Isola Rock 2013: live report del festival

Abituati a trascorrere le giornate dedicate ai festival in location spesso al limite della decenza, con conseguenti scatti di rabbia, la situazione di Isola della Scala in cui si è svolta l’ottava edizione di Isola Rock, che prevedeva un enorme prato erboso, uno spazio al chiuso, una cucina più che dignitosa e un pratico Zanzara Point per debellare queste simpaticissime bestioline, potrebbe sembrare un paradiso terrestre. Meno male quindi che ogni tanto ci si ricorda che in un concerto non è importante solo la musica. Sarà stato anche per questi motivi che il festival si è concluso in modo positivo sotto quasi tutti i punti di vista, primo fra tutti quello dell’affluenza.

Dovendo parlare in generale di Isola Rock da un punto di vista musicale, la prima cosa che salta all’occhio è la scrupolosa attenzione per un gran numero di sonorità e di generi diversi, attingendo a piene mani dall’heavy metal italiano e non solo locale, su un palco dalle dimensioni più che accettabili e un maxi schermo sullo sfondo che è servito anche per riprodurre i videoclip delle rispettive band. Si è passati quindi dal folk metal suggestivo dei MaterDea, con i loro costumi a tema, i violini e le tastiere, all’hard blues dei Bullfrog, che con questa esibizione hanno festeggiato alla grande i loro vent’anni di carriera, presentando brani inediti che dovrebbero confluire a breve in un nuovo album in studio, al prog metal moderno e complesso degli Hypnoteticall, non sempre facili da seguire ma fonte di grande interesse. Ancora, c’è stato modo di conoscere dal vivo i La Strange, band di rock melodico (con tanto di cover dei Depeche Mode) forti di una presenza scenica di ottimo livello capace di coinvolgere da subito, i Venus Mountain  e le loro chiassose magliette e i friulani Endangered Pirates con il loro heavy metal (anzi, pirate metal, come loro stessi si definiscono) grezzo, ignorante ed affascinante. Ed è proprio nel bel mezzo dell’esibizione degli Endangered, nella serata di sabato 24, che si scatena un temporale che rende impossibile la prosecuzione del festival. C’è da dire che sul momento la situazione è anche affascinante, e gli Endangered fanno un’ottima figura continuando a suonare finchè la furia degli elementi glielo consente, anzi il loro look li fa sembrare un equipaggio di corsari in bilico sul ponte di una nave con l’oceano in tempesta. Ma purtroppo non c’è molto altro da fare. Peccato per chi, a causa della pioggia, ha visto sfumare la sua opportunità di esibirsi, magari quando già avevano indossato gli abiti di scena, come i bolognesi Sange::Main::Machine, che già dal vivo si esibiscono pochissimo, e che comunque hanno continuato a ribadire la loro contentezza solo per il fatto di avere potuto partecipare. Peccato per i Dark Ages che, oltre ad essere i padroni di casa, avevano in programma la presentazione del loro nuovo album, “Teumann Part 2” in una cornice più che degna e che non è facile sostituire in una zona, come quella del veronese, dove gli ampi locali praticamente non esistono. Peccato per gli ospiti stranieri, i cechi Eagleheart, che riescono solo a fare il sound check, e per gli headliner di sabato, gli Alteria, che stanno vivendo un momento  estremamente positivo. Impossibile suonare dal vivo, chi rimane si trasferisce negli ambienti di Villa Boschi, dove  si prosegue comunque fino a tarda notte con DJ set a tema e birra a fiumi. Il bilancio si chiude comunque in positivo, grazie alle molte presenze della prima serata, per l’associazione “I Butei” (butei in dialetto veronese significa “ragazzi”), che da sempre organizza Isola Rock con cura meticolosa e mette a frutto i guadagni di ogni edizione destinandoli a iniziative di beneficenza. Da sottolineare infine anche l’attenzione per le iniziative  “di contorno” alla musica, che comprendevano una sfilata di moda con abiti a tema, uno spazio dove anche le band non partecipanti al festival potevano promuovere il proprio merchandising e una mostra fotografica. Il tutto in un’atmosfera particolarmente serena e rilassata, che neppure la  pioggia è riuscita a scalfire.

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  1. Roccia

    Magari un accenno anche agli Anticlockwise… secondo me la migliore band del venerdi.

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