Metal For Kids United 2017: Live Report e foto del festival

Giunge alla sua terza edizione la “Metal For Kids, United – All Star Charity Jam”, manifestazione benefica che quest’anno ha portato a raccolta oltre cinquanta musicisti del panorama hard rock e heavy metal internazionale per offrire un sostegno ai bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. Ideata da Faber Troy, al secolo Fabrizio Troiano, chitarrista della band romana Timestorm, ed in collaborazione con Giancarlo Trotta Entertainment, la speciale data romana si inserisce nel contesto del Metal for Autism, tour di oltre dieci date guidato dal singer dei Symphony X e degli Adrenaline Mob, il carismatico Russell Allen. Russell è non a caso il promotore di questa iniziativa, perché come racconta in un toccante momento durante lo show, ha una figlia di otto anni a cui è stato diagnosticato l’autismo in tenera età. Insieme alla moglie – che tra l’altro è italiana – ha attraversato molte difficoltà per seguirla costantemente, ma gli sforzi lo hanno premiato e sua figlia oggi non ha più nulla da invidiare ai suoi coetanei. Anzi, è diventata la studentessa più brava della scuola.I proventi della serata sono andati interamente alla Onlus “Heroes Temporis – Association for Autistic Children”, che attraverso il suo centro pediatrico di Salerno offre un supporto medico gratuito volto alla diagnosi, alla terapia, e al sostegno socio sanitario, il tutto integrato in un contesto ludico e diagnostico dove i bambini sono liberi di esprimersi giocando e al contempo sono seguiti da operatori professionisti.
Ad una tale chiamata, non si è fatta attendere la risposta del mondo del metal, che ha dimostrato ancora una volta il proprio spirito unito e solidale.
In un Crossroads dove cominciano a raccogliersi metalheads giunti non solo da Roma, ma anche da fuori regione, tocca a tre bands dell’underground romano aprire la kermesse.
Calcano il palco per primi i Noumeno, proponendo solidi brani interamenti strumentali, con il loro convincente prog metal di alto livello tecnico.
Seguono i Timestorm, power prog metal band dello stesso Faber Troy, che scaldano facilmente il pubblico, complici i riff taglienti e alla voce il nuovo singer Claudio Vattone, che nonostante la giovane età mostra passione e sicurezza dietro il microfono.
A chiudere il trittico delle band capitoline, la gradita sorpresa dei De La Muerte, band relativamente nuova, che propone un colorito e originale hard’n’heavy legato a tematiche esoteriche, attraverso un frontman, Gianluca Mastrangelo, da tenere d’occhio.
Arriviamo ai succosi, speciali mini-set della serata.
Irrompe la carica dei Domine, con due tirati pezzi dal loro storico album del 1999 “Dragonlord“. Immancabili sono gli acuti di Morby che accendono gli animi del Crossroads, sostenuti dall’eccellente guitarwork di Leonardo Porcheddu, musicista di grandissimo spessore che resterà sul palco ad accompagnare i set successivi.
E’ la volta del gioioso happy metal degli emiliani Trick or Treat, che si presentano sul palco con Guido Benedetti alla chitarra e l’attesissimo Alessandro Conti dietro il microfono. Le loro “Evil Needs Candy Too” e “Loser’s Song” portano una ventata di simpatia e spensieratezza.
Il locale è in fermento anche per i Secret Sphere di Aldo Lonobile, band power prog metal dalla forte vena melodica, attivi ormai da quasi venti anni.  Per l’occasione accompagnati dal loro storico cantante, l’eccellente Roberto Messina, coinvolgono e divertono un pubblico ormai lanciatissimo.
Quando tuttavia si presenta sul palco Brian O’Connor, ex-vocalist dei Vicious Rumors, per portare in scena il loro mini-set tributo, vengono ristabilite le regole. O’Connor raccoglie in sé quello che un cantante metal dovrebbe avere: carica adrenalinica da vendere, presenza scenica e corde vocali d’acciaio capaci di passare da vocals potenti e gutturali a screams graffianti in un battere di ciglia. I brani storici proposti hanno una resa devastante, da “On the Edge”, “Digital Dictator”, “Down to the Temple” a “Don’t Wait for Me”, e rendono difficile reggere il confronto.
Ma Sir Russell Allen non è tipo da farsi intimidire, e come compare con i suoi stilosi occhiali da sole e la sua impressionante disinvoltura vocale, il pubblico è tutto per lui. Si passa dal coinvolgente groove di due brani degli Adrenaline Mob, “Indifferent” e “Undaunted”, ad una piacevolissima cover di “Fool For Your Loving”, senza farci mancare un’improvvisazione di “Whole Lotta Love” fuori programma: deliziosa!
We Rock” del compianto R.J. Dio è travolgente ed è accompagnata alle chitarre dal superlativo Andy Martongelli, axeman degli Arthemis.
Per la seguente “Holy Diver” troviamo dietro le pelli lo stratosferico John Macaluso, batterista dal curriculum ineccepibile (Malmsteen, Vitalij Kuprik, TNT, Ark), ora in forze ai Labyrinth, e Luca Princiotta (Doro).
Una “Breaking the Law” ci porta a due tanto bramati brani dei Symphony X, “Of Sins and Shadows” e “Out of the Ashes”, che segnano la pregevole conclusione del main event, lasciando gli astanti a bocca aperta.
Russell resta ancora qualche minuto sul palco per un breve ed emozionante sipario, in cui Faber Troy firma il simbolico assegno con la donazione dei proventi della serata all’associazione Heroes Temporis.
E’ giunto il momento della Jam dove sono molteplici i talenti della scena nazionale che reinterpretano storici brani dell’hard rock e dell’heavy metal, impossibile citarli tutti. Gli highlights?
“Burn the Sun” degli Ark, con Frank Marino alla voce e John Macaluso alle pelli;
“Pull Me Under” (Dream Theater) con il poliedrico Titta Tani alla voce;
“Land Of Immortals” (Rhapsody), “Dr. Stein” (Helloween), “Run to the Hills” (Iron Maiden), con Alessandro Conti che duetta prima con Morby, poi con Vattone;
Uno spaventoso trittico con Brian O’Connor che investe il pubblico con “Caught in a Mosh” (Anthrax), “Domination” (Pantera) e “Killers” (Iron Maiden).
Si conclude con un’immancabile “Highway Star”, dove tutti salgono sul palco per una Jam collettiva, che riassume con allegria e sentimento lo spirito collaborativo e solidale della serata.
Una serata riuscitissima, un evento da incorniciare. Iniziative come questa fanno bene al cuore e all’anima.
Complimenti!

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