Lacrimosa: Live Report della data di Milano

I Lacrimosa mancavano dal suolo italico da quasi un lustro, accogliamo dunque il loro show milanese (che si svolge presso i Magazzini Generali) con una certa curiosità. Sono le 21 quando l’ensemble guadagna il palco, seguito dall’immediata ovazione di un pubblico che riunisce gotici e metalheads, a dimostrazione di come la musica di Tilo e Anne abbia funto negli anni da collante per le due sottoculture.

Anne Nurmi è la prima a prendere posizione dietro alle tastiere , vestita con un abito nero elegante ed eccentrico, mentre si diffondono le note di “Die Sehnsucht In Mir”. Dal monitor al centro del palco appare il volto di Tilo Wolff, che canta la prima strofa della canzone e poi, tra gli applausi, appare finalmente in scena. Fin dalle prime battute, la band appare rilassata e a proprio agio. Pur un pizzico distaccati (il freddo mix tra la Finlandia, la Germania e la Svizzera non si discute…), i nostri non lesinano sorrisi e ringraziamenti al pubblico. Tilo è saldo al centro del palco, la sua voce è davvero carezzevole e multiforme, capace di incastonare momenti di grande dolcezza ad altri più sentiti, rabbiosi, sibilanti. Ottimo il contro-altare fornito da Anne, che dopo i problemi trascorsi, sembra aver ritrovato tutta la sua potenza vocale.

I brani eseguiti coprono tutta la carriera, dagli esordi più marcatamente dark ad episodi recenti che flirtano molto con il gothic metal, una componente indissolubile nell’economia del sound della band. Successi come “Alleine Zu Zweit”, vecchie gemme come “Schakal” e la splendida, conturbante “Copycat” si susseguono quasi senza sosta in un concerto davvero scorrevole che tocca le due ore di durata. Ben due gli encore, per uno spettacolo che alterna eleganza e drammaticità in modo naturale, toccando il climax in occasione di “Alles Luge”, singolo dal flavour pop ma dal testo estremamente profondo, la delicata “Not Every Pain Hurts”, affidata ad Anne a ancora “Komet”, indimenticabile hit che dal vivo moltiplica il suo corpus teatrale.

Una prestazione davvero sentita la loro, corredata da un’ottima scelta dei brani eseguiti, da session impeccabili e la continua, sebbene taciturna, dimostrazione di affetto verso i fan.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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