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Molly Hatchet: Live Report e foto della data di Brescia

In un periodo in cui i locali dediti alla musica live continuano a chiudere, il Circolo Colony di Brescia tiene duro e si erge a ruolo di classico faro nella nebbia, in senso metaforico e non, dato che la sera scelta per il ritorno in Italia dei Molly Hatchet è caratteerizzata proprio da una nebbia di quelle non imppossibili ma comunque rilevanti. Per fortuna il fenomeno atmosferico non riesce a prevalere sulla passione dei fan, e la serata si chiiude con una partecipazione di pubblico abbastanza significativa. Tra una bandiera sudista e l’altra, i Molly Hatchet riescono a creare una serata calorosa e accogliente, il cui tocco finale è costituito dalla band che, pochi musiti dopo il termine del live, si presentano al gran completo al banchetto del merchandising per incontrare i presenti.
A riscaldare l’atmosfera ci pensano comunque due band italiane di gran valore. Gli Electric Swan sono guidati dalla bella e brava Monica Sardella, che non è nuova al genere del rock classico dato che qualche anno fa aveva sostituito J.C. Cinel nell’ultima formazione dei Wicked Minds. Molto buona quindi la loro prova, da band composta da musicisti esperti, che hanno saputo realizzare un progetto originale, fatto di rock classico alla Led Zeppelin unito con brevi estratti funky e un senso generale di classicità resa con accenti attuali.

Avevamo già avuto modo di renderci conto della bravura degli Smokey Fingers già su disco, dato che la band lombarda ha all’attivo due ottimi album di hard blues che non dovrebbero passare sotto silenzio. L’impressione viene confermata dal live, un’esibizione matura, dinamica e soddisfacente sotto tutti i punti di visdts, incentrata in modo particolare sui brani dell’ultima fatica, “Promised Land“. Verso la fine del concerto dei Molly Hatchet, il cantante degli Smokey Fingers farà poi una breve apparizione sul palco per annunciare appunto che la band sarebbe uscita a salutare i presenti subito doppo la fine del live.

Gli attuali Molly Hatchet sono una formazione particolare. Prima di tutto, anche se tutti i componenti atto parte della band da diversi anni, non è rimasto nessuno dalla formazione originale, un fatto che, per forza di cose, modifica il sound del gruppo, e lo appesantisce leggermente rispetto al southern rock classico. Questo dato deriva all’assenza per la data di Brescia del chitarrista e membro fondatore Dave Hlubek, un aspetto che, pur non modificando in modo sostanziale il sound del gruppo, ne crea comunque qualche differenza rispetto allo standard. Nonostante questa situazione (l’assenza di Hlubek non viene spiegata in alcun modo), i Molly Hatchet riescono comunque a convincere, con un live caratterizzato da una grande esperienza, un’altrettanto grande coerenza e una classe senza tempo. Bobby Ingram, all’unica chitarra superstite, è autore di una serie di assoli di altissimo livello, mentre Phil McCormack dietro il microfono, in vent’anni di esperienza con la band, sa assolutamente come gestire la situazione. La loro non è un’esibizione molto lunga, ma densa di contenuti, dove non mancano i grandi classici come “Flirtin’ With Disaster”, un omaggio ai padri del genere, gli Allman Brothers, con la cover di “Dreams I’ll Never See”, diversi estratti dal debut album come “The Creeper”, “Bounty Hunter” e “Gator Country”, e altri pezzi storici come “Whiskey Man” e “Jukin’ City”. Insomma, nonostante buona parte dei pezzi suonati durante questo live costringano i presenti ad un salto nel passato (stiamo parlando di brani che a conti fatti sono stati incisi quasi quarant’anni fa), la loro è un’attualità senza tempo di cui non ci si stanca mai. Una serata quindi di gran pregio, che raccoglie consensi entusiastici da chi è presente.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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