Luca Turilli’s Rhapsody: Live Report della data di Bologna

Torna dal vivo il progetto principale di Luca Turilli, quei Rhapsody che hanno pubblicato già qualche mese fa il loro secondo lavoro, Prometheus, Symphonia Ignis Divinus” (la recensione), con riscontri positivi da parte di critica e pubblico: il chitarrista, orgoglio italiano, prosegue col suo percorso musicale sempre più assimilabile ai grandi compositori di colonne sonore. In occasione di questo graditissimo ritorno dal vivo, il vulcanico Luca e la sua compagine sono accompagnati per queste date italiane dagli Ancient Bards e dai Temperance: qui di seguito il report della data di Bologna all’Estragon.

ANCIENT BARDS

Poco tempo dopo l’apertura delle porte e l’affluenza del primo pubblico da orario aperitivo, salgono sul palco gli Ancient Bards, gruppo ben conosciuto da chi bazzica le realtà nostrane. Assimilabili ai primi Within Temptation, grazie all’angelica ma potente voce di Sara Squadrani , il gruppo riesce a coinvolgere i presenti nonostante l’esiguo tempo messogli a disposizione, grazie alla perizia tecnica e alle doti compositive riscontrabili. Un’ottima proposta musicale, corredata da una presenza scenica sicura ed accattivante, che rende questa ahimè breve performance un gustosissimo antipasto in vista del piatto forte del menù musicale.

TEMPERANCE

Breve cambio di scena ed è il momento dei Temperance, capitanati dalla voce di Chiara Tricarico e dalla chitarra di Marco Pastorino. Il sound si fa più contaminato da elementi moderni, strutturalmente, e anche qui si vede che la pletora di date dal vivo che i nostri hanno effettuato si vedono, poichè la band si dimostra matura e ben più padrona sul palco rispetto a band internazionali più blasonate. Un altro ottimo gruppo stasera, il secondo, che può rendere fiero ogni ascoltatore di metallo e deve spronare a supportare le band tricolore: la gente continua ad entrare, ma anche a fine serata l’affluenza non sarà di quelle che ci si aspettava, forse a causa della posizione infrasettimanale del concerto.

LUCA TURILLI’S RHAPSODY

Si prepara nuovamente il palco e parte l’esperienza cinematica dei Luca Turilli’s Rhapsody: parte l’intro “Nova Genesis“, dall’ultima opera, ed è tutto un susseguirsi di emozioni su e giù per una scaletta che non lesina in quanto a numero e varietà di pezzi: dal repertorio personale del guitar hero con la splendida “Demonheart” e “War Of The Universe“, ai brani del recente passato pre-eponimo e logicamente i brani che hanno segnato i due album della formazione che ci si trova di fronte questa sera. Un Alessandro Conti alla voce in gran palla, che si dimostra un vero e proprio campione di bravura, è accompagnato alla voce da Riccardo Cecchi ed Emilie Ragni, spettacolari voci più classiche. Da brividi l’interpretazione di “Tormento e Passione“, un duetto fantasmagorico dal precedente LP e de “Il Cigno Nero“, con tutto il pubblico che canta e di certo non solo grazie alle lyrics che accompagnano il concerto sullo sfondo. Gli assoli della sezione ritmica, come da tradizione metal, ci sono e sono da applausi: Alex Landenburg alla batteria e Patrice Guers al basso sanno il fatto loro e non si risparmiano per tutta la durata del concerto in pose, corse e scambi di postazione con gli altri membri del gruppo. Un Luca Turilli dunque deus ex-machina della formazione ma che rimane in equilibrio con le personalità e le capacità degli altri attori che stasera lo accompagnano durante le due ore e più di concerto, chiuse dai bis di “Ascending To Infinity” ed “Emerald Sword“. Un concerto da dieci e lode, in termini di qualità, quantità e resa sonora e visiva. Di più non ci si può aspettare e l’interazione fra la band e il pubblico è qualcosa di nettamente palpabile in ogni momento, in ogni sfumatura d’atmosfera che questi maestri riescono a creare: classe, eleganza, grazia e bravura che rimarranno negli occhi e nelle orecchie dei presenti per molto tempo, almeno fino al prossimo (si spera molto prossimo) concerto del gruppo.

Setlist Luca Turilli’s Rhapsody:

Nova genesis (Ad splendorem angeli triumphantis)
Knightrider of Doom (Rhapsody cover)
Rosenkreuz (The Rose and the Cross)
Land of Immortals (Rhapsody cover)
Aenigma
War of the Universe (Luca Turilli song)
Ira Divina
Unholy Warcry (Rhapsody cover)
Son of Pain (Rhapsody of Fire cover)
Prometheus
Drum Solo
Il cigno nero
Guitar Solo
The Pride of the Tyrant (Rhapsody cover)
Tormento E Passione
Demonheart (Luca Turilli song)
Bass Solo
Of Michael the Archangel and Lucifer’s Fall, Part II: Codex Nemesis
Dark Fate of Atlantis
Of Michael the Archangel and Lucifer’s Fall
Dawn of Victory (Rhapsody cover)

Encore:

Quantum X
Ascending to Infinity
Emerald Sword (Rhapsody cover)
Outro

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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