Mark Tremonti – Marco D’Andrea: Live Report della data di Milano

Testo a cura di Matteo Roversi
Foto a cura di Mairo Cinquetti

Pare proprio che qualunque impresa in cui Mark Tremonti si cimenti sia destinata ad ottenere successo in ogni parte del mondo. Al di là del favore di critica e pubblico a cui vanno inesorabilmente incontro le varie uscite di Creed, Alter Bridge e, infine, del suo omonimo progetto solista, abbiamo avuto un’ulteriore conferma di tale riflessione la sera del 9 febbraio. Sul marciapiede al di fuori dell’ingresso dei Magazzini Generali si snoda infatti una lunga fila già due ore prima dell’inizio del concerto. Vediamo allora come si è svolta questa data in grado di richiamare una così vasta partecipazione.

Marco D’Andrea
Il compito di riscaldare il numeroso pubblico dei Magazzini spetta al chitarrista dei “Planethard” Marco D’Andrea. Il musicista milanese ha mezz’ora di tempo per far conoscere ai presenti “Everthing I Have To Say”, disco solista strumentale uscito lo scorso anno. Non aspettatevi però esagerati virtuosismi alla Malmsteen: la perizia alla sei corde di D’Andrea è funzionale all’esecuzione di brani melodici e diretti che potremmo definire come vere e proprie “canzoni senza parole”. Complice l’ottimo livello tecnico di tutta la band, l’hard rock miscelato ai più svariati generi proposto da Marco D’Andrea ottiene così l’approvazione dell’audience e costituisce un raffinato antipasto per quanto verrà poco dopo.

Tremonti
Quando per Mark Tremonti e soci viene il momento di salire sul palco, si spengono semplicemente le luci e si sente una breve intro di chitarra, segno che ciò che ci attende è un energico show hard rock senza orpelli d’altro genere. Si parte, com’era lecito aspettarsi, con “Leave it Alone”, traccia d’apertura di “All I Was” e brano in grado di lasciare il segno fin dal primo ascolto. Da subito è evidente un fatto: il pubblico milanese conosce a memoria dalla A alla Z i testi delle canzoni del proprio beniamino. Il pezzo, così come la successiva “Giving Up” o la seguente title track, vengono infatti cantati in coro dalla stragrande maggioranza dei presenti. Il chitarrista di Orlando non deve insomma sforzarsi più di tanto ad incitare la propria audience.

Il copione si ripete con “So You’re Afraid”, brano dal ritornello molto melodico e di sicura presa, e con la bella ballata “The Things I’ve Seen”. Tremonti appare molto concentrato e suona con coinvolgimento la propria musica: una dopo l’altra propone ai Magazzini tutte le canzoni del suo album di debutto, fermandosi occasionalmente per un paio di battute col pubblico e per ribadire con orgoglio le sue origini italiane. C’è spazio anche per Gone, traccia inedita che non è stata inclusa in “All I was”, e, naturalmente, per la thrasheggiante “Wish You Well”: questo pezzo in sede live risulta ancor più veloce e potente che su disco e rappresenta, a parere di chi scrive, uno degli highlight della serata. Con “Decay”, ennesimo pezzo che i presenti non mancano di cantare all’unisono, la band esce di scena per una brevissima pausa.

Il gruppo torna quindi sul palco per una doppietta finale. Si parte con “All That I’ve Got”, altro inedito escluso da “All I Was”, e si chiude con “Brains”, unico pezzo che ancora mancava all’appello per completare l’esecuzione per intero dell’esordio della nuova creatura di Mark Tremonti. Proposto quindi al pubblico milanese tutto ciò che al momento questa band può proporre, il chitarrista americano si congeda dai Magazzini Generali con l’immancabile promessa di tornare in Italia molto presto. Considerazioni finali: come ci ha detto in sede d’intervista il batterista Garrett Whitlock, questo non è un progetto estemporaneo di Tremonti, ma un gruppo con una sua identità e che vuole proseguire a lungo per la propria strada. Il concerto di questa sera ci ha confermato in pieno tale affermazione: non ci resta quindi che aspettare il già annunciato secondo album.

Setlist
01. Leave it Alone
02. Giving Up
03. All I Was
04. Proof
05. So You’re Afraid
06. Doesn’t Matter
07. The Things I’ve Seen
08. Gone
09. Wish You Well
10. You Waste Your Time
11. New Way Out
12. Decay
Encore:
13. All That I’ve Got
14. Brains

Mairo Cinquetti

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Inguaribile punkettone e amante di tutto ciò che fa tupa-tupa. La mia dimensione ideale è dentro al pit, armato di reflex e pronto a immortalare tutti ciò che va oltre la musica.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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