Manticora: Live Report della data di Cusano Milanino (MI)

In questa prima domenica di maggio abbiamo modo di assistere in quel del Marmaja al concerto di una delle rivelazioni del power metal più veloce ed aggressivo, i danesi Manticora. Una prima nota negativa va fatta per la totale assenza di pubblico… pochissime persone seguono le performance della band headliner e dei tre gruppi che la precedono, complice forse la serata pre-lavorativa.

Il ghiaccio vien rotto in orario proibitivo (le 21,30) dagli italiani Boarders, combo validissimo di heavy metal cristiano, che ha all’attivo un disco davvero ben realizzato. I nostri propongono come sempre uno spettacolo micidiale che sa unire il metal classico di ‘True Rebellion’ all’hard rock devozionale di ‘Jump For Joy’ (come sempre un brano eccelso da eseguire live) ed infine l’anima più estrema con ‘For What’ e la cover dei Megadeth (di cui il gruppo è stato per molti anni tributo) ‘Tornado Of Souls’.

Linea ritmica di grande efficacia con Oskar al basso in sempre regolare spolvero ed Egi alla voce e chitarra, che sa dimostrare ogni volta, insieme all’altra ascia di Gigi, di essere uno dei migliori frontman italiani. Peccato soltanto per il publlico praticamente inesistente. Un gruppo di questa caratura meriterebbe ben altro!

Seguono a ruota, con un brevissimo lasso di tempo di cambio palco, gli italiani The Prowlers che si rivelano una vera sorpresa. Il loro primo album era dedito a sonorità tipicamente power americane, mentre il secondo, ‘Devil’s Bridge’ (2006) era molto più giocato su un sound progressive metal. Ovviamente la scelta dell’impostazione di questo concerto è votata all’anima più recente dei nostri, ma è interessante notare come vengano anche rivisitate in modo più aggiornato le vecchie song.

Il gruppo si dimostra compatto on stage e convince alla grande sin dalle prime battute con l’esecuzione della suite ‘Devil’s Bridge’ divisa in tre parti. A questi brani segue ‘YTT’, un vero portento di progressive vivace che vede sugli scudi il tastierista Massimiliano. Non manca anche qualche estratto dal primo album e si chiude con l’opener della seconda release, la robusta ‘Alone In the Dark’. Un applauso anche per i The Prowlers, che hanno convinto da ogni punto di vista.

Con la terza band in scaletta incontrariamo i finlandesi Masterstroke autori sino ad ora del solo debutto ‘Dynamic arts’. I nostri hanno alle spalle, soprattutto i leader della band, collaborazioni con altri gruppi come ad esempio i Celesty.

Purtroppo on stage il power metal aggressivo e dalle ritmiche astruse dei Masterstroke non riceve attenzione da parte dello scarso pubblico e onestamente questo è dovuto anche a composizioni un po’ asettiche e fredde, che sembrano esagerare senza senso alcuno con un’aggressività posticcia che non dona nessuna emozione e rovina le poche cose buone fatte dai chitarristi. Si susseguono così i brani dell’album d’esordio, come ‘Killing Creatures’ e ‘Being Me’ ma la noia dopo pochi minuti traspare più che evidente.

Ad ora ormai tarda giungiamo al clue della serata con la performance dei danesi Manticora che riescono a raggruppare di fronte allo stretto palco una decina di fan (finalmente un po’ di seguito attivo) mentre tutto il resto del pubblico si assiepa comodamente alle spalle dei più fanatici.

I nostri, attesi alla prova on stage e forti di una discografia di tutto rispetto, non tradiscono le aspettative e forniscono uno spettacolo grandioso, che dona professionalità coinvolgimento e tanta energia.

Grande mattatore dello show è il singer Lars Larsen, sempre perfetto alle linee vocali ed in grado di “uscire”, nonostante il volume debordarte creato dagli altri membri della band. E’ poi sugli scudi anche il duo di chitarristi che infiammano il pubbico inanellando ritmiche serrate e creando dosi di melodia inaspettata. La fanno da padrone, nella set list, ovviamente, i pezzi tratti dagli ultimi due album che narrano la storia del “circo itinerante oscuro”.

Abbiamo quindi la possibilità di ascoltare ‘Gypsies’ Dance’ parte 1 e parte 2, nonchè la possente ‘The Black Circus’ e la perfetta opener ‘Beauty Will Fade’.

I Manticora non mancano di tributare attenzione anche alle prime opere e nel finale concludono tra le altre con la bellissima ‘A Long Farewell’, ormai un classico dei nostri.

Il concerto si chiude quindi nel migliore dei modi con la gioia dei pochi fan presenti e la disponibilità estrema dei Manticora a fermarsi con questi sino a tardi. Peccato, ancora una volta, per la scarsa presenza in occasioni ghiotte come questa.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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