Luca Turilli’s Rhapsody: Live Report e foto della data di Trezzo

Abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene” aveva gridato Fabio Caressa dopo la conquista della coppa del mondo di calcio nel 2006 in Germania. Una serata indimenticabile per tutti, un momento che resterà scolpito per sempre nei nostri ricordi e che ci ha profondamente unito, facendoci sentire orgogliosi di essere italiani. Questa è la prima immagine che mi è passata per la testa al termine del concerto del Live di Trezzo il 19 febbraio, durante l’ultima tappa del tour dei Rhapsody di Luca Turilli. La festa finale sulle note di “Emerald Sword” con Temperance e Ancient Bards sul palco insieme agli headliner di fronte al pubblico in visibilio è stata la testimonianza di una serata perfettamente riuiscita e la conferma della validità della scena power metal tricolore, che nulla ha da invidiare con quella internazionale.

Dopo le due tappe italiane a Bologna e Roma ed oltre un mese intenso di show su e giù per l’Europa, i Luca Turilli’s Rhapsody hanno visto chiudersi un tour di grande successo proprio a Trezzo. Il pubblico presente (numeroso, ma non numerosissimo) ha accolto gli Ancient Bards, primo act a calcare la scena, con grandi applausi. La band romagnola ha ben figurato con il proprio power sinfonico di scuola italiana, proponendo song dall’ultimo album “A New Dawn Ending” e dimostrando una certa confidenza con i palchi importanti. Sara Squadrani è la marcia in più dei nostri e, la partecipazione di un paio di anni or sono al progetto Ayreon, è stata la conferma della validità di una delle frontgirl più personali e carismatiche della nostra scena.

ANCIENT BARDS

TEMPERANCE

I Temperance, invece, giocano in casa. La band milanese ha portato sotto al palco una nutrita schiera di fans, presentando i brani dei due album finora realizzati e ben accolti da pubblico e critica. Tra power metal e synth elettronici, chorus quasi hard rock ed accelerazioni ritmiche in doppiacassa (una macchina Giulio Capone), i ragazzi di Arona si sono mossi con disinvoltura, da “grande band”, senza alcuna sbavatura e con un tiro clamoroso (i pezzi dal vivo girano che è una meraviglia), con Marco Pastorino e Chiara Tricarico veri mattatori. E la chiusura con “Dejavu”, cantata da tutti i presenti e con Turilli e soci ospiti on stage, insieme agli Ancient Bards in accappatoio, si è rivelata una mossa coinvolgente e quantomai azzeccata.

LUCA TURILLI’S RHAPSODY

Il momento tanto atteso è arrivato: sulle note di “Knightrider of Doom” fanno il proprio ingresso dirompente i Luca Turilli’s Rhapsody, tra l’ovazione generale. Quello portato in giro durante questo tour dagli inventori del Cinematic Metal, è uno spettacolo a 360 gradi, ricco di immagini, suggestioni emotive, un live da vivere ad assaporare con occhi, orecchie e cuore. Si prosegue con “Rosenkreuz”, primo singolo estratto dall’ultimo album “Prometheus”, qui rappresentato anche dalla meravigliosa “Cigno Nero”, in cui Alessandro Conti si esibisce in vocalizzi da…cinema.

Ed è proprio il frontman dei Trick Or Treat, già al secondo lavoro con Turilli, la vera arma in più del combo nostrano (di nascita, anche se la line-up è assolutamente internazionale). Tempi da teatro, spiritoso ma mai sopra le righe, addirittura superlativo quando i nostri sbagliano un attacco (“Abbiamo fatto una cazzata proprio all’ultima data. Ne volete un’altra?”), ma soprattutto cantante perfetto per tutte le stagioni, dai passaggi più lirici a quelli in pieno power style. Una forza della natura.

I Rhapsody regalano ai fan ormai in brodo di giuggiole alcune chicche della discografia del passato, come l’acclamatissima “Land Of Immortals” e “Unholy Warcry”, che scatenano battiti di mani e cori sotto al palco. La presenza del soprano Emilie Ragni ed il tenore Riccardo Cecchi, rendono la proposta ancora più accattivante e teatrale ed il duetto con Conti in “Tormento E Passione”, ci spalanca le porte ad una dimensione differente in cui fruire un concerto metal, in una visione a tutto tondo della musica con la m maiuscola, da colonna sonora. E poi c’è Turilli. La prestazione del chitarrista (che ormai io definirei compositore) è gioiosa, ricca di pathos e lascia trasparire l’argento vivo che il leader dei Rhapsody ha addosso. Luca è un personaggio straordinario della nostra scena, al di là delle sue capacità nel songwriting, anche quando lascia il campo con grande umiltà al momento solista del dirimpettaio alle sei corde Dominique Lerquin. Tra una hit e l’altra (grandiosa “Demonheart”), lo show volge al termine e, come un cerchio che si chiude, torniamo al cappello del nostro report, canticchiando nella nostra testa “Emerald Sword”, con il sorriso stampato sulle labbra e decisamente appagati da un concerto, che i presenti ricorderanno a lungo.

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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