L.A. Guns: Live Report della data di Mirano (VE)

Dopo un inizio al vetriolo con la data veneziana degli Entombed, il nuovo Wig Wam Club propone un’altra serata di spessore, questa volta all’insegna dell’hard rock losangelino con i leggendari L.A. Guns, nella formazione capitanata da Phil Lewis e Steve Riley.

Arriviamo al locale sul concludersi della primissima band e poco dopo salgono sul palco i Cathouse, con un hard rock non troppo entusiasmante che però mette in evidenza come l’acustica del neonato locale non sia delle migliori. Il suono è decisamente impastato ed è la chitarra a rimetterci maggiormente, purtroppo sarà così per tutta la serata. Complice un pubblico veramente rarefatto (una buona parte è fuori a cazzeggiare), la performance della band non è delle più entuasiasmanti, soprattutto a fronte dell’energia dimostrata dai quattro membri dei Niterain, band norvegese che accompagna gli headliner nelle date europee. Capitanati dal biondo cantante (una furia sul palco), la band suona per una mezzoretta abbondante senza freni, nonostante lo scarso pubblico, riuscendo a coinvolgere un pubblico che probabilmente per la maggior parte mai li aveva sentiti nominare. Hard rock selvaggio ed essenziale, influenzato tanto dalla scena di L.A. quanto da quella più recente svedese: da tenere d’occhio comunque.

E’ mezzanotte e mezza passata quando finalmente Phil Lewis e Steve Riley, accompagnati da Scott Griffin e Stacey Blades, salgono sul palco. Probabilmente gli L.A. Guns (spesso di passaggio in Italia) si aspettavano una platea sicuramente più numerosa, ma la band non si scoraggia e attacca con la storica “Over The Edge”, colonna sonora del cultissimo Point Break, pezzo forse non adattissimo in apertura per la sua andatura cadenzata ma comunque un brano entusiasmante. La band prosegue subito con altri classici come “Sex Action” e “I Wanna Be Your Man”. Steve Riley è chiaramente il più in forma dei quattro nonostante l’aspetto decisamente invecchiato: senza grandi funanmbolismi e con set ridotto all’osso non sbaglia un colpo e dona alle canzoni un groove micidiale. Ma gli occhi sono tutti puntati sul suadente Phil Lewis, voce e chitarra ritmica, che riesce a catalizzare l’attenzione del pubblico nonostante il suo fare distaccato e un po’ snob: interpreta bene la rockstar consumata, ma chi meglio di lui può permetterselo stasera? Qualche errore c’è, complice forse qualche bicchiere di vino italiano di troppo, ma l’hard rock pulito e precisino non piace a nessuno e quindi ci si passa volentieri sopra, come si passa sopra al suono delle chitarre, sempre poco nitido, soprattutto quando Lewis lascia l’incombenza delle sei corde al solo Stacey Blades.

La band è in uscita anche con il nuovo “Hollywood Forever” di cui propone due estratti. La prima è la già diffusa in rete “You Better Not Love Me”, pezzo ottimo probabilmente uno dei migliori brani della band da qualche album a questa parte, e la seconda è la discreta “Sweet Mystery”. Trovano spazio nella scaletta anche pezzi della discografia recente come “Revolution” da Waking The Dead ed “Hollywood is Burning” da Tales From The Strip. Lewis ha il tempo di rifiatare durante un divertente assolo degli altri musicisti con Blades che addirittura ci diletta con il suo Theremin a lato del (piccolo) palco. In chiusura troviamo la classica “The Ballad of Jayne”, seguita da un solo bis che pone fine alla performance degli L.A. Guns dopo un’ora abbondante di sano hard rock. Dopo pochi minuti la band si è resa disponibile per autografi e foto con il pubblico, nonostante una situazione alcolica, soprattutto di Griffin e Lewis, non proprio ottimale.

Una serata forse solo riuscita a metà, da un lato molto bene per le performance delle band coinvolte (ricordiamoci che gli L.A. Guns hanno scritto la loro particina nella storia dell’hard’n’heavy), dall’altro così così per un affluenza di pubblico decisamente bassa e un acustica del locale penalizzante, una pecca che siamo fiduciosi si risolverà col susseguirsi degli eventi live.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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