Lifend: Live Report della data di Pavia

Una serata che andrà ad esplorare le più varie sfaccettature della musica estrema quella che ci apprestiamo a seguire presso il Sitting Bull – Defender di Certosa di Pavia e che vede protagonisti i milanesi Lifend, (interessante ensemble a metà strada tra il death metal melodico e sonorità “gotiche” e moderne), che approfittano della data nel pub certosino per presentare al pubblico ‘Innerscars’, debutto discografico per Cruz Del Sur.

I primi a calcare le assi del Sitting Bull – Defender sono gli Alterhate, combo dedito ad un death/thrash metal estremamente tecnico e ricercato, memore della lezione svedese impartita da The Haunted e At The Gates, non senza qualche “dissonanza” dal sapore hardcore cara agli Slayer del periodo ‘Diabolus In Musica’ – ‘God Hates Us All’. La band propone (in circa 30 minuti di set) una serie di brani tratti dalla propria demografia, citiamo ‘Destroy’, ‘Degeneration’, ‘Pray The Lord’ e si distingue per una notevole visione d’insieme di ogni singolo strumentista e freschezza compositiva.

L’approccio più tecnico e ragionato degli Alterhate lascia spazio a quello più estremo e privo di compromessi dei milanesi Hellstorm. Il trio meneghino, forte di un recente buon album autoprodotto, mostra subito i muscoli con il suo thrash metal vecchia scuola, maligno e sulfureo al punto giusto. Riff di chitarra secchi e veloci, una sezione ritmica intransigente e l’ugola al vetriolo di Ares scandiscono brani che si rifanno al trittico mittel-europeo Sodom-Kreator-Destruction (questi ultimi omaggiati con la cover ‘Invincible Force’) e con alcuni tocchi vicini allo stile dei Venom. Spiccano per qualità le epiche e furenti ‘Under A Stormy Sky’, ‘The Legion’ e ‘Doomed By The Moon’. Quel retrò che non ci stanchiamo mai di ascoltare…

E’ quasi suonata la mezzanotte, quando i Lifend, headliner della serata, salgono sul palco del Sitting Bull – Defender. Tra le proposte musicali ascoltate finora, quella dei milanesi è senz’altro la più melodica e “introspettiva”, frutto di una commistione tra un death metal à la Dark Tranquillity e sfaccettature dal sapore gotico. La band gioca la carta della doppia voce, con emozionanti duetti tra il growling espressivo di Alberto e le dolci tonalità di Sara, le cui movenze sensuali questa sera resteranno nel cuore di molti presenti. La band propone pezzi tratti dal proprio repertorio, tra le quali citiamo ‘Shattering: Assurance’, l’atmosferica ‘Open Wound’ e ‘Spiral Dance’. I brani sono sempre seguiti da un intermezzo elettronico, testimonianza del lato più squisitamente in linea con la musica contemporanea della band e si presentano come malinconiche suite lunghe ed elaborate, in cui si susseguono riff dal sapore svedese e continui connubi con parti meditate. La band appare molto sicura di sé sul palco e rende l’audience partecipe ad uno show professionale.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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