Kaledon: live e photo report della data di Roma

Giovedì 21 novembre, al Traffic Live Club di Roma, abbiamo potuto assistere ad una grande serata di power metal tutto italiano.
Per l’occasione infatti abbiamo visto esibirsi band valevoli come i romani Infinita Symphonia, gli emiliani From The Depth e soprattutto i Kaledon, headliners della serata.
I primi hanno dato sfoggio delle loro capacità davanti ad un, purtroppo, esiguo pubblico, frenato forse dalla pioggia incessante caduta sulla capitale. Ma ciononostante la band ha eseguito i propri pezzi senza alcun freno, ricevendo i giusti consensi .
Subito dopo è stata la volta dei From The Depth di Parma, con al seguito un gruppo di sostenitori emiliani. La band ha suonato i propri pezzi, completamente immersi nella tradizione power, trovando riscontro positivo nell’audience che, nel frattempo, era aumentato. Il frontman Raffaele Albanese fomenta al punto giusto il locale riproponendo il classico “Metal Gods” dei Judas Priest, scaldando i presenti nell’attesa della band principale, i romani Kaledon.

Ed eccoli arrivare, sulle note di “Innocence”, intro del loro ultimo lavoro “Altor: The King’s Blacksmith”. Niente saluti, niente convenevoli, e con “Childhood” inizia la valanga metal del sestetto, accolta dal pubblico con entusiasmo.
E si va avanti con “Between The Hammer And The Anvil”, “Desert Land Of Warriors” e “A Dark Prison”, pezzo di cui presto vedremo il video, in cui si alterneranno alla voce Marco Palazzi e Fabio Lione, voce dei Rhapsody Of Fire. Il primo blocco mostra una band perfettamente in sintonia, forte anche del recente tour che li ha visti esibirsi nel nord Italia e nel Regno Unito. I sostenitori della band partecipano ad ogni nota suonata dai musicisti, incalzati anche dal cantante Marco Palazzi, che non perde occasione per scherzare ed instaurare un rapporto di amicizia con chi si trova sotto il palco. E’ il turno di una vecchia gloria, “The End Of Green Power”, introdotta egregiamente dal tastierista Paolo Campitelli, da poco tra le fila dei Kaledon ma già completamente a suo agio con le esecuzioni.
Dire che i sei romani siano in gran forma sembra quasi un eufemismo, poiché quello a cui si assiste è un live di tutto rispetto, perfetto nelle parti strumentali come in quelle vocali, adrenalinico e coinvolgente, reso possibile soprattutto grazie alla numerosa presenza degli amanti del genere, che si fanno sentire ogni qualvolta se ne presenti l’occasione, come ad esempio nella successiva “Steel Maker”, dove il coro proveniente da sotto il palco copre la voce del singer che, soddisfatto, porge il microfono al pubblico.
Ma c’è spazio anche per un momento di calma, con la ballad estratta dal Chapter 6 “Coming Back To Our Land”. Si torna alla carica con “My Personal Hero” e “Screams In The Wind” che lasciano senza fiato. Parte quindi il brano forse più easy listening della discografia, “The God Beyond The Man”, e sotto il palco parte il pogo, seguito con approvazione dal sestetto.
Siamo vicini all’ora di esibizione e con “Surprise Impact” si odono ritmiche, assoli e linee vocali estremamente prepotenti, seguita da “Clash Of The Titans” dove basso, chitarra, batteria e tastiera si alternano e collaborano nella creazione di un tappeto musicale che funziona alla perfezione.
C’è tempo per i bis, con “In Search Of Kaledon”, vero e proprio inno della band, nonché primo pezzo del primo album, al quale i supporters sembrano parecchio affezionati, e “The New Kingdom”, primo video, dove la partecipazione è tale da far ricordare a tutti perché i Kaledon abbiano la nomina di essere la miglior power metal band romana.
E lo show finisce qui, con un ringraziamento sentito alla band per lo spettacolo offerto, un ottimo modo per dare il bentornato ai musicisti, i quali non si sono risparmiati un attimo, mettendo tanto entusiasmo in un’esecuzione che non ha lasciato niente al caso. E i supporters questo lo sanno, infatti molti si trattengono al merch desk aspettando che i Kaledon tornino tra loro, pronti per una foto o una semplice chiacchierata davanti ad un bicchiere di birra. Un dare e ricevere che è la linfa vitale per la musica in generale e per questo genere in particolare, che ha dato vita ad una gran bella serata, come dovrebbe accadere più spesso.

SETLIST:

Childhood
Between The Hammer And The Anvil
Desert Land Of Warriors
A Dark Prison
The End Of The Green Power
Steel Maker
Coming Back To Our Land
My Personal Hero
Screams In The Wind
The God Beyond The Man
Surprise Impact
Clash Of The Titans

In Search Of Kaledon
The New Kingdom

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Andrea Arzeni

    Corrado Dante…ma sono per caso loro?

    Reply
  2. Rockberto Man

    se vi interessa qui c’è il mio report pubblicato una settimana fa

    http://www.romadailynews.it/eventi/kaledon-from-the-depth-infinita-symphonia-live-report.php

    Reply
  3. Rockberto Man

    tra l’altro sembra che alcune mie frasi siano leggermente state copiate…

    Reply

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