Iced Earth: live report della data di Fontaneto D’Agogna (NO)

Non è stato necessario un grande sforzo per scaladare gli animi dei presenti al Phenomenon di Fontaneto D’Agogna (NO), già sufficientemente messi alla prova da un’assolata domenica di inizio luglio. Eppure, se il pubblico accorso alla data degli inossidabili Iced Earth non è esattamente quello delle grandi occasioni, il calore (e non solo quello atmosferico) non è certo venuto meno, alimentato da esibizioni potenti e di qualità.

Approdiamo ad un Phenomenon in versione estiva, con il palco coperto, ma aperto, in un contesto che offre anche la possibilità di godere degli show comodamente seduti con una birra ghiacciata. Pollice in alto per la prima impressione.
On stage, i bresciani IN.SI.DIA stanno già proponendo il loro tiratissimo thrash in italiano, “freschi” del nuovo album “Denso Inganno”, uscito all’inizio del 2017.
La caratterizzazione tutta tricolore del genere può piacere o meno, ma non si può negare che la prova della band sia davvero all’altezza delle aspettative, coinvolgente e martellante quanto basta per preparare i fan agli headliner della serata.

Ed ecco che, puntualissima alle 22:30, dopo aver messo a letto le ultime zanzare, la band capitanata da Jon Schaffer sale sul palco e dà il via ad una performance che ci lascerà soddisfatti e decisamente contenti di aver sfidato la calura estiva per essere presenti in quel di Novara.
La scaletta spazia ampiamente tra vecchio e nuovo e, come ricorda più volte il buon Stu Block, propone beautiful songs che ripercorrono la carriera della band, per arrivare alla nuova, recente fatica “Incorruptible”.

Non si può dire che gli Iced Earth siano una band interattiva, con quasi tutti i componenti del gruppo che preferiscono concentrarsi sull’esecuzione puntuale dei brani, uno dopo l’altro, in un galoppare di batteria che frastorna e delizia al tempo stesso. Qualche pausa per prendere fiato e le parole di rito sono affidate al frontman, uno Stu Block tutto sommato in forma, che solo in alcuni punti (e nella seconda parte della serata) mostra qualche imprecisione vocale.
Poco importa, il supporto precisissimo delle chitarre e della sezione ritmica non perde un colpo, dall’apertura affidata a “Great Heathen Army” alla conclusione in grande stile di “Watching Over Me”, che gli Iced Earth dedicano al compianto Vinnie Paul Abbott.
Nel mezzo trovano spazi altri brani estratti da “Incorruptible”, come “Black Flag”, “Seven Headed Whore” o la magistrale “Raven Wing”, accanto a pezzi che fanno rivivere il passato, tra una “Angels Holocaust” o una “Vengeance Is Mine”, su cui il pubblico non può fare a meno di scatenarsi a dovere.

Un concerto solido dal primo all’ultimo pezzo, quello degli Iced Earth, una band rodatissima che non delude e che porta a casa uno show eseguito con passione e professionalità, incurante del numero dei presenti di certo inferiore a quello cui i membri del gruppo sono abituati.
Esattamente quello che ci serviva per animare una calda, sonnecchiosa domenica di luglio.

Setlist:

Great Heathen Army
Burning Times
Dystopia
Black Flag
Seven Headed Whore
I Died For You
Vengeance Is Mine
Brothers
Dracula
Raven Wing
The Hunter
Angels Holocaust
Travel In Stygian
Clear The Way
Watching Over Me

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Christian

    C’erano anche gli Athrox che non sono stati affatto male e, non vorrei dire un’eresia, ma gli iced Earth hanno eseguito anche Stormrider!

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