Jinjer: Live Report e foto della data di Trescore Balneario (BG)

Pellegrinaggio a Trescore Balneario come fosse Lourdes per vedere i Jinjer gratis. Un bel colpo da maestro messo in atto dal BumBum Festival, cavalcando l’onda di malcontento avvenuta per lo show degli Slipknot, con i terrificanti ritardi che hanno portato tantissime persone a presentarsi oggi in provincia di Bergamo. Quello a cui prendiamo parte non è propriamente un festival metal per come lo intendiamo noi, ma è la festa della birra ultra organizzata che avviene fin dal 1993. Ciò significa un bel mix di presenze tra i vecchietti del paese, famiglie con bimbi e metallari, che rende l’atmosfera molto allegra, con una qualità di birra e cibo davvero di alto livello (non è assolutamente facile trovare una proposta alcolica senza glutine alla spina). Il tutto ovviamente gestito senza token, con possibilità di pagamento con carta (incredibile che si possa usare questo metodo nelle sagre di paese); ma torniamo al concerto.

DEMETRA’S SCARS

Il gruppo di apertura sono gli italiani Demetra’s Scars, anche loro capitanati da una ragazza, Annapaola. Il quartetto emiliano parte con la presentazione di due brani inediti, sulla stessa frequenza del loro disco di debutto omonimo, accolto in modo sufficiente dalla critica. Il loro alternative metal sulla falsa riga di Korn misto Jinjer (ma senza l’utilizzo di scream o growl) non è per nulla di nuovo e, complice una staticità durante tutto il loro set, non mi trasmettono nulla di che dal punto di vista musicale. Non si possono però non menzionare le ottime doti vocali di Annapaola, che fa uscire tutta la sua potenza sul microfono, forse unico elemento davvero di spicco del gruppo. Piccola puntualizzazione: nel momento in cui la band ha eseguito l’intro di “Going Through”, non avendo ascoltato nulla prima della loro esibizione, mi è sembrato che stessero coverizzando “Aesthetic of Hate” dei Machine Head in modo abbastanza esplicito.

Detto ciò, con le dovute maniere senza offendere nessuno, visto e considerata l’affluenza, forse sarebbe stato meglio portare sul palco qualcuno più rodato e con più materiale a disposizione. Sei pezzi hanno scritto e sei pezzi hanno suonato, non mi dilungo oltre.

JINJER

Possiamo dirlo? Finalmente i Jinjer sul palco per tutti, con l’arena del BumBum Festival davvero riempita in ogni suo centimetro. L’energia che mettono sul palco è tanta, soprattutto perché è la data conclusiva dell’estate prima di tornare (purtroppo o per fortuna) nella madre patria. Per l’occasione i Jinjer suoneranno per circa un’ora e venti minuti, con quindici canzoni di cui una bonus.

Rispetto al concerto in supporto degli Slipknot a Verona, purtroppo, si pecca in qualità audio, un problema dovuto probabilmente a un impianto non idoneo per questo tipo di musica “estrema”, cosa comprensibile a parer mio, su cui possiamo sorvolare senza tanti problemi.

Aggiungo sul piatto che questa data non era nemmeno programmata nella road-map della band ed è anche l’unica in Europa come headliner, quindi per una volta siamo noi italiani quelli fortunati. La setlist quindi la potremmo considerare come “Extended Show”, partendo da “Teacher, Teacher!” e “On The Top”, per poi proseguire in lungo e in largo nella loro discografia, presentando ovviamente in modo massiccio il loro ultimo “Wallflower”, super apprezzato dal sottoscritto. Non mancano ovviamente effetti luce dello stesso colore della bandiera ucraina, più qualche ringraziamento al nostro Paese per continuare a supportare il loro popolo. La tenuta sul palco ovviamente è totalmente incentrata su Tatiana e sulle sue movenze davanti ai fan, ma ciò che manda un delirio il pubblico è sicuramente la sua capacità di passare da pulito a scream/growl in uno schiocco di dita senza mai sbagliarne una.

Si prosegue con brani come “I Speak Astronomy” o “Call Me A Symbol”, passando per altri importantissimi brani come “As I Boil Ice” e “Piscies”.

È stata una piacevole serata e ottima conclusione di un tour europeo molto importante, che vede una simpatica scenetta finale, in quanto dopo aver scattato le classiche foto di rito a concerto concluso, si viene a sapere che ci sono a disposizione ancora pochi minuti. I Jinjer colgono questa ultima occasione per suonare “Disclosure”, che era stata eliminata precedentemente dalla scaletta.

Per chi li fosse persi al concerto degli Slipknot, direi che sono stati tutti  ripagati alla grandissima e il tutto è stato organizzato alla perfezione, tanto che mi terrò sicuramente segnato Trescore per gli eventi dell’anno prossimo!

Setlist:

  1. Teacher, Teacher!

  2. On The Top

  3. Pit Of Consciousness

  4. I Speak Astronomy

  5. Judgment (& Punishment)

  6. Sleep Of The Righteous

  7. Call Me A Symbol

  8. Perennial

  9. As I Boil Ice

  10. Piscies

  11. Home Back

  12. Vortex

  13. Colossus

  14. Disclosure

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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