Mayhem: Live Report e foto della data di Trezzo Sull’Adda

E arriva anche per l’Italia il momento di ospitare una data del tour con cui i Mayhem celebrano il loro capolavoro “De Mysteriis Dom Sathanas”. La cornice è quella del Live Club di Tezzo sull’Adda e a far compagnia alle leggende del black metal norvegese troviamo gli storici blackster cechi Inferno e gli avanguardistici Dragged Into Sunlight. Con un misto di piacere e sorpresa constatiamo come a fine serata, nonostante la proposta dell’evento sia decisamente di nicchia, il locale risulti pieno, a dimostrazione che quando l’organizzazione fila le cose funzionano!

Inferno

I presenti non sono ancora moltissimi (ma aumenteranno nel corso dell’esibizione) quando entrano in scena gli Inferno, fautori di un black metal oltranzista e con venature atmosferiche. L’ensemble della Repubblica Ceca è attivo fin dal lontano 1996 e può vantare una discografia caratterizzata da innumerevoli release; la sua proposta è perfettamente in linea col menù della serata e il vocalist Adramelech dimostra di saper tenere bene il palco, mantenendo un atteggiamento “sacerdotale”, ma non disdegnando momenti in cui incitare il pubblico. Nei 30 minuti abbondanti a loro disposizione i nostri non faticano dunque a ottenere il giusto consenso.

Dragged Into Sunlight

Gli inglesi Dragged Into Sunlight vengono definiti black/death per comodità, ma in realtà la loro musica è molto più sperimentale e alternativa: non fa eccezione il loro show in quel di Trezzo, che più che di un concerto ha le sembianze di una performance d’arte contemporanea. Prima del loro ingresso on-stage compaiono infatti a centro palco un imponente candelabro di metallo e ossa e ai lati due grandi monitor: questi ultimi, per l’intera durata di una cacofonica e lancinante intro, proiettano immagini inquietanti e disturbanti tra ospedali psichiatrici, freak e scene di violenza assortita. Quando il gruppo sarà poi in scena, suonerà per tutto il tempo di spalle e in ombra, vagamente illuminato dalle sole luci delle candele sorrette dal già citato candelabro. Imbracciati gli strumenti, l’ensemble britannico sottopone a questo punto l’audience milanese a un bombardamento sonoro senza un attimo di tregua: l’interazione con la sala sarà ovviamente pari a zero per l’intera esibizione, in linea con il concept creato dai nostri, ma l’evento messo in piedi avrà comunque il suo fascino. Uno spettacolo non certo per tutti, ma che senza dubbio ha il potere di lasciare il segno e rimanere nella memoria.

Mayhem

Quando arriva il piatto forte della serata il Live Club, come detto nella nostra introduzione, è praticamente pieno, con una folla bella compatta nella prima metà della sala, con più spazio vitale nelle retrovie. Tutti sanno benissimo che questa sera i Mayhem suoneranno per intero il “solo” “De Mysteriis Dom Sathanas” (e scusate se è poco…), quindi sono pronti al proverbiale show breve ma intenso. Un pubblico che si dimostra pronto a supportare la band in maniera adeguata, dal momento che si limita a inneggiare sporadicamente ai fondamentali blackster norvegesi e a tributargli i giusti applausi e corna al cielo, ma senza esagerare rovinando l’atmosfera di rituale esoterico che i nostri sono riusciti a ricreare.

Il gruppo imposta infatti il proprio impianto scenico in maniera esemplare: bastano i giusti giochi di luce, alcuni drappi e teloni, dei manichini scheletrici che verranno rivelati solo verso la fine del concerto e ovviamente un abbigliamento e un trucco tipicamente black a costituire gli elementi perfetti per una performance ad alto tasso di mistero e malvagità. Attila Csihar è un frontman nato, che catalizza l’attenzione su di sé grazie al proprio gesticolare teatrale ed isterico e alle proprie incredibili espressioni; i suoi compagni d’avventura lo supportano egregiamente con un Hellhammer che, anche se non si vede perché coperto dalla propria imponente batteria, si sente eccome!

Gli otto pezzi che compongono il disco capolavoro celebrato in quest’occasione si susseguono uno dopo l’altro senza un attimo di pausa e in un tripudio crescente, dalla opener “Funeral Fog” alla title track passando per i classiconi “Freezing Moon” e “From The Dark Past”. Il finale dello show, in cui la band si mostra al proprio adorante pubblico in una veste più umana e divertita per ringraziarlo, arriva insomma molto in fretta. Per citare un celebre live album dei Mayhem, non possiamo che concludere dicendo “Trezzo Capta est”!

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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