Michael Schenker Fest: le foto della data di Trezzo sull’Adda

Accoglienza trionfale per Michael Schenker e il suo ultimo progetto in ordine di tempo, una sorta di maxi raduno di alcuni dei musicisti con cui ha diviso scampoli della sua lunga carriera, per dare vita a quello che è stato ribattezzato Michael Schenker Fest. La caratteristica principale di questo evento è la presenza di ben quattro cantanti, Doogie White, Graham Bonnet, Gary Barden e Robin McAuley, che si sono a volte alternati sul palco per un set solista ciascuno, mentre a volte sono apparsi tutti insieme. Il repertorio proposto spazia grandemente attraverso decadi e generi diversi, per un totale di oltre due ore di live. Agli Absolva, invece, il compito di aprire questa imponente serata.

ABSOLVA

MICHAEL SCHENKER FEST

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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