Moonspell: Live report della data di Romagnano Sesia (NO)

E’ un piacere assistere a una nuova calata italica dei Moonspell, soprattutto dopo i consensi ricevuti da un ottimo album come il nuovo “Extinct”. Ed è proprio dall’ultima fatica in studio che i lusitani proporranno la maggior parte dei pezzi eseguiti stasera, ma anche i fan di vecchia data saranno accontentanti, perché nel 2015 cade il ventennale dell’indimenticabile “Wolfheart”. E il gruppo non perderà l’occasione di rendere un sentito omaggio al disco.

Il Rock’n’ Roll di Romagnano Sesia fa registrare già una interessante affluenza in prossimità del primo concerto della serata, dove a scaldare i convenuti sono chiamati i veneti A Tear Beyond, una band di gothic metal davvero originale che aggiunge al proprio sound numerosi elementi industrial e una componente teatrale/visiva in grado di rendere i nostri parecchio intriganti. Mentre il gruppo presenta il nuovo album “Maze Of Antipodes”, il pubblico è intrattenuto da performer mascherati e giochi di prestidigitazione che arricchiscono una performance gradevole sotto ogni punto di vista il cui climax è nella malinconia di “Rain On The Oblivion”, congedo tratto invece dal debut “Beyond” del 2012. Il nostro plauso al vocalist Claude, elegante trascinatore e al batterista chiamato a sostituire il vero membro della band, purtroppo infortunatosi. Per il poco tempo avuto a disposizione per imparare il repertorio, la sua prova è stata notevole, come d’altronde lo è stata per tutto il resto del collettivo vicentino, in possesso dei numeri necessari per emergere nel panorama gothic.

Molti astanti sono in attesa anche del secondo gruppo in cartellone, ovvero i greci Septicflesh. E in questa serata all’insegna del metal mediterraneo, l’ensemble guidato dei fratelli Antoniou non deluderà le aspettative. Per quanto il nuovo “Titan” avesse sollevato in noi alcune perplessità, riconosciamo come i suoi estratti dal vivo siano decisamente più aggressivi e potenti, con “War In Heaven” ad aprire furiosamente le danze e “Prometheus” (scelta invece per il finale), la titletrack e “Order Of Dracul” a macinare consensi e a scatenare un bel pogo. Notiamo come l’ensemble, pur incentrando la scaletta sulla discografia recente, propenda per un set estremamente fisico, con Spiros reale mattatore dal growl potentissimo e il resto del gruppo ad offrire una performance priva di sbavature. Le parti sinfoniche dei brani sono per forza di cose sacrificate a basi campionate in sottofondo, ma i Septicflesh non fanno assolutamente rimpiangere la matrice melodica dei pezzi, con una prova che punta tutto sulla forza. Compatti e senza fronzoli, gli ateniesi portano a termine uno show di un’ora particolarmente intenso, salutandoci con “Anubis” e la citata “Prometheus”.

Sono le 22.30 e sulle note di “La Baphomette”, i Moonspell fanno il loro ingresso sul palco, incitati dal pubblico. Fernando Ribeiro prende subito il controllo della situazione e con un occhio di riguardo per il nuovo corso, lo spettacolo parte con “Breathe (Until We Are No More)” e la tiltetrack. E’ chiaro, un album come “Extinct” è composto da potenziali singoli e proporlo dal vivo è subito un successo. I due brani citati, con Fernando crooner sornione e altrettanto arringa folle, sono accattivanti e carichi di energia. Altrettanto possiamo dire per “The Last Of Us”, “Medusalem”, “Malignia” e “The Future Is Dark”. Ma la sorpresa è dietro l’angolo, perché dopo aver eseguito “Extinct” e “Night Eternal” (unico pezzo dall’omonimo album del 2008) i portoghesi fanno saltare tutto il Rock’n’Roll con l’accoppiata “Opium” e “Awake!”, dal magnifico “Irreligious” del 1996. A quanto pare i Moonspell sanno bene quanto i loro primi dischi siano apprezzati dai fan, soprattutto da quelli italiani. Ed ecco che è in serbo anche un sincero tributo a “Wolfheart” (1995), altro album saccheggiato in occasione del suo ventesimo anniversario, i cui episodi estratti sono cantati a squarciagola dagli astanti e vissuti con reale partecipazione. Certo brani come “…Of Dream And Drama (Midnight Ride)”, “Vampiria” e “Alma Mater” non hanno bisogno di presentazioni, ma il concerto arriva al suo apice in occasione della splendida “Ataegina”, un brano folk seducente che invita tutti al movimento e al battimani, guidati da un gruppo che per primo sembra divertirsi e trovare una perfetta sintonia con il suo pubblico. Altri pezzi da novanta del set risiedono in “Mephisto” e in un encore di lusso, con “Wolfshade (A Werewolf Masquerade)” e “Full Moon Madness”, che purtroppo conclude davvero una performance di alto livello. Ed è un piacere vedere come i nostri, prima di congedarsi, offrano numerosi ringraziamenti e strette di mano ai convenuti con quel calore che conosciamo soltanto noi sud europei.

E’ raro assistere a una serata dove si esce da un locale soddisfatti di ogni show, ma oggi è andata veramente così e non possiamo fare altro che lodare di nuovo un trittico assolutamente impeccabile.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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