Kamelot: Live Report della data di Bologna

Concerto molto sentito dai “pochi ma buoni” fan dei Kamelot, martedì 13 novembre 2012, all’Estragon di Bologna. L’esperimento ben riuscito di inserire Tommy Karevik all’interno della band ha riscontrato tantissimo successo tra il pubblico, con tanto di acclamazioni in nome di “TOMMY! TOMMY!” e di ripetuti applausi dimostrando che la scelta del frontman dei Seventh Wonder sia stata positiva.

Blackguard

Tocca al quintetto Canadese aprire i giochi di fronte al pubblico Bolognese, colpisce nel segno il loro Melodic Death metal che ricorda vagamente i Children of Bodom, scaldando immediatamente i (purtroppo) pochi fan accalcati sotto il palco dell’Estragon. Difatti intorno alle 19.00 la gente all’interno del locale è poca, ma ben partecipe. La breve scaletta non lascia un attimo di respiro e colpisce con una serie di pezzi estremamente carichi, il pubblico gradisce e partecipa con entusiasmo premiando l’efficacia di questa band. Piuttosto buoni anche i suoni, il lavoro dei fonici è stato ottimo durante tutta la serata e per questo non si può fare altro che ringraziare.

Triosphere

Quattro vichinghi e una lady del nord è la prima cosa che si pensa quando la seconda delle tre band di supporto sale sul palco, forti di due dischi all’attivo e un terzo in arrivo nel 2013 hanno scaldato l’atmosfera con il loro heavy metal, ritornelli melodici e ritmi serrati delle due chitarre. Un ottimo show che ho seguito attentamente, catturata dalla voce calda e potente di Ida Haukland, cantante e bassista del gruppo.

Xandria

Entriamo quindi nei momenti clou della serata, gli Xandria, capitanati dal chitarrista Marco Heubaum fanno la loro entrata in scena. Un metal sinfonico con pizzi e merletti addolcisce la platea, man mano più estesa con il passare del tempo, si notano con piacere nel pubblico vari fan della band che ha all’attivo 5 album e che, a mio avviso, merita da parte di chi ancora non la conosce, almeno una possibilità.

Kamelot

A questo punto della serata si può notare come il numero delle persone sia aumentato notevolmente, anche se purtroppo non riempie l’intero Estragon. Molti sono i fan con magliette dei Seventh Wonder, segno di una più che probabile conferma di Tommy all’interno della band. Ore 21.30 e perfetta puntualità, i Kamelot entrano in scena accompagnati da una intro orchestrale, prima volta in Italia per Tommy Karevik con i Kamelot e sicuramente molti degli occhi dei fan di vecchia data dei Kamelot sono puntati su di lui; il nuovo album “Silverthorn” è uscito da poche settimane e molti dei presenti non hanno ancora probabilmente avuto modo di sentire come la sua voce si sposi con le sonorità dei Kamelot.
Uno dei punti di forza della band è sempre stata il grande impatto scenico e, anche questa volta, non possiamo dirci delusi, singolarmente ogni membro della band è un veterano dei palchi di tutto e questo impatta tantissimo su un pubblico estremamente partecipe ogni momento del concerto, poche band infatti possono permettersi di lasciare soli sul palco ognuno dei membri per un proprio assolo senza che la tensione del concerto non scenda.
La scaletta forse è l’unico dato non completamente positivo della serata in quanto, a mio avviso, vede un paio di momenti che non mi lasciano felicissima; insieme a me molti all’interno dell’Estragon sperano di poter sentire qualcosa preso da “4th Legacy”, con tanto di richiesta a gran voce da parte del pubblico a metà concerto, purtroppo senza essere accontentati. Inoltre il pezzo “The Great Pandemonium”, terzo nella setlist, non risulta sia all’altezza di tanti masterpiece che una band come i Kamelot ha a disposizione.
In ogni caso, per concludere, i Kamelot non deludono mai; concerto splendido con momenti sublimi in concomitanza con i grandi cavalli di battaglia della band come “Forever” e “Karma”, i duetti strappalacrime fra Tommy e la bravissima corista Elize, così come quello con il cantante dei Blackguard nei panni di “Mephisto” hanno arricchito ulteriormente una esperienza magica. Karevik ha dimostrato definitivamente di avere il carisma necessario per sostituire Khan e inserirsi in una chimica creata negli anni. Un’esperienza da brividi.

SETLIST:

Rule The World
Ghost Opera
The Great Pandemonium
Veritas
Center Of The Universe
The Human Stain
Song Of Jolee
Assolo di Batteria
When The Lights Are Down
Sacrimony (Angel Of Afterlights)
Season’s End
Assolo di tastiera
Performance di tastiere e batteria
Forever

Assolo di basso
Karma
Torn
March Of Mephisto

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