Italian Metal Legends: Live report della prima serata

Siamo alla seconda edizione (il che, in anni come questi, non è assolutamente scontato) dell’Italian Metal Legends, un festival della durata di due giorni ideato e curato da Paolo Scuri e famiglia, che  si svolge nel tranquillo Oltrepò pavese. Lo schieramento delle band di quest’anno è quasi del tutto diverso in confronto alla passata edizione: sono rimasti solo i Crying Steel come headliner della prima serata. Anche l’ambientazione è leggermente diversa da quella precedente, ma non è cambiato il senso di grande cordialità e familiarità che pervade la zona, e non è solo per la presenza di una serie di rappresentanti della vecchia guardia dell’heavy metal italiano.

Si comincia quindi con gli Skill In Veins, autori di un buon disco d’esordio un paio di anni fa e dediti ad un hard rock ad una sola chitarra abbastanza energico, raffinato e tecnicamente evoluto. Ben amalgamati fra di loro, il solo suggerimento che gli si può dare è quello di potenziare l’interazione con il pubblico; per il resto, niente da eccepire.

Il secondo gruppo ad andare in scena sono i F.E.A.S.T., che altro non sono se non  i Mister No, cover band celebre a livello europeo, che cambia nome e propone un repertorio di inediti. Qui l’esperienza di palco è consolidata e si vede, lo spettacolo è convincente e i pezzi interessanti. La band sfodera una grinta di tutto rispetto e un look che, nella sua semplicità, sa essere originale. Fra i brani eseguiti spiccano “Feed The Hunger” e “Fire And Dynamite”.

Ci sono almeno due buoni motivi per non perdersi l’esibizione dei Crying Steel di questa sera(cioè, ci sono sempre, ma questa volta ce ne sono due in più). Il primo è l’innesto nella formazione di un virgulto che risponde al nome di Alessandro “Ramon” Sonato, già in forze nei Chrome Steel (guarda caso una tribute band dei Judas Priest) e diventato da pochissimo il nuovo cantante della band. Il secondo è la presenza fra il pubblico di Alberrto Simonini, chitarrista e per molti anni uno dei personaggi simbolo dei Crying Steel. Potrà sembrare cosa da poco, ma considerate che Simonini non presenziava ad un concerto da almeno sei anni, e averlo di nuovo in scena è uno stimolo ulteriore peri suoi ex compagni di band. Certo, fa uno strano effetto sentire i brani di “Time Stands Steel” (l’ultimo album del gruppo bolognese, pubblicato lo scorso aprile) cantati da una voce diversa da quella di Stefano Palmonari, che “Defender”, “Heavens Of Rock”, “Shutdown” e “Crying Steel” li ha registrati, e con onore, ma i presenti sembrano apprezzare sotto tutti i punti di vista. C’è un altro momento karmico, quando i Crying Steel eseguono la cover di “You’ve Got Another Thing Coming”, perché questo brano dei Priest faceva parte del repertorio dell’epoca di Luca Bonzagni, ed è una sensazione dolce e amara, una sorta di déjà vu, quella che deriva da questo ascolto (che tra l’altro diventa un momento corale perché tutti i membri dei F.E.A.S.T. salgono sul palco e duettano con  gli headliner, scambiandosi anche gli strumenti). Ad ogni modo, sia i brani nuovi che i classici come “Hero”, “No One’s Crying”, “Running LIke A Wolf” e la conclusiva “Thundergods” lasciano un’impronta di fuoco nella scia delle serate che l’Italian Metal Legends sta costruendo attorno a sé. In attesa del’edizione 2014, c’è di che essere soddisfatti.

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