Millencolin: Live report della data di Trezzo sull’Adda

Malgrado fosse un piovoso lunedì di fine febbraio, il Live Club ha visto fin da subito una piccola folla raggrupparsi nel locale per poi colmarlo quasi completamente con l’arrivo dei Millencolin, headliner della serata e con una performance davvero lodevole.

Line Out

Sono circa le 20,30 quando prendono possesso del palco i Lineout che non solo hanno l’arduo compito di aprire quella che sarà una grande serata, ma devono fare tutto ciò ad un orario che  purtroppo vede un pubblico ancora fin troppo scarno. La band si dimostra fin da subito professionale e vivace e, non facendosi per nulla scoraggiare dai suoni pessimi e dalle poche presenze, offre una performance coinvolgente e che attira al proprio cospetto gli astanti, via via sempre più numerosi. Rimango stupita di vedere sul palco Simone Perini, batterista dalle mille e più collaborazioni che con la sua indiscutibile tecnica ed il suo piglio american style ha portato lo show ad un altro livello.


Templeton Pek

Dopo un cambio palco piuttosto veloce, troviamo on stage i Templeton Pek, terzetto britannico che, malgrado l’esiguità numerica dei componenti, ha stupito una nutrita e crescente platea con una performance carismatica e piena, che nulla ha da invidiare a band ben più numerose. Rispetto all’esibizione precedente, i suoni sono nettamente migliori, meno impastati ed i singoli elementi, malgrado qualche sbavatura, risultano ben armonizzati. Complice l’affluire massiccio del pubblico, la performance acquista dinamicità grazie ad un pogo consistente e dalla vivacità di Neal Mitchell, bassista e vocalist, che circa a metà live si è spostato sul bancone del bar salutando e vivacizzando anche le ultime file. Onestamente era la prima volta che sentivo parlare dei Templeton Pek, ma vista la grande esibizione e l’appeal dei pezzi mi riprometto di colmare le lacune perchè, ne sono certa, i ragazzi faranno strada.


Millencolin

L’aria si fa sempre più acre, le birre scorrono e la platea, scale comprese, è quasi al completo ed in attesa dei Millencolin. In questo breve intermezzo mi guardo intorno e noto che alla musica, qualunque essa sia, va il plauso di unire generazioni anche molto distanti fra loro. Noto con piacere, e con sorpresa, che oltre a coloro che hanno visto nascere e crescere la band ci sono moltissimi giovani, agguerriti e carichi per una serata che sarà un bellissimo viaggio ventennale all’insegna del punk rock.

Sono circa le 22 quando gli svedesi irrompono sul palco con “Egocentric Man”. Bastano poche note per far partire cori e, soprattutto, uno stagediving senza fine. “Penguins & Polarbears” parte senza dare un attimo di respiro e da qui in poi la serata sarà un’escalation di adrenalina, salti, pogo sulle note di un punk rock qualitativamente sempre più raro e che trova le sue radici in capisaldi forti quali i Millencolin. A livello scenografico notiamo solamente il telone che non rimarrà fisso come solitamente ci si aspetta, ma che cambierà nel corso della serata riportando le grafiche che hanno caratterizzato la storia della band. Se per le band precedenti è stato necessario attendere il terzo pezzo per poter godere di suoni soddisfacenti, con i Millencolin la solfa cambia e già sul finire di “Egoncentric Man” le sbavature sono già un ricordo. Il quartetto si dimostra in ottima forma, malgrado gli scivoloni più o meno sparsi di Sarcevic, e mira fin da subito a coinvolgere il pubblico e, soprattutto, a mantenerlo vigile, attento e reattivo. La setlist non lascia via di scampo e accontenta vecchi e nuovo fan, estrapolando successi recenti e più datati quasi “Fox”, “Bullion”, “Olympic” e “Mr. Clean”, vero e proprio cavallo di battaglia che ha messo a dura prova transenne e sicurity. La serata giunge al termine e si arriva alla tanto attenta “No Cigar”, vero e proprio inno che vede una tale partecipazione del pubblico che in alcuni punti copre l’intera band. Poco prima delle 23,30 le luci si spengono, la band saluta con entusiasmo ringraziando tutti per la il calore dimostrato lasciando un clima disteso, che fa pensare più ad una serata in compagnia di vecchi amici che ad un concerto.

Malgrado qualche sbavatura qua e là, nel complesso il live è stato di livello ed ha nuovo smalto ad una band che ha dimostrato di non sentire il passare degli anni per grinta e attitudine.

SETLIST MILLENCOLIN

1. Egocentric Man
2. Penguins & Polarbears
3. Twenty Two
4. Fox
5. Sense & Sensibility
6. Happiness For Dogs
7. Bullion
8. Man Or Mouse
9. True Brew
10. Dance Craze
11. Olympic
12. Bring Me Home
13. Cash Or Clash
14. Autopilot
15. Duckpond
16. Mr. Clean
17. Black Eye
18. Ray
19. Silent Suicide
20. Loozin Must
21. Farwell
22. No Cigar

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

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