Joe Satriani: Foto e Report dei concerti di Milano, Firenze e Roma

5 ottobre – Teatro della Luna, Milano

Quello che è in assoluto tra gli idoli incontrastati della chitarra elettrica degli ultimi 30 anni fa il suo trionfante ritorno in Italia con un tour di ben quattro date e la cornice del Teatro della Luna è quanto di più adatto per ricevere un artista dalla classe sopraffina.
La serata è stata introdotta dalle soffuse note del bluesman Markus James che trasporta idealmente la platea di Assago in qualche zona paludosa del Mississippi con un curioso mix tra blues, country e sonorità di origine africana, accompagnato solamente dal batterista Marlon Green; il sottoscritto, non particolarmente avvezzo a tali sonorità, non è la persona più adatta a giudicare l’esibizione del chitarrista americano ma la reazione del pubblico mi è sembrato entusiasta, segno che questa musica back to the roots ha ancora un folto seguito.

Un set scarno ma dal fantasioso gioco di luci accoglie il quartetto che fa capo a Joe Satriani con una riuscitissima esecuzione di “Shockwave Supernova”, title track dell’ultimo nato dalle sapienti mani dell’Alieno che ci fa subito capire come anche le composizioni di questo lavoro non eccelso rendano benissimo dal vivo affiancate a classici intramontabili della musica strumentale.
I musicisti che l’accompagnano da qualche anno sono ormai formidabilmente amalgamati oltre ad essere tecnicamente ineccepibili e a livello del Maestro; la sezione ritmica degli Aristocrats, formata da Marco Minnemann (autore anche di un assolo di altri tempi, fantastico sia nelle rullate che nel lavoro sui piatti) e Bryan Beller spinge come una macchina a vapore i pezzi più scanditi come “Flying In A Blue Dream”, “Crystal Planet”, “Friends” e l’apocalittica “Surfing With The Alien” ma si distingue anche nelle parti più cadenzate di “On Peregrine Wings”, “Crazy Joey” e “Satch Boogie”. A tutto ciò va aggiunta la ciliegina sulla torta della presenza di un artista come Mike Keneally che ha riarrangiato per tastiera alcune delle composizioni di Satch e si conferma chitarrista magistrale (chiamarlo “spalla” sarebbe riduttivo).
Di par suo il sempreverde Joe non sbaglia una nota neanche a volerlo, con un gusto che rimane intatto ormai dal lontano debutto “Not Of This Earth” e una tecnica solistica che ha fatto letteralmente scuola; la setlist è davvero lunghissima per quasi 2h10 di concerto dai volumi altissimi e dalla perizia inappuntabile.
Uno dei concerti dell’anno!

Testo: Alberto Capettini

Foto: Matteo Donzelli

6 ottobre – Obihall, Firenze

Fa un po’ uno strano effetto entrare all’Obihall, dove il Satch tra l’altro si è già esibito non molti anni fa, e trovare il pubblico comodamente seduto come a teatro: una strana situazione considerando il forte impatto rock che Satriani continua a conservare album dopo album, ma pare che per la presentazione di “Shockwave Supernova” il chitarrista abbia preferito allungare di un po’ la setlist e concedere una situazione più comoda ai suoi fan. La serata inizia anche in questo caso con il bluesman Markus James, che con Satriani ha in comune l’aspetto fisico e gli occhiali scuri, e per il resto si destreggia da vero maestro con un blues scarno e vivace, duettando con maestria con un batterista che porta un pezzo di delta del Mississippii nel grande teatro fiorentino.

Il nuovo album “Shockwave Supernova” ci era sembrato un po’ verboso e poco interessante in alcuni punti. Questa impressione però svanisce immediatamente quando Joe Satriani inizia il suo set e riserva un ampio spazio ai pezzi dell’ultimo periodo del suo repertorio. Per circa due ore il chitarrista, accompagnato da una band più che meritevole, tra cui spicca il “solito” Marco Minnemann alla batteria, ci accompagna in una lunga panoramica attraverso alcuni tra i più celebri estratti della sua discografia, a cui accosta pezzi nuovi con grande disinvoltura. Certo, brani come “Flying In A Blue Dream”,  “Surfing With The Alien” o “Always With Me, Always With You” erano e rimangono di una forza unica, ma anche gli estratti più recenti del suo repertorio sono luminosi esempi dello stile ispirato che da sempre la contraddistingue. Satriani parla poco, si interrompe brevemente per introdurre la delicata “Butterfly And Zebra” e per presentare i suoi compagni di band, ma il suo carisma è tale, come sempre, da non annoiare in nessun caso. Il pubblico seduto come a teatro non è comunque distante, e oltre ad accalcarsi pacificamente sotto il palco durante i bis, come succede quasi sempre in questi casi, sembra vivere con trasporto ogni momento della serata. Questo tour di Joe Satriani ha quindi alcune caratteristiche diverse rispetto ai concerti “tradizionali” a cui l’alieno della chitarra rock ci ha abituati da anni, ma quello che non cambia mai è il suo stile inconfondibile e il rapporto unico e trascinante che il musicista riesce a creare con ogni estratto dalla sua vasta discografia.

Foto e Testo: Anna Minguzzi

7 Ottobre – Auditorium Parco della Musica, Roma

Foto: Giuseppe Maffia

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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