Isola Rock 2014: live report del festival

Freddo e umidità non hanno fermato l’associazione I Butei che, inossidabili e implacabili, hanno portato a casa anche quest’anno un ottimo risultato. L’edizione 2014 di Isola Rock, due giorni dedicata al rock e al metal con un’attenzione il più possibile ad ampio raggio, si è svolta regolarmente, cosa non del tutto scontata vista l’estate meteorologica che ci ha perseguitato fino ad ora, e ha diffuso per le campagne veronesi musica ad alto volume e ad alta concentrazione metallica. Dieci gruppi in due giorni di festival (i Kani, previsti il secondo giorno, hanno dovuto rinunciare per problemi di salute di un loro componente), una location ampia e comoda, un’organizzazione impeccabile, il tutto a fini benefici e ad ingresso gratuito. Sono tutti aspetti che contraddistinguono Isola Rock da anni, ma che vale sempre la pena di ricordare.

I primi ad esibirsi, la sera di venerdì 22, sono gli Ex, gruppo veronese che propone un discreto rock cantato in italiano. La band è da sempre provvista non solo di una certa esperienza, ma anche di una buona dose di autoironia che gli consente di prendersi sul serio, ma fino ad un certo punto. Basta ascoltare la divertente “I Shot The Chef” per farsene un’idea precisa.

Tocca poi ai Bigrough, gruppo milanese capitanato da Alex Cole, un fan scatenato di Ted Nugent dal grande carisma, che sa benissimo quello che fa e che fa entrare immediatamente nel vivo le esibizioni del festival, con una delle performance migliori in assoluto delle due giornate. Il loro è un rock and roll americano di quelli che ti si imprimono subito in testa, che attirano l’attenzione nel giro di un battito di ciglia e che non si dimentica più. I Bigrough, con alle spalle diverse esibizioni nei locali degli USA, non vanno assolutamente sottovalutati.

Con i veronesi Epitaph si cambia drasticamente atmosfera, si smorzano le tinte e si passa a un doom a tratti angosciante, a tratti allucinato, ma sempre in grado di attirare l’attenzione su questa band, un piccolo oggetto di culto nella zona, nata alla fine degli anni ’80 e riformatasi da non molto tempo. Con un’esibizione accompagnata da candele, teschi e ragazze incappucciate, il quadro è completo e si attende solo l’uscita di un nuovo album (che dovrebbe arrivare in autunno) per la consacrazione definitiva.

Un altro cambio di genere accompagna la serata, ed è il momento dei Sinphobia, il gruppo, insieme agli Epitaph, a richiamare il maggior numero di presenze sotto il palco. Tra B.C.Rich a punta, maschere e luci color del sangue, i Sinphobia trasmettono un’energia dirompente da ogni singola nota con il loro metal moderno, nervoso e difficile da contenere, un connubio sicuramente da non lasciarsi sfuggire per chi apprezza le sfaccettature più moderne del metal.

Gli Evenoire, a cui spetta il compito dell’headliner della prima serata, si erano esibiti già ad Isola Rock un paio di anni fa e tornano volentieri a questo festival, che gli concede più spazio rispetto al primo passaggio, in considerazione anche della notorietà sempre crescente che la band cremonese capitanata da Lisy Stefanoni sta raggiungendo. Il suono del flauto e l’eterea voce della Stefanoni sono il filo conduttore dell’esibizione della band, che presenta un repertorio che pesca da entrambi i lavori finora pubblicati dagli Evenoire e colpisce per la grande coerenza dimostrata e per la convinzione con cui la band porta avanti le proprie idee e la propria ricerca stilistica.

 

Il secondo giorno si apre invece con gli Overnight Sensation, band giovane e di formazione recente, che fanno il possibile per scaldare i motori e per attirare l’attenzione dei presenti. Si notano alcune buone idee nei brani proposti, anche se si intuisce altrettanto bene come la band abbia ancora bisogno di trovare una propria identità ben definita.

 Più difficile invece definire il sound degli Scarlett D. Gray, quintetto piemontese con influenze gothic rock ma contaminate da più generi, in particolare heavy metal e musica elettronica. Forse è proprio questa difficoltà ad inquadrare il loro stile a rendere più interessante l’esibizione, che comunque ci mostra un gruppo solido e unito, che padroneggia benissimo la situazione.

Di nuovo, si cambia genere con gli Aevum, gruppo piemontese a doppia voce, maschile e femminile, dove si alterna il cantato in growl a quello da soprano lirico, e dove in certi momenti si inseriscono voci recitate e parti in latino. Brani dai contenuti importanti, come i riferimenti al Paradiso della Divina Commedia o il singolo “My Vampire” di recente pubblicazione, sono accompagnati da abiti di scena curati e da una teatralità generale che fa pensare più a una rappresentazione che a un normale concerto. Gli Aevum quindi non lasciano nessun dettaglio al caso ed è proprio questa la loro particolarità principale.

I bolognesi Tarchon Fist, veterani del palco, portano ancora una volta uno show veloce e adrenalinico, con tanto di fontane di luce a inizio concerto e finale affidato alla velocissima “Born To Kill”. La loro carrellata di estratti da tutti e tre gli album finora pubblicati, compreso l’ultimo singolo “Se Dio Volesse”, uscito di recente, sprigiona energia a tutto spiano per una performance all’insegna dell’heavy metal più adrenalinico dove la band coinvolge a più riprese i presenti e non lascia mai cadere l’attenzione.

Chiudono i torinesi Dobermann, tre rocker dal grande impatto visivo che regalano un’altra iniezione di energia allo stato puro e un’altra, insieme a Bigrough e Tarchon Fist, delle esibizioni più coinvolgenti di quest’anno, il cui livello generale comunque è sempre stato alto.  Rock, ironia, doppi sensi (andate ad ascoltare il brano “Testarossa” per capire di cosa parliamo), la loro è un’esibizione senza pause né cali di interesse, che culmina con il brano “Quando l’asfalto grida” e una versione velocissima di “Hot For Teacher” di Van Halen, per un finale infuocato nel vero senso del termine.

Isola Rock chiude i battenti con un bilancio ampiamente in positivo, sia per l’affluenza di pubblico che per la qualità delle esibizioni (da notare anche che i cambi palco erano riempiti, sul palco B, da un dj set a tema la sera del venerdì e dall’esibizione di un gruppo acustico il sabato, ottimi per far riposare le orecchie quando necessario) e si prepara a festeggiare i propri dieci anni di vita nel 2015. Successo garantito, non abbiamo dubbi.

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