Moonspell: Live Report della data di Lisbona

Ogni tanto e’ bello ricevere un regalo inaspettato. Questo arriva direttamente dal Portogallo, dove una nostra lettrice ha avuto l’occasione di presenziare ad un appuntamento unico e ha voluto, bontà sua, renderci partecipi di questa sua fortuna. Ci scuserete quindi del ritardo con cui vi offriamo questo suo dono, che ci sembrava decisamente ingiusto serbare solo per noi. I nostri ringraziamenti a Bruna, e buona lettura a voi.

Coincidenze. Sono quelle che ci portano a stare in un luogo in un determinato momento, quasi per caso. "Time and space collided, and here we are", avrebbero detto i Fates Warning. Non è però una coincidenza che i Moonspell abbiano deciso di presentare il loro nuovo lavoro il 31 ottobre nella capitale della loro terra. Era già successo ai tempi di ‘Darkness And Hope’.

E la storia si ripete.

Ma mai uguale: dello stupore che ha suscitato in Portogallo l’idea di coinvolgere uno scrittore emergente ma elogiato dalla critica ne abbiamo, forse, carpito solo un’eco lontana. Ma qui è divenuto quasi un caso nazionale, Josè Luìs Peixoto, un giovane 26enne con alle spalle già tre libri. Questa volta, dunque, il quartetto lusitano ha giustamente deciso di coinvolgere sul palco lo scrittore che ha svolto un ruolo fondamentale in fase di composizione, specialmente per quanto riguarda i testi.

L’atmosfera è di quelle bollenti: un centinaio di persone pressate come sardine lì per ascoltare le parole sofferte della giovane promessa portoghese, accompagnata dalle tastiere di Pedro Paixao che accennavano le linee melodiche di alcune dei brani di ‘The Antidote’ (come ‘In And Above Men’, o la stessa omonima canzone). Ragazzi e ragazze recitavano a memoria come versetti della Bibbia le parole di questo o quel racconto. Il giovane scrittore, accolto da uno scroscio di applausi di cui palesemente si stupisce, lascia timidamente il piccolo palco per dare spazio alla parte musicale di quello che chiamare "un disco" sarebbe riduttivo, tant’è carico di emozioni, ora narrate, ora suonate.

E’ il momento della presentazione di alcuni brani di questo "antidoto" che sin dalle prime note, quelle di ‘In And Above Men’, si rivela molto efficace. Con la stessa disinvoltura che ci trascina su disco dalle ultime note della prima canzone alla batteria ritmata, quasi "tribale", della successiva, ecco partire ‘From Lowering Skies’. I suoni paiono acquisire una potenza di cui non sembravano capaci su lavoro in studio. E’ la volta della terza canzone, la fantastica ‘Everything Invaded’, seguita da ‘The Southern Deathstyle’, e ci si rende conto della decisione di rispettare la scaletta del CD troppo tardi, quando, tutti pronti per ascoltare la perla del disco, la titletrack, parte ‘Capricorn At Her Feet’, mentre Fernando invita lo scrittore Josè Luìs Peixoto sul palco per intonare con lui i cori del ritornello, e ti chiedi se quello lì è proprio uno scrittore, e ti accorgi che le arti, scritte, cantate o quant’altro confluiscono in un unico contenitore chiamato emozione.L’esibizione, non poteva essere altrimenti, si conclude con ‘The Antidote’, struggente nella sua malinconia, quella "saudade" che nutre qualunque anima portoghese. Salutano calorosamente, i Moonspell, questa folla oscura. Convinti di avere assistito ad un evento particolare, senza dubbio suggestivo, lasciamo la sala ormai a sera inoltrata.

"I look outside, and it’s lunar still"…

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