è motivo d’orgoglio poi presentare anche alcuni brani del nuovo e ottimo album ‘Inferno’; prima di tutto viene eseguita ‘Killers’ e più avanti nel set la bellissima, potente e rutilante ‘In The Name Of Tragedy’ che scatena ancora pogo e passione.

Altro aspetto interessante e ben accolto è la scelta da parte di Lemmy di inserire in scaletta due pezzi da ‘Another Perfect Day’, disco che all’epoca non fu molto amato dal pubblico e dalla critica, ma che in realtà merita di stare fra le perle prodotte dal gruppo inglese. Per l’occasione vengono eseguite ‘I Got Mine’ e ‘Dancing On Your Grave’, che si caratterizza per un groove rock’n’roll trascinante.

Ovviamente non mancano i classici che la band esegue in tutte le occasini, partendo da ‘Going To Bazil’ e passando per ‘Killed By Death’ (qui si scatena un pogo infernale…) e la più rilassata ‘Metropolis’…. Ma il putiferio si ha quando Lemmy annuncia ‘Ace Of Spades’ e la security deve veramente impegnarsi al massimo per frenare l’entusiamo “deborandate” degli spettatori.

Purtroppo il baffuto leader della band annuncia anche che quello era l’ultimo brano e che quindi ‘Overkill’ non potrà essere eseguita per motivi di tempo, come dimostrano le volanti della polizia presenti in area concerti, pronte ad intervenire.

Lo show dei Motorhead è stato decisamente divertente ed i vecchi leoni hanno dimostrato di aver sempre uno spirito di ferro; sia come presenze che come “partecipazione” (forse fin troppo) questa è stata una delle migliori serate del festival, se non la migliore. In attesa di veder nuovamente la band sul palco non possiamo che complimentarci e sperare che il loro stato di grazia continui ancora a lungo.

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login