Motley Crue + Alice Cooper: Live report del concerto di Milano

Il dieci novembre è sbarcato in Italia il “The Final Tour” targato Motley Crue al Forum di Assago, accompagnato per l’occasione da un opening act di tutto rispetto il leader indiscusso dello shock rock Alice Cooper e dalla band dei Saint Asonia.

Si è tanto detto sui Crue e su questo presunto tour d’addio, sicuramente si parlerà ancora molto di loro e ci sono ancora molte persone che non sono convinte al 100% che questa sarà davvero l’unica occasione di vederli dal vivo, altri che preferiscono mantenere il ricordo dei live dei tempi d’oro, ma anche tantissimi fan che non hanno voluto mancare all’evento e hanno deciso di recarsi al Filaforum di Assago.

Dopo una lunghissima fila per trovare parcheggio riusciamo ad entrare e a vedere metà del concerto dei Saint Asonia, una band americana fondata dall’ex Three Days Grace Adam Gontier alla voce, da Mike Mushok (Staind) alla chitarra, Corey Lowery (Eye Empire) al basso e Rich Bedoe (Finger Eleven) alla batteria. Il Mediolanum Forum è ancora semi vuoto durante l’esibizione della band, ma i fan delle prime file comunque rispondono positivamente alla proposta del gruppo, un post grunge, alternative rock abbastanza di mestiere, ben fatto ma che non fa vibrare o gridare al miracolo.

Di tutta altra pasta la prestazione di Mr Furnier aka Alice Cooper e della validissima band che lo accompagna: Ryan Roxie alla chitarra, Chuck Garric al basso, Nina Strauss alla chitarra, Tommy Henriksen alla chitarra e Glen Sobel alla batteria. Si parte subito con il botto con un breve intro di “The Black Widow” seguita da un’incandescente “No More Mr Nice Guy” e quello che sorprende è lo stato di forma di Cooper che a sessantasette anni fa mangiare la polvere a molte giovani leve. E’ un vero leader indiscusso sa come entusiasmare e dirigere la folla, sia quando lancia banconote durante “Billion Dollar Babies” o collane in “Dirty Diamonds”, ma l’apoteosi si raggiunge durante “Poison”, il pezzo più noto e che ha fatto avvicinare molti di noi alla sua musica. Tutti cantano ballano e si scatenano è davvero una grande festa. Non mancano brani fondamentali come “I’m Eighteen” o “Go To Hell” in cui Alice porta sul palco il suo fidato pitone, ormai abituato agli estrosi siparietti del suo padrone. Durante “Feed My Frankenstein” come di consueto il buon Cooper viene immobilizzato e poi ghigliottinato come da copione. “School’s Out” inframezzata dalle note di “Another Brick In The Wall” ha il compito di chiudere un set di circa quaranta minuti, divertente e coinvolgente, ad alto tasso adrenalinico che avremmo voluto non finisse mai.

Dopo un veloce cambio palco è la volta degli headliner e questi non si fanno certo pregare con un inizio micidiale, “Girls Girls Girls” da fuoco alle polveri, mentre “Wild Side” da il colpo di grazia. La band è in ottima forma a partire da Vince Neil che riesce a mantenere la voce per quasi tutta la durata dello show e soprattutto nei primi sette pezzi si stenta perfino a credere che ci sia lui dietro il microfono. Mick Mars a dispetto dei suoi seri problemi di salute emoziona alla chitarra e da il meglio di se, nonostante la faccia sofferente in più di un’occasione. Nikki Sixx è un entertainer nato gioca con il pubblico e il suo basso sputa letteralmente fuoco più di una volta, poi non manca il suo ringraziamento ai fan e ribadisce che un Final Tour senza una data in Italia sarebbe stato impensabile. Tommy Lee invece ci regala uno dei momenti più incredibili dello show con il suo viaggio con la batteria rotante su una specie di montagna russa posizionata sopra le nostre teste in cui a suon di remix delizia i presenti lasciandoli letteralmente a bocca aperta.

La scaletta praticamente raccoglie tutti i migliori hit della band che vanno da “Same Ol Situation”, “Shout At The Devil” a “Looks That Kill”, senza tralasciare il passato più recente del gruppo con l’incalzante “Saint Of Los Angeles” e “Motherfucker Of The Year”. Sulla dirompente “Kickstart My Heart” sia Vince che Nikki salgono sulle delle cabine rotanti e vengono sollevati sulle teste dei presenti, mentre sul palco i fuochi pirotecnici e le fiamme incendiano ancora di più l’entusiasmo ormai diventato incontenibile della gente.

Per il bis la band si presenta su un piccolo palco allestito in fondo alla sala per una versione struggente di “Home Sweet Home” mentre i maxi schermi trasmettono video d’epoca del gruppo, immagini che toccano il cuore di tutti noi e che ci fanno immancabilmente pensare se davvero questa è la fine della band, mentre le note di “My Way” ci conducono fuori dal Forum e stentiamo ancora credere che tutto sia già finito.

MOTLEY CRUE

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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