Labyrinth: Live Report della data di Genova

“I pazienti del manicomio Labyrinth sono pregati di riunirsi nell’ “auditorium Logo Loco” di Genova alle ore 23.30 del 25 marzo 2005 per la ‘prima’ del Freeman Tour !”

Sì, perché per presentare in pompa magna il nuovo album – in uscita proprio il 25 – i Labyrinth hanno scelto una location che ricorda vagamente un cinema/auditorium ed un palco di discreta misura, adatto ad accogliere 6 pazzi in – letteralmente – camicia di forza! A scaldare i primi avventori, troviamo i melodic-death-metallers Ritual Of Rebirth (http://www.ritualofrebirth.com) pronti a tenere a battesimo il loro nuovo demo composto, per l’appunto di un melodic/death abbastanza d’impatto ma che ancora dev’ essere lavorato per assumere una consistenza d’impatto decisivo per la loro carriera.

Nel backstage fervono i preparativi per l’assalto all’arma bianca del Labirinto. Si stringono i lacci delle camicie di forza, si lustrano chitarre e si mettono (il buon De Paoli) lenti a contatto zebrate. Kitch? Non lo pensiamo assolutamente, visto che quando l’intro di ‘L.Y.A.F.H.’ si diffonde nel locale, è un calcio nei denti che vien dato da un “legato” Tiranti in forma strepitosa che risente però (assieme al succitato De Paoli) di un’acustica non ottimale del locale, seppur aggiustate ad hoc da quel Giovanni Spinotti, loro fonico di fiducia in studio e on stage.

Durante l’esecuzione della opener, il singer genovese strappa i lacci che gli imbrigliavano le braccia e gli accordi iniziali della seconda track di ‘Freeman’, ‘Deserter’ inizia la sua cavalcata, supportata da due alfieri massicci, come Pier Gonella ed Andrea Cantarelli. Tengono palco con modi da consumati guitar heroes e non lasciano riprendere fiato ai fans ormai assiepati sotto un palco senza transenne, che ci ha fatto penare non poco nello scattare gli shots di questo report. Colpisce il fatto che a questo giro siano stato inseriti due coristi d’eccezione: Cristiano Bertocchi e Mattia Stancioiu… il bassista ed il drummer, che sembrano nati per questo ruolo, alternano senza problemi il pizzicare delle corde dei loro basso e batteria, al supporto alle corde vocali di Tiranti.

Iniziano a sfogliare l’album dei ricordi con ‘Livin’ In A Maze’ e ‘Touch The Rainbow’ ed è qui che cominciano i veri cori – a dir la verità un po’ assenti sinora – vista la freschezza di ‘Freeman’ : ma c’è tempo per recuperare nel corso di questa prima tranche del tour italiano. Una vera fucilata dal vivo è ‘Dive In Oper Waters’ che acquista una violenza che su disco ora sembra quasi fosse “solo” annunciata: il pubblico rimane quasi basito e Roberto tiene subito a chiarire che interruzione anomala che si trova su cd alla fine di ‘Dive…’ è voluta dalle menti malate della band (facendo sorridere la platea)! Grandissime come sempre le hit ‘Lady Lost In Time’ e ‘State Of Grace’ seguite dalla title track 2005, la quale è una delle preferite in assoluto da chi scrive!

Un’altra canzone d’amore fa la sua comparsa: ‘Just Soldier’…J così come fa la sua comparsa una nuova, spettacolare chitarra striata di Pier Gonella, opera della RM Custom Guitars. I superstiti a questo tornado hanno modo di “rilassarsi” con la più orecchiabile delle songs del nuovo lavoro, ‘M3’, immediatamente recepita dal Logo Loco. Non può mancare ‘Moonlight’ a questo bailamme di emozioni dove Tiranti sfodera ancora una volta le sue arcinote doti canore. Siamo in prossimità del traguardo dello show (che sfiorerà quasi le due ore di durata!) e troviamo a far si che ciò si compia con due capisaldi 2005: ‘Face And Pay’ (inumana nel finale!!!) e ‘Infidels’, quest’ ultima narratrice della tragedia di Beslan, come ricordato da Roberto. Ma tra le due è da segnalare che ha fatto capolino un vero tuffo nel passato quale ‘No Limits’, che da troppo mancava nei set dei nostri! Tanto di cappello…

E’ ora di sfilare – in questo corroborante break – le ultrasudate camicie di forza in favore di ben più fresche canotte, che al suo termine vede la toccante ‘Malcolm Grey’ trasparire dalle dita del sempre encomiabile Andrea De Paoli, per poi mutare in ‘Synthetic Paradise’ canzone di apertura nello scorso ‘Maze On Tour 2004’ .

Un plauso a sé va ‘Piece Of Time’, trasformata nel finale in uno swing impagabile, che servirà a presentare alla grande tutti i membri della band.. L’ombra del Vampiro scende su Genova, con ‘Slave To The Night’, suggello di una soiree più unica che rara, dato che la scaletta subirà variazioni a sorpresa nell’arco della first leg del ‘Freeeman Tour 2005’.

Bentornati on stage Labyrinth !!!

Foto di Luca Bernasconi

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