Metallica: Live Report e foto della data di Milano

Dopo 38 anni di carriera, i Four Horsemen non potevano non includere l’Italia nel loro tour europeo. Come location la scelta è ricaduta sull’Ippodromo SNAI di Milano, che per la serata di mercoledì 8 maggio ha accolto ben 47.000 astanti, di tutte le età e da tutte le parti di Italia, compresi anche diversi stranieri. Citiamo fra tutti, a titolo di esempio, una bandiera francese a cui erano stati aggiunti il logo della band e la scritta “Liberté Egalité Fraternité Metallica”. 

L’enorme palcoscenico allestito comprendeva tre diverse aree di biglietti, solo due delle quali dotate di una pedana che si è rivelata estremamente utile considerando il fango che si è rapidamente creato. La pioggia ci concede una breve pausa soltanto durante l’esibizione dei Bokassa e dei Ghost, questi ultimi mi hanno particolarmente stupita.  La loro esibizione, durata circa una cinquantina di minuti, è stata davvero ottima e si vede che la band sa come intrattenere il pubblico, vista la trovata di Papa Nihil che compare per un intermezzo al sassofono e le mille personalità di Tobias Forge.

BOKASSA

GHOST

METALLICA

Quando parte l’intro di “It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll)” degli AC/DC si è consapevoli del fatto che i Metallica stanno per salire sul palco. E’ il momento di goderci la meravigliosa “The Ecstasy of Gold“, mentre sugli imponenti maxischermi scorrono alcune scene da “Il buono il brutto e il cattivo”, e cantare il tema a squarciagola, perchè Lars è dietro le quinte e sta per raggiungere la sua batteria. E in quel momento la folla impazzisce, i mostri del thrash metal stanno per regalarci un’altra serata indimenticabile. Si comincia con la title track “Hardwired” seguita dal classicone “The Memory Remains“, con un coro finale prolungato e lasciato cantare dai fan. “Ride The Lightning” sembra essere adatta per il contesto atmosferico e soddisfa tutti coloro che vogliono fare un tuffo nel passato. Non riceve tutto lo stesso clamore “The God That Failed“, ma dopo tutti questi anni è comprensibile la scelta della band di optare ogni tanto per alcuni brani che vengono eseguiti poco dal vivo. Con i brividi lungo tutto il corpo sento cominciare il famosissimo intro di “The Unforgiven“, che non avevo mai avuto l’onore di ascoltare dal vivo. James impugna la chitarra acustica e grazie alla sua voce calda crea un momento assolutamente speciale. Il quartetto propone altri brani tratti dall’ultimo “Hardwired…To Self-Destruct“, cioè “Here Comes Revenge” e “Moth Into Flame“. Non è un concerto dei Metallica senza “Sad But True” e il suo energico riff. “Halo On Fire” è uno dei pezzi più recenti che rende meglio dal vivo e sono davvero contenta di averla sentita per la seconda volta. Come è poi abitudine in questo tour, viene lasciato spazio a Robert Trujillo e a Kirk Hammett per il consueto spazio dedicato a un brano del Paese in cui si svolge il concerto. Ebbene, dopo Vasco Rossi e Lucio Dalla lo scorso anno, questa volta è toccato ai Litfiba di “El Diablo“, con Trujillo a cantare la prima strofa e il ritornello e Hammett che replica con facilità il riff dii Ghigo Renzulli. Si tratta di un momento sempre divertente, che anche questa volta pare bene accolto dalla maggior parte dei presenti. Parte “St. Anger“, e scoppia anche il temporale sulle nostre teste. La pioggia cade violentemente e il palco è in condizioni pessime ed estremamente pericolose, ma i Metallica non si fermano e sono più carichi di prima, nonostante la piccola scivolata di Kirk Hammett sulla sua stessa pedaliera. Da veerti professionisti, e nonostante un palco completamente scoperto a parte la batteria, i Metallica non si fermano un attimo ed eseguono tutti i grandi classici immancabili: “One“, “Master of Puppets“, “For Whom The Bell Tolls“, “Creeping Death” e “Seek & Destroy“, con tanto di spostamento della batteria da parte di Lars per far compagnia agli altri membri sotto il diluvio. La band ci regala ancora il solito encore con “Lords of Summer“, “Nothing Else Matters” eseguita per intero e la perfetta conclusione è affidata ad “Enter Sandman“.

Non sono mancate le fiamme, i fuochi d’artificio e i laser. L’acustica, però, è stata una pecca e per coloro che si trovavano più lontano dal palco hanno sentito ben poco. Ma nonostante i problemi che possono insorgere in occasione di concerti così grandi, i Metallica sono stati magistrali, impeccabili come sempre. I nostri non hanno intenzione di smettere e noi li aspettiamo a braccia aperte.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. crisformetal

    scaletta non delle migliori,troppi pezzi del black album+una da reload e st.anger , prestazione mediocre nel complesso….anche suoi vecchi brani sembrava avessero il freno a mano tirato….ormai sono un pallido ricordo thrash metal

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