Kory Clarke: Live Report della data di Padova

Kory Clarke, storico frontman della hard rock band statunitense Warrior Soul, con all’attivo vari album e un contratto con la Geffen a partire dai primi anni ’90, ha un feeling storico con l’Italia e il Veneto in particolare. Spetta quindi al Grind House di Padova, locale minuscolo ma con una programmazione di tutto rispetto, il compito di aprire il tour che Kory Clarke porterà avanti in presentazione del suo ultimo lavoro, intitolato “Payback’s A Bitch” e uscito lo scorso settembre. C’era un po’ di apprensione, a dire la verità, in chi ha assistito a questa data e aveva negli occhi le immagini dell’ultimo passaggio di Clarke in Italia, avvenuto pochi mesi fa. Allora, il concerto venne interrotto dallo stesso Clarke dopo pochi pezzi, irritato fino all’estremo per i problemi tecnici presenti a inizio live, e, diciamocela tutta, ingigantiti da Clarke che non era sufficientemente lucido da distinguere un microfono rotto (usato per primo) da uno sano (prontamente datogli in sostituzione del primo e che lui si è rifiutato ostinatamente di utilizzare). Questa volta invece non ci sono stati incidenti e il live, per quanto sia durato poco più di un’ora, è stato un concentrato di tutta l’energia e il carisma di cui Kory Clarke è ancora provvisto e che dispensa a piene mani.  Gli anni che passano non hanno scalfito minimamente l’attitudine da palco di Clarke, a cui basta evidentemente uno spazio qualsiasi, non importano le dimensioni, per trasformarsi in una scatenata entità che, oltre a riempire l’aria con la sua voce graffiata, salta, si rotola per terra, interagisce con tutto se stesso con la musica, con la sua band e il suo pubblico. Kory Clarke è una rockstar a tutti gli effetti, con una tenuta di palco equiparabile a quella di altri rocker scatenati, abituati a muoversi in spazi a volte angusti (viene in mente ad esempio Michael Monroe e i suoi salti dalla batteria), e non importa quanta gente abbia davanti o dove si trovi. Il biondo frontman, varcata la soglia della cinquantina, è un’inossidabile rockstar, sgraziato a volte, sgradevole e irritante per il suo atteggiamento senza filtri, ma dannatamente accattivante una volta impugnato il microfono, che diventa la sua arma contro il mondo del music business, che sembra averlo dimenticato, punk and belligerent, come il titolo di uno dei brani più celebri dei suoi Warrior Soul (riproposto anche qui come secondo brano in scaletta), e per questo così affascinante. Buona, infine, la resa dei brani nuovi, come la title track “Payback’s A Bitch”, l’indiavolata cover di “Tokyo Girls Go Bang Bang” degli Space Age Playboys e la ricomparsa di brani appartenenti alla storia dei Warrior Soul, come “Rotten Soul”.

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