KISS: Live Report della data di Verona

È arrivato il giorno tanto atteso dai fan italiani dei KISS. La band statunitense, dopo aver combattuto con la sovrintendenza del Comune di Verona, ha ottenuto il permesso per esibirsi assieme ai propri caratteristici fuochi d’artificio, confermando lo spettacolo e rassicurando i tanti possessori del biglietto. Sembra inoltre che questo sarà l’ultimo permesso che verrà concesso per scenografie del genere, ma questo non ci tocca.

The wait is over! See you at Arena di Verona“. Al di fuori dell’arena, code chilometriche di vecchi e nuovi fan (ci sono persone di tutte le età), aspettano con ansia sotto a un sole rovente di poter passare i cancelli dell’attrazione turistica numero uno di Verona. Lo show sold out di questa sera è al momento l’unico che vedrà i KISS calcare un palco italiano durante il loro “The End Of The World Tour“, serie di concerti annunciata nel 2018 che (almeno in linea teorica) porterà con sè la pausa eterna del progetto; purtroppo non è prevista l’opzione “parterre” (personalmente sempre preferita), tutti i titolari dei biglietti hanno infatti un posto a sedere che nella maggior parte dei casi è già assegnato. Sono circa le 21.15 quando finalmente riesco a sedermi; purtroppo problemi tecnici hanno fatto sì che l’apertura cancelli subisse qualche ritardo, facendomi perdere parte dello show della band d’apertura.

THE LAST INTERNATIONALE

Ad avere il grandissimo onore e privilegio di aprire questa focosa serata, ci sono i The Last Internationale, concittadini dei KISS che proveranno a scaldare i presenti nei pochi minuti a disposizione. Da subito è chiaro che la band ora in scena è bella carica e vuole fare un’ottima figura davanti al pubblico italiano (sono anche passati pochi giorni dalle loro altre esibizioni in Italia, di spalla ai Deep Purple). Sebbene la loro proposta rock con varie contaminazioni non prenda molto dal punto di vista musicale, non posso negare che i newyorkesi sappiano tenere ottimamente il palcoscenico, partendo da un’ottima Delila Paz che a gran voce e gesta attira a sè gli spettatori, ma senza mettere da parte il resto della band, tastierista compreso, che sembra letteralmente scatenato onstage. Dei buoni suoni portano avanti il concerto del T.L.I., che sembra essere ben apprezzato dai presenti e, dopo una breve pausa dove la cantante intima ai presenti di abbracciare il proprio vicino, parte “Soul On Fire“, uno dei singoli più cliccati sulle varie piattaforme; è proprio con questo brano che mi accorgo di aver già sentito prima la band ora in scena. Facendo dunque una piccola ricerca, scopro che avevo già visto la band americana all’Hellfest qualche settimana fa, mentre aspettavo gli UFO e diciamo che la mia opinione è uguale a quella che avevo espresso allora. Gli ultimi due brani proposti sono “1968” e “Oh, Freedom“, cover di Odetta suonata con gran grinta e conclusa con un’assolo di chitarra. Sono molti gli applausi che arrivano dalle gradinate; i The Last Internationale mettono così fine alla loro performance odierna, ringraziando il pubblico con un inchino e lasciando il palco per il piatto forte della serata, i KISS.

KISS

C’è molta agitazione nell’intervallo che spezza il concerto dei The Last Internationale e quello dei KISS, i ritardi già confermati non fanno che estendersi ulteriormente, facendo spazientire molti presenti. Nell’attesa possiamo però goderci dell’ottima musica con brani aderenti al contesto che riescono a mantenere viva la fiamma degli spettatori in trepida attesa. Sono circa le 23.00 quando le luci finalmente si spengono e dalle casse viene pompato “Rock and Roll” il classico senza tempo firmato Led Zeppelin. La musica si ferma ed ecco finalmente il messaggio che tutti aspettavano: “Alright Verona, you want the best you got the best, the hottest
band in the world, KISS“; cala il sipario e sono subito tuoni e saette (letteralmente), i nostri fuoriescono dal fumo sottostante al palco ed è subito delirio generale tra la platea, che già salta sulla note di “Detroit Rock City“. Lo spettacolo pirotecnico è invidiabile e da solo vale tutto il biglietto, tra fuochi d’artificio e fuochi incrociati, i nostri mettono subito in chiaro che non intendono minimamente risparmiare l’arena di Verona.
Non è strano che i suoni siano perfetti, un guitar tone di gran gusto si amalgama a tutti gli strumenti presenti sul palco, così come alla voce di un Paul Stanley che non sembra minimamente necessitare di accordature alla Entombed, per mantenere il suo tipico timbro, eccezionale è dir poco. Successivamente viene proposta “Shout It Loud“, che delizierà tutti con i sui laser multipli puntati sul cielo veronese, uno spettacolo davvero gradevole, ma alla fine dei conti è anche per questo che siamo qui, no? A canzone conclusa, la band fa una leggera pausa, dove Paul Stanley approfitta per salutare Verona e per far conoscere al pubblico il programma odierno della band statunitense: “Siamo venuti a Verona perchè amiamo Verona, è vero; sappiamo che a voi piace fare i pazzi, animali selvaggi, Fate Casino! Stasera abbiamo un sacco di buon materiale, abbiamo materiale vecchio, materiale ancora più vecchio e più vecchio ancora, il prossimo è un classico dei KISS appartenente al nostro primo vero album, il brano si chiamaDeuce“. Durante questo brano, il grande schermo posto alle spalle della band riproduce vecchie riprese del gruppo, per ricalcare il viaggio che è stato fatto prima di arrivare a dove sono oggi. Deliziosa l’idea di replicare dal vivo i movimenti pari pari delle vecchie riprese, con grande attenzione per i dettagli. I KISS sprigionano sul palco tutta l’energia possibile, a ogni canzone risponde un boato ed ogni parola del cantante manda il pubblico in visibilio. Non mancheranno ovviamente le parti sceniche più attese della serata, ovvero l’assolo di chitarra di Tommy Thayer che si conclude con dei fuochi d’artificio sparati dalla paletta della sua ascia, la fuoriuscita di sangue dalla bocca del vicecapitano della band, Il Demone Gene Simmons e l’assolo di batteria di Eric Singer, che si conclude con una gran esplosione di fuochi. La performance dei singoli è esemplare, difficile pensare a come dei settantenni riescano a tenere così bene un palcoscenico, sprigionando cotanta energia e potenza dalle loro corde vocali, ma questi sembrano essere i KISS, “la band più Hot del mondo”. I brani continuano con gran furore, “Calling Dr. Love“, “Psycho Circus“, “God of Thunder” e “Love Gun” ed in men che non si dica, ci ritroviamo a essere alla fine dello show. Paul, fa chiamare ai presenti il suo nome e preannuncia che ci saranno ancora due brani prima della chiusura dello show, ma prima distrugge la sua chitarra (come da tradizione) e riunisce la band di fronte al palco per fare una foto di gruppo con la platea seduta nella bellissima arena alle sue spalle. Il concerto si chiude sulle note di “Rock and Roll All Nite“, il classico dei classici, sono tutti in piedi a saltare e cantare insieme alla band statunitense, che dopo quasi due ore di show, non sembra essere ancora stanca. Fuochi d’artificio, palloni giganti, coriandoli e fiammate di fuoco, scortano la band alla fine della canzone, che senza dire nulla esce di scena subito dopo l’accordo finale del brano tanto acclamato. Lo show è finito e direi che la platea può ritenersi completamente appagata, è l’una di notte e la stanchezza non si sente per nulla, così dopo un breve scambio di opinioni mi avvio all’uscita dell’arena con un gran sorriso stampato in faccia. Sono veramente felice di aver avuto l’opportunità di partecipare ad un pezzo di storia del gruppo.

[La foto a conclusione dell’articolo è tratto dallo show dei Kiss tenuto nel 2019 a Milano, ndr]

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