Killfest Tour: Live Report della data di Cesena

Quando è stato annunciato che il Killfest Tour sarebbe iniziato dall’Italia, nessuno avrebbe immaginato cosa sarebbe successo. In molti si erano organizzati da mesi per assistere alla prima o alla seconda data italiana del tour, e all’ultimo momento è stato annunciato che lo show avrebbe avuto luogo al Vidia Club di Cesena al posto dello Zona Roveri di Bologna, cosa che ha creato molte complicazioni alle preparazioni di tanti fans da tutta l’Italia. Molte persone hanno rinunciato ad assistere all’evento, ma altri hanno cercato di modificare i propri piani per arrivare a Cesena in un giorno turbolento, di scioperi e manifestazioni in occasione della festa della donna. E noi siamo riusciti ad arrivare sul luogo dell’evento e cosi la giornata inizia con delusioni e ansia, ma forse questi elementi fanno parte della vita quotidiana. E non finisce qui: purtroppo l’apertura delle porte è stata posticipata di due ore e la gente che da presto aspettava in fila non era molto contenta. Alla fine ce l’abbiamo fatta e l’evento è iniziato con due ore di ritardo, ma noi eravamo lì per assistere ad una festa Heavy Metal, e questo è quello che conta.

CHRONOSPHERE

Inseriti all’ultimo momento nel bill di questo fortissimo tour, gli ateniesi Chronosphere hanno il compito di aprire le danze, cosa non facile, soprattutto dopo gli equivoci della giornata. Si tratta di ragazzi giovani, ma energici, con un Thrash Metal di discreto livello e con una setlist abbastanza corta, date le circostanze. È molto evidente che questi ragazzi con i pantaloni rossi abbiano acquisito un’importante esperienza con tanti shows internazionali, e presentano qualche estratto della loro discografia, come la title track dal loro ultimo album, “Envirusment”, “Picking Up My Pieces” per finire con “Brutal Decay” e una cover di “Ace Of Spades” dei Motorhead. Un pochino di timore nell’aria è più che evidente, sarà che per loro è il primo giorno del tour, ma anche per il peso dei nomi del bill a seguire, ma niente si può dire sulla qualità dell’esibizione dei Chronosphere. Il locale non si è riempito ancora del tutto e, come succede molto spesso, a tanti fans tocca perdere la performance dell’opener del concerto; peccato però in questo caso, perchè il gruppo merita davvero e speriamo in futuro che ci siano altre occasioni di vederli suonare dal vivo in Italia.

FLOTSAM AND JETSAM

Tocca poi ai leggendari thrashers Flotsam And Jetsam, band espertissima, ma sottovalutata da tanti fans dell’ Heavy Metal. Con il loro nuovo album, “The End Of Chaos”, uscito circa due mesi fa, hanno acquisito molti più ascoltatori, trattandosi di materiale davvero eccezionale. La loro setlist inizia con “Prisoner Of Time”, l’intro track del nuovo disco, dimostrando fin dalle prime note che sanno il fatto loro, anche se hanno un tempo limitato per esibirsi. Con tre classici brani a seguire, come “Desecrator”, “Hammerhead” e “Iron Maiden”, Eric A. Knutson dimostra di essere in grande forma, non fermandosi nemmeno a causa dei problemi tecnici al suo microfono e dà il meglio di sè anche in questa circostanza. La presenza di Ken Mary dietro la batteria da qualche anno ha portato ad alcune modifiche al suono anche dal vivo, rendendo i brani scorrevoli e piacevoli. I fans più anziani che si trovano nel pubblico sono quelli che riconoscono i pezzi e cantano i loro ritornelli. “Demolition Man” e “Prepare For Chaos” scaldano il pubblico e “No Place For Disgrace” chiude questa performance, eccezionale ma corta, considerando il calibro degli artisti in questione. Consideriamola un assaggio per la prossima visita dei Flotsam And Jetsam, quest’estate al Luppolo Festival di Cremona, sperando che la loro setlist sia proporzionata alla loro importanza nel settore. Alla fine dell’evento tanta gente si è dimostrata impressionata dalla band di Phoenix, cosa che dimostra che produrre musica di qualità da olte 35 anni non può succedere per caso. La classe non ha prezzo, e se non fosse stato per gli Overkill, sicuramente i Flotsam and Jetsam sarebbero stati la miglior band della serata.

DESTRUCTION

Qualche canzone in più è stata concessa invece ai tedeschi Destruction, che forse dall’ultima loro visita nel nostro Paese, alla prima edizione di Rock The Castle della scorsa estate, hanno lasciato dei conti in sospeso. Avendo aggiunto da poco tempo il nuovo chitarrista Damir Eksic nella loro lineup, la band tedesca sale sul palco in maniera decisa, imponente. La performance è tutta un’altra cosa, rispetto a quella precedente, la completezza della lineup ha migliorato la qualità del suono in maniera decisiva. I due membri storici, il chitarrista Mike Sifringer e il cantante e bassista Marcel Schirmer, accompagnati dal batterista Randy Black, presentano dieci canzoni a ritmo thrash con elementi black Metal, con la grinta di una band storica, ma rinfrescata nella sua formazione e nella sua musica. L’inizio con “Curse The Gods”, seguito da successi come “Nailed To The Cross”, “Mad Butcher” e “Dethroned” sembra essere la ricetta giusta per scatenare il pubblico che ormai ha già riempito il Vidia Club, aspettando la band padrona del Killfest. La performance dei Destruction termina con brani come “Total Desaster”, “Thrash Till Death” e “Bestial Invasion”. Da una parte è stata una piacevole sorpresa ascoltare i pezzi più vecchi della band eseguiti da un quartetto, cosa che ha dato una qualità migliore alle sonorità. Dall’altra parte i messaggi un po’ ambigui, antireligiosi, politici, dai testi e con una monotonia del suono, forse un pochino troppo all’antica, lasciano delle perplessità. Arricchire il proprio suono con delle modifiche o elementi innovativi male non fa, e questo vale anche per gli argomenti trattati dai testi. Ovviamente, se uno cerca di approfondire, finisce sempre in questo cerchio e a vedere il pubblico che gioisce alla classica maniera, con moshpit ed headbanging, mentre un paio di “bestemmie” del cantante alla vecchia maniera e qualche battuta sui problemi riscontrati durante la giornata mettono fuoco al pubblico e qualche fan finisce sul palco del Vidia dopo il solito crowd surfing, rendendo necessario l’intervento della sicurezza. Sembra che i Destruction abbiano eseguito il loro compito alla grande, preparando i metalheads presenti alla performance principale della serata, con aggressività, potenza e senza perdersi troppo in dettagli. Bisogna vedere se queste modifiche alla struttura portante del gruppo avranno delle influenze sul nuovo materiale a breve a disposizione dalla Nuclear Blast, oppure se dobbiamo accontentarci del suono brutale, aggressivo, magari meno scorrevole di quello di band come i Flotsam and Jetsam, o dei testi con contenuto di maggior interesse come gli unici Kreator.

OVERKILL

Siamo oltre la mezzanotte e il palcoscenico si riempie di luci verdi, segno che finalmente potremo assistere all’ennesima performance dei mitici Overkill, che non tradiscono mai. Bobby Blitz e i suoi compagni di avventura portano in Europa il loro freschissimo diciannovesimo lavoro di studio, “The Wings Of War”. Dalle prime note di “Last Man Standing” il pubblico viene trascinato dall’energia dell’inarrestabile leggendario gruppo thrash del New Jersey. Il viaggio nel tempo continua con dei brani indimenticabili come “Electric Rattlesnake”, “Hello From The Gutter”, “Elimination” e “Deny The Cross” e Bobby e compagni rendono evidente chi davvero comanda sul palcoscenico di questo tour. Emozioni fortissime si spandono tra i fans, che si scatenano fra moshpit, headbanging e cantando: è una festa di Heavy Metal di classe assoluta. Abbiamo a che fare con musicisti fenomenali, riffs e solo di chitarre di altissima qualità, con la batteria di Jason Bittner, l’ingresso più recente nella lineup dei thrashers, che ha un ruolo fondamentale nel creare un gruppo solidissimo, di perfezione assoluta per quanto riguarda la sintonizzazione del ritmo delle melodie. E la ciliegina sulla torta si vede con la star assoluta della band, il grandissimo Bobby Blitz, con una voce che è rimasta inalterata nel tempo, anzi forse in miglioramento nel corso degli anni, con una professionalità estrema e con una performance unica, come solo lui sa fare. Si dice un nome sia una garanzia e questo potrebbe essere il titolo della setlist degli Overkill, che presentano qualche altro brano coinvolgente del nuovo disco, come “Head Of A Pin”, mentre tra un pezzo e l’altro il mitico cantante ha espresso la sua disapprovazione sui disguidi accaduti in questa giornata in una maniera scherzosa, sdrammatizzando un pochino la situazione per il pubblico. Tutto questo dimostra una grande personalità, considerando che quando al primo giorno del nuovo tour il frontman ha dovuto affrontare insieme al suo gruppo questa avventura, e comunque è riuscito ad offrire une prestazione di altissimo livello. Il popolo metallaro presente probabilmente ha dimenticato i disguidi e ormai si è dedicato allo spettacolo, alle memorie che escono da successi come “Necroshine” o “Feel The Fire”, ma “Rotten To The Core” scatena proprio l’incendio nel moshpit. La “Mean, Green, Killing Machine” si ritira per qualche minuto, ma ritorna sul palco dopo i richiami dei fans che non possono averne mai abbastanza di questa festa, chiedendo con insistenza alla band di suonare ancora. “Ironbound”, “Fuck You” e la nuovissima “Welcome To The Garden State” chiudono questa serata devastante alle 2 del mattino, tutti esausti ma felicissimi, soddisfatti, riempiti di emozioni irripetibili. Bobby e i compagni ci salutano e proseguono verso la seconda data italiana del Killfest 2019, dando anche lezioni di professionalità, serietà e maturità assieme ad una esibizione perfetta da tutti i punti di vista. Gli Overkill sono perfetti cosi e cosi li vogliamo tenere per sempre. Infine, bisogna complimentarsi con i tecnici del mixaggio della band, che indubbiamente hanno fatto un lavoro eccezionale per l’ennesima volta.

Se vogliamo trarre delle conclusioni, possiamo dire che questa serata è stata perfetta nelle sue imperfezioni, perchè la musica è quella che comanda e riempie i nostri cuori con emozioni irripetibili e qualsiasi imprevvisto dà un po di sapore in più, sono cose della vita. Grazie alle quattro band del bill del KIllfest 2019 per la professionalità, la pazienza ed il grandissimo show di stasera!

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