Metallica: Live Report della data di Padova

Nel film di benignana fattura, Johnny Stecchino, si diceva “qual è la piaga che più attanaglia la nostra società? Jè il traffico!! Troppe machine!“. Ecco il motivo che ha impedito a Metallus di giungere in tempo allo stadio Euganeo per assistere allo show degli Slipknot e degli opener Lost Prophets. Raccogliendo testimonianze, ci viene comunque assicurato che l’act proposto dai mascherati dell’ Iowa è stato diretto, nient’affatto soporifero con – anzi – un tiro non indifferente e che ha fatto salire la temperatura corporale a chi era lì soprattutto per celebrare i quattro di Frisco. Siamo felici di sapere che allo show non sono mancati ottimi estratti dall’opera ultima ‘Vol.3..’ come ‘Duality’ o ‘The Blister Exist’.. od anche vecchie perle come ‘Wait & Bleed?, ‘Sic’, ‘Eyeless’ e ‘People=Shit’. Ripetiamo: non finiremo mai di mangiarci le mani per l’occasione persa di vedere nuovamente in azione le maschere più oltraggiose dello US starsystem… Vorrà dire che ci rifaremo in settembre quando i nostri torneranno in compagnia degli Slayer!

Lo stage di dimensioni realmente titaniche (forse più ampio addirittura del leggendario palco del Nowhere Else To Roam ’93) accoglie davanti a sé in un accogliente pit, i primi mille fans giunti davanti ai cancelli dell’Euganeo in largo anticipo sull’apertura degli stessi. Ed a ridosso ad esso si cela la fossa dei fotografi, dalla quale si nota l’altezza del palco da terra: quasi tre metri! Si contano ben più di 20000 anime all’interno della location padovana, quando l’intro de ‘L’ Estasi Dell’Oro’ si diffonde dagli speakers: Lars salta fuori da dietro le quinte, saluta il pubblico i rimanenti membri della band compaiono alla spicciolata e ‘Blackened’ arriva sparata come un treno! La forma della band è palpabile, forse anche per il recente soggiorno fiorentino… l’unico che non è prettamente in palla è proprio il buon Lars, si vede, risente ancora delle recenti vicissitudini ospedaliere che portarono alla sua defezione all’ultimo Download Festival inglese.

Il suo dovere comunque lo fa ed in misura egregia, se sorvoliamo su qualche entrata sbagliata su alcuni pezzi dello spettacolo odierno. Uno spettacolo privo – ancora una volta – degli effetti scenici che da sempre hanno contraddistinto gli shows dei ‘tallica, proprio come accadde l’anno scorso in quel di Imola e a Bologna poi. Nonostante ciò è stato un piacere avere la conferma che l’elemento “energia” nel combo a stelle e strisce è sempre palpabile, proprio come la seconda cartuccia sparata in pieno viso sta a dimostrare: ‘Fuel’!

Triste ma vero l’atto successivo, ‘Sad But Tue’ per l’appunto, che fa si che il consueto seguente solo di Kirk (cambiarlo pare brutto, eh?) introduca ad hoc ‘Welcome Home (Sanitarium)’ . Ottima, senza fiato nel finale. Dal 1986 sisalta a piè pari al 2003 con una ‘Frantic’ introdotta da un leggero (solo quello!) arpeggio di Jimbo Hetfield e – di lì a poco – da nervose battute sui toms da parte di mr. Ulrich. Una canzone che a memoria di chi scrive non è mai stata eseguita è una chicca del Black Album, ‘Holier ThanThou’ eseguita con la medesima verve di quando fu incisa quasi 15 anni fa, nel ’91. “Ragazzi, già guardate l’orologio?” chiede incuriosito Jimbo alle prime file… “Il concerto è appena cominciato e quello che vi proporremo sarà uno spettacolo molto lungo!!” e via con ‘Memory Remains’ dove i cori durante ed a fine canzone suscitano dei gran sorrisi al singer fresco di taglio di capelli. La serenità traspare in modo definito dal viso di Hetfield , un papà metal che dopo il solo di basso, da parte di un ispirato Trujillo, gioca con i suoi bimbi (non è dato capire se ci fossero anche quelli di Lars). Il tempo di farli scendere dalla scenografia tutta rampe e pedane che parte il secondo estratto dal controverso ‘St.Anger’.. la titletrack per l’appunto.

Fa la sua comparsa nuovamente il figliolo di James, che si siede dietro le pelli di Ulrich e che questa volta il cantante ci presenta: “Castor Hetfield alla batteria!” Facendo largo ai grandi, il piccolino torna dietro il palco e scatta come una furia ‘Creeping Death’ suonata velocissima (anche se con qualche erroraccio…), segue a ruota un altro schiacciasassi quale ‘Battery’. Una giusta pausa che introduce la prima sezione di bis: ‘Wherever I May Roam’ incollato ad un nuovo, soft e finalmente piacevole guitar solo da parte di Kirk, che saluta l’inizio della ballad per eccellenza dei Metallica: ‘Nothing Else Matters’. E sul finale muta nella mostruosa e interamente cantata dal pubblico ‘Master Of Puppets’. Come se l’euforia dei presenti non fosse già alle stelle, in un nuovo arpeggio, lento e cadenzato, i maxischermi del palco inquadrano le mani di Hetfield che mostrano i Metalli-logos stampati sul plettro: il pubblico esplode quando ‘Enter Sandman’ inizia e termina con i consueti commiati della band. Manca la ciliegina sulla torta veneta del tour 2004? Diremmo di sì: una micidiale ‘Metal Militia’ seguita da ‘Seek & Destroy’. Come meglio poteva finire l’happening tricolore per i four horsemen?

See ya!!!

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