Lacuna Coil + Moonspell: Live Report della data di Milano

Purtroppo gli assurdi orari imposti dalle autorità milanesi non ci permettono di assistere all’esibizione dei primi due gruppi in programma; un peccato, soprattutto per i Passenger e la curiosità di vedere Anders Friden degli In Flames cimentarsi in un set composto esclusivamente da canzoni melodiche.

Non c’è nemmeno il tempo di smaltire la delusione, e di stupirsi di fronte a un locale gremito come quasi mai in passato, che già salgono sul palco i Moonspell, ed è sempre un piacere. Dal vivo infatti i portoghesi sono ormai una garanzia, collaudati da anni di esperienza, e focalizzati sulla figura del frontman Ribeiro. Che rispetto al passato lascia meno spazio alla teatralità e ai cambi d’abito, ma riesce comunque a creare un alone magico intorno a sé, catalizzando tutti gli sguardi sulla sua persona, e l’attenzione sulla sua bellissima voce.

Il gruppo lo supporta magnificamente, creando una atmosfera cupa ed avvolgente, grazie all’ottimo lavoro dei chitarristi ma soprattutto del batterista Mike Gaspar, precisissimo e asciutto nel suo stile ritmato e ipnotico, in bilico tra velocità metal e ritmi dark-wave. Si parte subito con le prime due canzoni dell’ultimo lavoro, molto riuscite anche dal vivo, e poi via con i classici: ‘Alma Mater’ e ‘Vampiria’ snocciolate in serie; segue una scaletta in cui la parte del leone la fa ancora, dopo tanti anni, ‘Irreligious’, massimo successo del gruppo. Certo non è un buon segno sull’evoluzione della carriera, ma d’altronde il tempo a disposizione è di una sola ora, e come tralasciare ‘Opium’, ‘Full Moon Madness’ o ‘Ruin & Misery’? Vengono comunque presentate anche ‘Everything Invaded’ e ‘The Antidote’ dal nuovo lavoro, ben eseguite e ben accolte dal pubblico. Una buona parte delle persone è qui soprattutto per loro, e non fa certo mancare loro il supporto durante tutta l’ottima esibizione.

Viene poi il turno dei casalinghi Lacuna Coil. Indubbiamente è un onore per loro suonare dopo un gruppo importante come i Moonspell per l’intero tour europeo, ed un segno di successo ottenuto; d’altro canto è anche un essere costantemente messi alla prova, un continuo doversi dimostrare all’altezza.

I sei milanesi ce la mettono tutta e di certo non sfigurano: la musica è diversa, più di facile presa e meno di atmosfera, ma sicuramente efficace in sede live, e gli ultimi anni passati in tour continuo si fanno sentire in quanto a compattezza di suono ed a interazione col pubblico. Certo quanto a carisma i due cantanti non fanno un Ribeiro, ma questa non è sicuramente una colpa, e il termine di paragone è decisamente impegnativo. Cristina si dimostra comunque molto a suo agio sul palco, anzi pare particolarmente in forma (anche se penalizzata da un volume leggermente più basso degli altri) e coinvolge tutti con la sua voce a tratti angelica, a tratti potente e più urlata, ma sempre molto precisa. Sempre efficaci i duetti con Andrea che caratterizzano i loro brani. Le uniche pecche sono l’accento inglese ancora da sgrossare di Andrea, e una certa omogeneità dei brani che porta l’interesse ad allentarsi un po’ sulla distanza, nei fan meno accaniti. Gli altri, la maggior parte, gradiscono, cantano, li seguono. Ci sono molte ragazze tra il pubblico, e spesso sono le più coinvolte, cantando a squarciagola ed evidentemente immedesimandosi molto. Su ‘Senza Fine’ poi, in italiano, cantano tutti in coro, ed è un bel vedere.

Insomma, ci sono ancora dei margini di crescita ma i Lacuna Coil sono ormai una realtà affermata, capaci di portare il metal italiano a diffondersi anche all’estero, ed anche di fare uscire il pubblico italiano dal provincialismo che fa solitamente snobbare i gruppi di casa.

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