Metal For Emergency: le foto dell’edizione 2022 con Destruction, Rhapsody Of Fire e altri

Anche quest’anno, come redazione, abbiamo avuto il grande piacere di presenziare al Metal For Emergency, che riprende dopo i due anni di pausa forzata. Per prima cosa ribadiamo il parere affermativo sul festival in generale, ormai un meccanismo ben rodato e funzionante in tutti i suoi elementi. Anche grazie ad aggiornamenti continui sui social, tutte le informazioni pratiche importanti per vivere la giornata nel modo migliore erano a disposizione di tutti già alcuni giorni prima del festival stesso (compreso il sistema di pagamento tramite token, che potrebbe avere suscitato qualche perplessità ma, per la nostra esperienza, questa volta ha funzionato senza intoppi). Per chi non ha mai assistito al festival, diciamo anche che l’area concerti si raggiuinge facilmente, ha dimensioni adatte a contenere un gran numero di persone ed è divisa in settori dedicati. Il palco ha tutte le carte in regola per gareggiare con altri festival a cui abbiamo preso parte nelle settimane passate, e il tutto si è svolto all’insegna dell’efficienza.

Venendo alle band che hanno partecipato all’edizione 2022, notiamo come sempre una grande varietà nei generi proposti. Headliner questa volta sono i Destruction, precisi e massicci come loro solito, inarrestabili nonostante il meteo peggiori in modo abbastanza improvviso proprio durante il loro concerto. Durante il loro secondo brano in scaletta, la pioggia che si era ipotizzato arrivasse si è effetivamente mostrata, ma questo non ha impedito al concerto di andare avanti. Un temporale forte ma non devastante, che ha provocato un fuggi fuggi generale alla ricerca di una qualche forma di copertura, ma the show must go on, e i Destruction hanno reso onore al loro nome e alla loro fama.

Prima di loro, quattro band italiane. Si comincia con la all female band delle Hellfox (con cui ci scusiamo perché non siamo arrivati in tempo per poterle fotografare) e con le loro sonorità moderne. Gli Ulvedharr hanno avuto la capacità di incendiare la scena di fronte a loro, con richiami continui al circle pit e alcuni temerari che si lanciano in crowd surfing da grandi festival. Ottima la loro prova live, trascinante come già dimostrato in tutte le altre occasioni in cui li abbimo visti esibirsi dal vivo; è da evidenziare anche la presenza alla batteria di Francesco “Frullo” La Rosa, menbro degli Extrema, che sostituisce temporaneamente Michele Balduzzi, in riabilitazione per un incidente.

Con i Moonlight Haze, guidati dalla carismatica Chiara Tricarico, si passa a sonorità più delicate e suggestive. Anche in questo caso assistiamo a una prova densa di maturità e molto precisa in tutti i suoi passaggi, davanti a un pubblico più raccolto nelle manifestazioni di affetto, ma comunque attento e coinvolto.

Gli ultimi a esibirsi prima, appunto, dei Destruction, sono i Rhapsody Of Fire, una certezza impossibile da scalfire per il metal italiano. Anche in questo caso Giacomo Voli, Alex Staropoli e compagni realizzano un live impeccabile, che scuote il Metal For Emergency fino ai punti più lontani dell’area concerti, per arrivare alle prime file dove i presenti si scatenano fra una carrellata di grandi classici. Non mancano, ovviamente, capisaldi del repertorio come “Holy Thunderforce” ed “Emerald Sword” a chiudere l’esibizione, ottima in ogni suo momento. Giacomo Voli è un cantante preciso all’estremo, ma anche una persona “di cuore”, tanto che a un certo punto del live, fra un brano e l’altro, si preoccupa di verificare che tutti coloro che sono pressati nelle prime file stiano bene e che non ci siano persone in difficoltà.

Un festival a cui è sempre un piacere prendere parte, sia per il nome e gli intenti che porta avanti, sia per le band proposte, sempre di altissimo livello, e per l’organizzazione impeccabile. Avanti così e arrivederci all’anno prossimo.

ULVEDHARR

MOONLIGHT HAZE

RHAPSODY OF FIRE

DESTRUCTION

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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