Lord Of The Lost: Live Report e foto della data di Prato

E’ passato un anno da quando abbiamo avuto modo di vedere i Lord Of The Lost in italia e da allora l’ascesa del gruppo di Amburgo è stata inarrestabile. In Germania sono una vera e propria istituzione e anche da noi la band sta incrementando la propria fan base merito anche dell’ultimo validissimo album “Thornstar” che li ha consacrati sempre di più tra gli estimatori della scena gotica. Un freddo pungente ci accoglie al nostro arrivo e notiamo con piacere la presenza di un nutrito numero di persone in coda pronte a presenziare a questo evento organizzato dalla Good Music.

JUNKIE DILDOZ

Ad aprire le danze troviamo due formazioni italiane, i primi sono gli irrefrenabili e divertenti Junkie Dildoz che nel breve tempo a loro disposizione scaldano il pubblico a dovere con un irriverente e carico sleaze rock. Il gruppo cerca molto il contatto con i presenti, incitandoli, scherzando a più riprese con loro e gettando anche delle banconote, il tutto condito da un sound bello potente e compatto che cattura e convince.

 

 

 

 

ANIMAE SILENTES

Dopo un veloce cambio palco è la volta degli Animae Silentes, giovane formazione proveniente da Verona e Trento in cui milita Alessandro Ramon Sonato dei Chrome Steel (Judas Priest Tribute) e Bad Sisters, oltre ad essere un ex componente degli Hollow Haze e Crying Steele e Tomas Valentini, il bassista della storica heavy metal band degli Skanners. Il sound del five-piece è un gothic rock dall’impronta più heavy ben bilanciato anche da incursioni  melodiche come nel brano di apertura “Burning Silence” o nelle più rock oriented “Purgatorium” e “Eville” dove la band ha una marcia in più. Un piccolo inconveniente tecnico all’inizio viene prontamente risolto e il set prosegue tra i consensi del pubblico fino ad arrivare a “Suffocated” che chiude un set riuscito e convincente.

 

 

 

LORD OF THE LOST

L’attesa per gli headliner si fa via via più impaziente e quando si abbassano le luci un vero e proprio boato accoglie la band capitanata dal carismatico leader Chris Harms. Si inizia subito con una tripletta di brani estratti dal loro ultimo lavoro in studio la granitica “On This Rock I Will Build My Church” a cui segue la più melodica ed intensa “Loreley” e l’epica ed incalzante “Morgana” che scatena l’entusiasmo dei convenuti. La band è in ottima forma, ringrazia a più riprese i presenti e scherza anche sul fatto che fa più freddo da noi che nella loro terra madre.

Con la cadenzata e sensuale “Sex On Legs” si entra nel vivo dello show ed è letteralmente impossibile rimanere fermi e non lasciarsi ammaliare dalle sonorità del five-piece tedesco, seguono poi altri due pezzi tratti dall’ultimo lavoro in studio l’evocativa “Naxxar” e “Black Halo” dall’incedere ottantiano e dove è notevole il tappeto tastieristico messo a punto dal bravo Gared Dirge che si sposa alla perfezione all’inconfondibile trade mark sonoro della band. Per i fan di lunga data è sempre un piacere ascoltare capolavori come “Prison” e “Dry The Rain”, composizioni ruffiane e melodiche al punto giusto che sono ormai diventati dei capisaldi nella scaletta e che vengono cantate da tutti.

La cover di “Bad Romance” di Lady Gaga ovviamente rivisitata in chiave Lord Of The Lost è un altro punto di forza del set che ci porta alla parte finale del concerto con l’esecuzione di “Blood For Blood”, altro brano vincente in sede live, della trascinante “Die Tomorrow” e della divertentissima e danzereccia “La Bomba”. Il gruppo crea un divertente siparietto dicendo che non se ne andrà per il bis preferendo rimanere sul palco ed evitando la “sorpresa” delle urla del pubblico che richiedono di sentire un ultimo pezzo e quindi tra le risate generali si congedano con l’esecuzione di “Lighthouse”. Ma la serata non è finita qui e come promesso i Lord Of The Lost non si fanno attendere concedendosi al banchetto del merchandise in foto e autografi per tutti e dimostrando ancora una volta l’affetto verso i fan e un’umiltà non da tutti. 

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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