L.A. Guns: Live Report e foto della data di Pistoia

Prima data in Italia per il tour di “The Missing Peace” degli L.A. Guns, un ritorno più che gradito per la formazione che vede riuniti Tracii Guns e Phil Lewis, specie per chi ha già avuto modo di vedere la band in azione durante lo scorso Frontiers Rock Festival. Le aspettative erano molte, tenuto conto sia del fatto che il nuovo lavoro è ricco di buoni spunti e di pezzi interessanti, sia perchè questa ritrovata live up ha già avuto modo di dimostrare una serie di aspetti positivi, che in questa situazione vengono tutti confermati. La voce di Lewis è rimasta praticamente immutata (o forse ha ritrovato il suo smalto dopo anni di semi apatia) e riesce a destreggiarsi bene tra i pezzi appartenenti al repertorio anni ’80 degli L.A. Guns che, immancabilmente, su quelli più nuovi. Tracii Guns, dal canto suo, se pare rimanere un po’ in disparte a livello scenico, lasciando a Lewis la maggior parte dello spazio sul palco, non ha la minima esitazione e sfodera un riff e un assolo dopo l’altro con una sicurezza e una forza espressiva non comuni, e non si fa mancare neanche qualche incursione con il theremin. Come era accaduto al FRF, è “Diary Of A Madman”, uno dei pezzi più belli dell’Ozzy Osbourne solista, a introdurre l’ingresso della band sul palco. Circa un’ora e mezza di concerto tirato, dove i pezzi si susseguono con rapida frenesia uno dopo l’altro, come anelli di una catena che non sembra risentire dello scorrere del tempo. Non sono moltissimi i riferimenti al nuovo “The Missing Peace”, che comunque si innestano bene nel repertorio storico della band, ringiovanita e “svecchiata” rispetto a quelle che, negli scorsi anni, Phil e Tracii portavano avanti separatamente.

I due membri storici hanno poi un momento di riposo quando il resto della band, con Michael Grant alla voce, esegue la cover di “Purple Rain” di Prince; questo prima del gran finale, tutto affidato a pezzi storici come “Malaria“, “Never Enough” e le due immancabili “Ballad Of Jayne” e “Rip And Tear“. Lewis ha qualche incertezza solo sulla ballad, ma è sufficiente modificare un po’ la linea vocale del ritornello e farsi aiutare dai cori dei presenti per avere un altro momento di particolare emozione. Tra una band in ottima forma, un’accoglienza calorosa e una location di tutto rispetto, gli L.A.Guns confermano il loro stato di grazia. L’apertura è affidata invece agli Stone Trigger, band irlandese dedita a uno sleaze rock che affonda le sue radici nello stile anni ’80, capace di attirare l’attenzione da subito grazie a brani dall’immediatezza percepibile e da una valida tenuta di palco dei suoi componenti. Insomma, un ritorno di tutto rispetto per la formazione rinata.

STONE TRIGGER

L.A. GUNS

Setlist:

The Devil Made Me Do It

Electric Gypsy

Over the Edge

Bitch Is Back

Sex Action

The Flood’s the Fault of the Rain

Speed

One More Reason

Kiss My Love Goodbye

Purple Rain (Prince cover)

Malaria

Never Enough

Jelly Jam

The Ballad of Jayne

Rip and Tear