Luppolo In Rock: le foto del Day 1 con Jorn, Moonsorrow e altri

La metà del mese di luglio, dal punto di vista meteorologico, è stata contraddistinta da un’ondata di caldo diffusa, che tutti abbiamo più o meno sperimentato. Questo non ha evitato, comunque, un afflusso importante di persone per le tre giornate del Luppolo In Rock, che è tornato in grande stile nella sua ambientazione classica, sulle rive del Po. Certo, ci sono state alcune variazioni nel bill del festival, ma queste non hanno impedito che il festival nel suo complesso si svolgesse nel migliore dei modi. La collocazione interessante, una grande varietà di generi di conforto (dall’acqua a un euro ai gelati, ai moltissimi stand con prodotti di ogni genere in vendita) e uno spirito di solidarietà diffusa hanno contribuito a rendere meno disagevole questo fine settimana.

Per quanto riguarda la giornata del venerdì, l’unico cambio di formazione ha visto la cancellazione degli Scala Mercalli, a cui sono subentrati i Silenzio Profondo. Purtroppo, per motivi di traffico, non siamo riusciti ad arrivare in tempo per riascoltare dal vivo questa band giovane ma molto interessante. Dal momento che, appunto, abbiamo avuto altre occasioni per vederli in azione dal vivo, siamo convinti che il loro heavy metal cantato in italiano anche questa volta abbia suscitato l’interesse dei presenti e siamo sicuri che anche il loro (come quelli successivi) sia stato un live di qualità.

I Furor Gallico sono stati la seconda band italiana della giornata in programma. Anche per loro valgono le parole spese sopra per i Silenzio Profondo: esecuzione impeccabile, per quanto diversa nel genere proposto, tenuta di palco da professionisti e il repertorio di chui ha le idee chiarissime sulle proprie intenzioni.

Si passa poi alle band straniere con l’arrivo di Jesper Binzer & His Band. Il cantante dei D-A-D, anche senza il basso a due corde del fido Stig Pedersen al suo fianco, mantiene una vena di follia allegra nelle sue esecuzioni, per quanto il genere proposto sia orientato con più decisione verso un rock blues di stampo classico (con tastiera annessa). Jesper Binzer si conferma comunque un cantante ‘preparato e dinamico, che saetta sul palco senza incertezze e attira l’attenzione con pochi gesti misurati.

Quello dei Moonsorrow è uno show che spazia il più possibile all’interno della discografia della band, con uno spazio minimo lasciato alle parole e la musica a dominare sul resto. Le loro sonorità portano una ventata di freddo gelido proveniente dal Nord sul pubblico del Luppolo In Rock, che segue con grande partecipazione un gruppo che, nonostante alcuni rimaneggiamenti nella formazione rispetto ai membri fondatori, mantiene un carisma di fondo difficile da rintracciare altrove.

La giornata si chiude con un altro cambio di genere, ed è Jorn Lande, o più semplicemente la sua band, i Jorn, a dominare come headliner. Oltre alla presenza del sempre impeccabile Alessandro Del Vecchio alle tastiere e per l’assenza del chitarrista Tore Moren, che non riesce a salire sul palco a causa di un problema di salute imrpovviso, il live si caratterizza per essere incentrato sull’ultimo album dell’artista, “Over The Horizon Radar“, pubblicato non molte settimane fa. La seconda parte del live, invece, è basata su una sfilata di cover illustri, che spaziano da Ronnie James Dio ai Black Sabbath. Niente di strano neanche qui, se si pensa che i Jorn nel corso del tempo hanno pubblicato diversi album di cover, e che Lande ha ancora una voce tale da potersi permettere di cantare brani fondamentali dell’hard rock, o ispiratori dell’heavy metal, senza temere il confronto con gli originali. Anche in questo caso, un live fresco e coinvolgente, che chiude in pompa magna la prima giornata di un festival che riserverà ancora molte sorprese.

FUROR GALLICO

JESPER BINZER & HIS BAND

MOONSORROW

JORN

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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